The dissertation examines the final phase of Mario Luzi’s poetic production, from 1978, when Al fuoco della controversiawas published, until his death in 2005. It focuses in particular on the Florentine poet’s last six collections: Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini(1994), Sotto specie umana (1999), Dottrina dell’estremo principiante (2004), and the posthumously published Lasciami, non trattenermi (2009). These works are investigated from the perspective of the poet’s workshop, that is, through the manuscripts documenting their complex process of composition. The first part reconstructs Luzi’s modus operandi, tracing the inherently unsystematic creative process through which he developed his poems, from preliminary drafts and heavily revised manuscripts to their final versions. It also provides a philological inventory of the diaries, notebooks, and writing pads—now preserved at the Archivio Bonsanti in Florence and in Stefano Verdino’s private collection in Genoa—in which Luzi actually composed these books. In doing so, the dissertation offers the first comprehensive catalogue of the workshop underlying the poet’s late production. The second part examines six particularly significant manuscript dossiers, one for each collection from Per il battesimo dei nostri frammenti to Lasciami, non trattenermi. Its aim is to derive hermeneutic insights from the textual history of these works and, on this basis, to propose a new interpretation of the final phase of Luzi’s poetic career. To this end, it combines the methodologies of genetic criticism and literary criticism. Finally, the third part presents, for the first time, a selection of previously unpublished texts composed by Luzi during the writing process but never released. Each unpublished piece is accompanied by a facsimile of the autograph manuscript, a diplomatic transcription, a philological note, and a critical commentary. The archive thus emerges as an indispensable resource, not only for understanding Luzi’s compositional strategies and deepening our interpretation of his works, but also for expanding the corpus of his writings through the recovery of new and remarkable texts.

La tesi ha per oggetto la fase finale della produzione lirica di Mario Luzi, dal 1978, quando licenziò Al fuoco della controversia, al 2005, quando morì. In particolare ci si concentrerà sulle ultime sei raccolte dell’autore fiorentino: Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), Sotto specie umana (1999), Dottrina dell’estremo principiante (2004) e la postuma Lasciami, non trattenermi (2009). L’osservatorio da cui queste opere vengono indagate coincide con l’officina del poeta, ossia con le carte che ne documentano la travagliata gestazione. Nella prima parte è ricostruito il modus operandi di Luzi, cioè il percorso creativo – intrinsecamente asistematico – attraverso cui egli elaborava le sue poesie, passando da abbozzi, a stesure ricche di varianti, sino alle redazioni definitive. Poi forniremo un indice filologico delle agende, dei taccuini e dei quaderni (conservati oggi presso l’Archivio Bonsanti di Firenze e la casa di Stefano Verdino a Genova) nei quali l’autore ha concretamente allestito i propri libri. Così facendo, realizzeremo il primo catalogo complessivo del laboratorio poetico tardoluziano. Nella seconda parte, analizzeremo sei trafile manoscritte particolarmente significative, una per ciascuna raccolta, da Per il battesimo dei nostri frammenti a Lasciami, non trattenermi. Il nostro tentativo sarà quello di ricavare dalla storia dei testi le chiavi ermeneutiche per comprenderli e per mettere a punto una nuova lettura dell’ultima stagione artistica di Luzi. Perciò in questa sezione cercheremo di fondere i metodi della filologia genetica e della critica letteraria. Infine, nella terza e ultima parte, pubblicheremo per la prima volta in assoluto diversi brani composti dall’autore nel suo laboratorio, ma mai diffusi. Ciascun inedito sarà accompagnato dalla riproduzione dell’originale autografo, dalla trascrizione, da una nota filologica e da un commento critico. L’archivio si rivelerà così fondamentale, non solo per conoscere le strategie espressive di Luzi e per approfondire il senso delle sue opere, ma anche per completarne la produzione, con nuovi e sorprendenti tesori.

