The study aims to describe Amelia Rosselli’s Dantism, highlighting the metapoetic function of the Dantean hypotext within the author’s work. The poet – through four key mediators of Dante’s text and myth (Amelia Pincherle Rosselli, T. S. Eliot, Eugenio Montale, Gianfranco Contini) – appears to have identified in the medieval author fundamental strategies for the representation of her lyrical I and for the narrativization of her poetic quest as a lyrical autobiography. Indeed, in Rosselli’s work, Dante’s great allegory of the iter ad Deum is employed to construct a complex metapoetic discourse that transforms – by deforming it – Dante’s mystical journey into a metrical-mystical one. Within Rosselli’s reinterpretation, it is possible to identify several metatextual strategies characteristic of the "Commedia": the multiple statuses of Dante’s lyrical I; the palinodic mechanism, which, by revisiting previous poetic phases, allows for their integration into the tonal and stylistic summa of the sacred poem; self-quotation as a tool for investigating one’s poetic past and for shaping the reception of one’s own work.

Lo studio si propone di offrire una descrizione del dantismo di Amelia Rosselli, mettendo in luce la funzione metapoetica svolta dall’ipotesto dantesco all’interno dell’opera dell’autrice, che, attraverso quattro fondamentali mediatori del testo e del mito dantesco (Amelia Pincherle Rosselli, T. S. Eliot, Eugenio Montale, Gianfranco Contini), sembrerebbe aver individuato nel modello medievale strategie determinanti per la rappresentazione del proprio io poetico e per la narrativizzazione della propria ricerca poetica nei termini di un’autobiografia lirica. Nell’opera rosselliana, infatti, la grande allegoria dantesca dell’iter ad Deum è impiegata per allestire un complesso discorso metapoetico che trasforma, deformandolo, il mistico viaggio dantesco in un viaggio metrico-mistico, all’interno del quale è possibile individuare anche alcune strategie metatestuali interne alla "Commedia": il molteplice statuto dell’io dantesco; il meccanismo palinodico che, attraverso l’attraversamento di precedenti, rifiutate, fasi poetiche, permette di integrarle, purgate, nella summa tonale e stilistica del poema sacro; l’autocitazione come strumento atto all’indagine del proprio passato poetico e all’indirizzamento della ricezione della propria opera.

Amelia Rosselli legge Dante: un dialogo metapoetico

SANTARELLI, CLARA
2026

Abstract

The study aims to describe Amelia Rosselli’s Dantism, highlighting the metapoetic function of the Dantean hypotext within the author’s work. The poet – through four key mediators of Dante’s text and myth (Amelia Pincherle Rosselli, T. S. Eliot, Eugenio Montale, Gianfranco Contini) – appears to have identified in the medieval author fundamental strategies for the representation of her lyrical I and for the narrativization of her poetic quest as a lyrical autobiography. Indeed, in Rosselli’s work, Dante’s great allegory of the iter ad Deum is employed to construct a complex metapoetic discourse that transforms – by deforming it – Dante’s mystical journey into a metrical-mystical one. Within Rosselli’s reinterpretation, it is possible to identify several metatextual strategies characteristic of the "Commedia": the multiple statuses of Dante’s lyrical I; the palinodic mechanism, which, by revisiting previous poetic phases, allows for their integration into the tonal and stylistic summa of the sacred poem; self-quotation as a tool for investigating one’s poetic past and for shaping the reception of one’s own work.
26-mag-2026
Italiano
Lo studio si propone di offrire una descrizione del dantismo di Amelia Rosselli, mettendo in luce la funzione metapoetica svolta dall’ipotesto dantesco all’interno dell’opera dell’autrice, che, attraverso quattro fondamentali mediatori del testo e del mito dantesco (Amelia Pincherle Rosselli, T. S. Eliot, Eugenio Montale, Gianfranco Contini), sembrerebbe aver individuato nel modello medievale strategie determinanti per la rappresentazione del proprio io poetico e per la narrativizzazione della propria ricerca poetica nei termini di un’autobiografia lirica. Nell’opera rosselliana, infatti, la grande allegoria dantesca dell’iter ad Deum è impiegata per allestire un complesso discorso metapoetico che trasforma, deformandolo, il mistico viaggio dantesco in un viaggio metrico-mistico, all’interno del quale è possibile individuare anche alcune strategie metatestuali interne alla "Commedia": il molteplice statuto dell’io dantesco; il meccanismo palinodico che, attraverso l’attraversamento di precedenti, rifiutate, fasi poetiche, permette di integrarle, purgate, nella summa tonale e stilistica del poema sacro; l’autocitazione come strumento atto all’indagine del proprio passato poetico e all’indirizzamento della ricezione della propria opera.
Amelia Rosselli, Dante Alighieri, Intertestualità, metapoetico, metaletterario
BERISSO, MARCO
ZUBLENA, PAOLO
FILIPPONIO, LORENZO
Università degli studi di Genova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/372708
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIGE-372708