Lo studio della glossa ai testi giuridici è stato quasi esclusivamente frequentato sul versante civilistico e, infatti, meno spazio è dedicato in letteratura alle indagini volte all’analisi puntuale delle sole glosse ai manoscritti del diritto longobardo-franco. Inoltre, gli storici giuristi non sempre hanno dedicato sufficiente attenzione agli aspetti codicologici del manoscritto glossato, che invece possono efficacemente sostenere qualunque riflessione sulla “stratificazione” di un testo complesso come quello giuridico. D’altro canto, la stessa analisi della scrittura è complicata dall’ambiente culturale che l’ha prodotta: un ambiente, quello dei giuristi della fine dell’XI secolo in avanti, caratterizzato da una forte mobilità dei suoi attori. La ricerca si propone di analizzare sistematicamente il rapporto che intercorre tra la glossa intesa come testo e il codice visto come vettore di quel testo, considerando che le peculiarità di questa relazione sono determinate anche dalla natura non letteraria del testo legislativo. Ulteriore obiettivo è quello di ragionare su quali siano gli elementi da valorizzare nella descrizione di un testo glossato, partendo dall’analisi dei manoscritti ambrosiani del Liber Papiensis e in particolare nell’Editto di Rotari. Definire un modello metodologico consentirà infine di ampliare la prospettiva di osservazione anche verso lo studio di marginalia tramandati in altri codici.
Tra Rotari e Giustiniano: per uno studio delle glosse al diritto longobardo-franco nei codici ambrosiani del Liber Papiensis
NATALINI, DOMITILLA
2026
Abstract
Lo studio della glossa ai testi giuridici è stato quasi esclusivamente frequentato sul versante civilistico e, infatti, meno spazio è dedicato in letteratura alle indagini volte all’analisi puntuale delle sole glosse ai manoscritti del diritto longobardo-franco. Inoltre, gli storici giuristi non sempre hanno dedicato sufficiente attenzione agli aspetti codicologici del manoscritto glossato, che invece possono efficacemente sostenere qualunque riflessione sulla “stratificazione” di un testo complesso come quello giuridico. D’altro canto, la stessa analisi della scrittura è complicata dall’ambiente culturale che l’ha prodotta: un ambiente, quello dei giuristi della fine dell’XI secolo in avanti, caratterizzato da una forte mobilità dei suoi attori. La ricerca si propone di analizzare sistematicamente il rapporto che intercorre tra la glossa intesa come testo e il codice visto come vettore di quel testo, considerando che le peculiarità di questa relazione sono determinate anche dalla natura non letteraria del testo legislativo. Ulteriore obiettivo è quello di ragionare su quali siano gli elementi da valorizzare nella descrizione di un testo glossato, partendo dall’analisi dei manoscritti ambrosiani del Liber Papiensis e in particolare nell’Editto di Rotari. Definire un modello metodologico consentirà infine di ampliare la prospettiva di osservazione anche verso lo studio di marginalia tramandati in altri codici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/372432
URN:NBN:IT:UNIROMA1-372432