Il laboratorio poetico di Mario Luzi (1978-2005). Scartafacci, questioni di critica genetica, inediti

STURARO, RICCARDO
2026

Abstract

The dissertation examines the final phase of Mario Luzi’s poetic production, from 1978, when Al fuoco della controversiawas published, until his death in 2005. It focuses in particular on the Florentine poet’s last six collections: Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini(1994), Sotto specie umana (1999), Dottrina dell’estremo principiante (2004), and the posthumously published Lasciami, non trattenermi (2009). These works are investigated from the perspective of the poet’s workshop, that is, through the manuscripts documenting their complex process of composition. The first part reconstructs Luzi’s modus operandi, tracing the inherently unsystematic creative process through which he developed his poems, from preliminary drafts and heavily revised manuscripts to their final versions. It also provides a philological inventory of the diaries, notebooks, and writing pads—now preserved at the Archivio Bonsanti in Florence and in Stefano Verdino’s private collection in Genoa—in which Luzi actually composed these books. In doing so, the dissertation offers the first comprehensive catalogue of the workshop underlying the poet’s late production. The second part examines six particularly significant manuscript dossiers, one for each collection from Per il battesimo dei nostri frammenti to Lasciami, non trattenermi. Its aim is to derive hermeneutic insights from the textual history of these works and, on this basis, to propose a new interpretation of the final phase of Luzi’s poetic career. To this end, it combines the methodologies of genetic criticism and literary criticism. Finally, the third part presents, for the first time, a selection of previously unpublished texts composed by Luzi during the writing process but never released. Each unpublished piece is accompanied by a facsimile of the autograph manuscript, a diplomatic transcription, a philological note, and a critical commentary. The archive thus emerges as an indispensable resource, not only for understanding Luzi’s compositional strategies and deepening our interpretation of his works, but also for expanding the corpus of his writings through the recovery of new and remarkable texts.
8-mag-2026
Italiano
La tesi ha per oggetto la fase finale della produzione lirica di Mario Luzi, dal 1978, quando licenziò Al fuoco della controversia, al 2005, quando morì. In particolare ci si concentrerà sulle ultime sei raccolte dell’autore fiorentino: Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), Sotto specie umana (1999), Dottrina dell’estremo principiante (2004) e la postuma Lasciami, non trattenermi (2009). L’osservatorio da cui queste opere vengono indagate coincide con l’officina del poeta, ossia con le carte che ne documentano la travagliata gestazione. Nella prima parte è ricostruito il modus operandi di Luzi, cioè il percorso creativo – intrinsecamente asistematico – attraverso cui egli elaborava le sue poesie, passando da abbozzi, a stesure ricche di varianti, sino alle redazioni definitive. Poi forniremo un indice filologico delle agende, dei taccuini e dei quaderni (conservati oggi presso l’Archivio Bonsanti di Firenze e la casa di Stefano Verdino a Genova) nei quali l’autore ha concretamente allestito i propri libri. Così facendo, realizzeremo il primo catalogo complessivo del laboratorio poetico tardoluziano. Nella seconda parte, analizzeremo sei trafile manoscritte particolarmente significative, una per ciascuna raccolta, da Per il battesimo dei nostri frammenti a Lasciami, non trattenermi. Il nostro tentativo sarà quello di ricavare dalla storia dei testi le chiavi ermeneutiche per comprenderli e per mettere a punto una nuova lettura dell’ultima stagione artistica di Luzi. Perciò in questa sezione cercheremo di fondere i metodi della filologia genetica e della critica letteraria. Infine, nella terza e ultima parte, pubblicheremo per la prima volta in assoluto diversi brani composti dall’autore nel suo laboratorio, ma mai diffusi. Ciascun inedito sarà accompagnato dalla riproduzione dell’originale autografo, dalla trascrizione, da una nota filologica e da un commento critico. L’archivio si rivelerà così fondamentale, non solo per conoscere le strategie espressive di Luzi e per approfondire il senso delle sue opere, ma anche per completarne la produzione, con nuovi e sorprendenti tesori.
Mario Luzi, poesia, scartafacci, critica genetica, inediti
Lucarelli, Massimo
SGAVICCHIA, Siriana
Università per Stranieri di Perugia
Perugia - Università per Stranieri di Perugia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/373246
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISTRAPG-373246