Il testo esamina l'impatto delle nuove tecnologie sul diritto alla salute, concentrandosi su tre strumenti principali: cartelle sanitarie elettroniche, telemedicina e intelligenza artificiale. Sebbene nessuno di questi sia una novità assoluta — la telemedicina ha radici negli anni '50, l'IA nel '48 con Turing — la loro applicazione pratica nel settore sanitario incontra ancora resistenze da parte dei legislatori, sia italiani che europei. Tre sono le criticità trasversali evidenziate. La prima riguarda i costi e i benefici dell'implementazione: gli investimenti necessari sarebbero compensati da una maggiore interconnessione dei sistemi e da un incremento dell'efficienza nelle cure e nella ricerca. La seconda concerne la tutela dei dati personali, particolarmente sensibili in ambito sanitario, con le connesse esigenze di cybersicurezza e prevenzione di discriminazioni. La terza riguarda il riparto di competenze tra livelli di governo (regionale, nazionale, europeo). Sul fronte istituzionale italiano, la riforma costituzionale del 2001 ha collocato la sanità tra le materie di competenza concorrente Stato-Regioni. Tuttavia, la Corte costituzionale ha progressivamente accentrato i poteri in capo allo Stato, soprattutto per garantire uniformità e uguaglianza nel diritto alla salute su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la leva dei livelli essenziali delle prestazioni.

Diritto alla salute e nuove tecnologie

ISIDORI, LORENZO MARIA
2026

Abstract

Il testo esamina l'impatto delle nuove tecnologie sul diritto alla salute, concentrandosi su tre strumenti principali: cartelle sanitarie elettroniche, telemedicina e intelligenza artificiale. Sebbene nessuno di questi sia una novità assoluta — la telemedicina ha radici negli anni '50, l'IA nel '48 con Turing — la loro applicazione pratica nel settore sanitario incontra ancora resistenze da parte dei legislatori, sia italiani che europei. Tre sono le criticità trasversali evidenziate. La prima riguarda i costi e i benefici dell'implementazione: gli investimenti necessari sarebbero compensati da una maggiore interconnessione dei sistemi e da un incremento dell'efficienza nelle cure e nella ricerca. La seconda concerne la tutela dei dati personali, particolarmente sensibili in ambito sanitario, con le connesse esigenze di cybersicurezza e prevenzione di discriminazioni. La terza riguarda il riparto di competenze tra livelli di governo (regionale, nazionale, europeo). Sul fronte istituzionale italiano, la riforma costituzionale del 2001 ha collocato la sanità tra le materie di competenza concorrente Stato-Regioni. Tuttavia, la Corte costituzionale ha progressivamente accentrato i poteri in capo allo Stato, soprattutto per garantire uniformità e uguaglianza nel diritto alla salute su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la leva dei livelli essenziali delle prestazioni.
28-apr-2026
Italiano
POLITI, FABRIZIO
GALLUCCI, KATIA
Università degli Studi dell'Aquila
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/373508
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVAQ-373508