Armando Brasini è un equivoco del primo Novecento. È un’identità precisa, apparentemente estranea alla catena ordinaria del tempo, intrufolata nell’agitato clima romano. Eppure, quel lessico indisciplinato, greve e fiabesco, nasce da Roma ed è lì che si è alimentato. Ne emerge un metodo ricco d’immaginazione, monumentalità e stratificazione in un corpus di opere dal linguaggio troppo eccentrico per essere un reale epigono del barocco e troppo blasfemo rispetto al panorama atteso del moderno. La ricerca intende annodare Brasini al suo tempo e presentarlo come un caso ancora vivo di contemporaneità. Attraverso l’analisi dei disegni, delle opere e dei progetti urbani, il lavoro ricostruisce la sua sintassi progettuale e la sua idea di Roma.
Armando Brasini. Fasti e Visioni di un non-finito tra presente e futuro
CASAVECCHIA, LORENZO
2026
Abstract
Armando Brasini è un equivoco del primo Novecento. È un’identità precisa, apparentemente estranea alla catena ordinaria del tempo, intrufolata nell’agitato clima romano. Eppure, quel lessico indisciplinato, greve e fiabesco, nasce da Roma ed è lì che si è alimentato. Ne emerge un metodo ricco d’immaginazione, monumentalità e stratificazione in un corpus di opere dal linguaggio troppo eccentrico per essere un reale epigono del barocco e troppo blasfemo rispetto al panorama atteso del moderno. La ricerca intende annodare Brasini al suo tempo e presentarlo come un caso ancora vivo di contemporaneità. Attraverso l’analisi dei disegni, delle opere e dei progetti urbani, il lavoro ricostruisce la sua sintassi progettuale e la sua idea di Roma.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/372438
URN:NBN:IT:UNIROMA1-372438