ABSTRACT (italiano) INTRODUZIONE Una limitata alfabetizzazione sanitaria organizzativa (OHL) può ostacolare l’accesso equo ai servizi sanitari, in particolare nei contesti di salute materno-infantile, dove le famiglie spesso affrontano ambienti complessi e ad alto stress. Nonostante l’importanza dell’OHL sia ampiamente riconosciuta, strategie strutturate e sistemiche restano scarse nei sistemi sanitari europei. Questo studio descrive un’implementazione adattata del processo Ophelia (Optimising Health Literacy and Access) per valutare e potenziare l’OHL in un ospedale materno-infantile in Italia. OBIETTIVI Migliorare l’alfabetizzazione sanitaria organizzativa in un ospedale materno-infantile, identificando bisogni informativi di utenti e professionisti e co-progettando interventi per rendere i servizi più accessibili. MATERIALI e METODI L’approccio adottato è quello di quadro di ricerca-azione partecipativa e si articola in 3 fasi. Coinvolge caregiver, giovani pazienti e professionisti sanitari. Le valutazioni (fase 1) quantitative sono state fatte usando strumenti validati: HLS-EU-Q16 e IT-eHEALS per gli adulti, HLSAC-I IT per gli adolescenti e HLHO-10 per i professionisti sanitari. I dati qualitativi sono stati raccolti tramite interviste e focus group per esplorare i bisogni informativi degli utenti. Gli outcome dello studio sono le azioni intraprese. RISULTATI Hanno completato il questionario HLHO-10 183 professionisti. I risultati hanno evidenziato punti di forza nella comunicazione personalizzata ma criticità nella formazione del personale su health literacy e nella comunicazione dei pagamenti/co-pagamenti (p < 0.001 tra gruppi). Quarantasei caregiver e 35 bambini hanno compilato i questionari: il 43% dei caregiver ha mostrato HL inadeguata o problematica, mentre l’82% degli adolescenti ha HL moderata. Il punteggio medio di eHealth literacy nei caregiver è risultato 25,1 (DS 9,2). Ottanta interviste con genitori e minori hanno identificato bisogni informativi insoddisfatti su terminologia clinica, comunicazioni scritte e orientamento in ospedale. I dati sono stati sintetizzati in vignette narrative, che hanno guidato i primi workshop di co-design degli interventi. con team interdisciplinari. Le azioni di intervento sono state definite come prioritarie, pianificate e verranno implementate localmente, con un coinvolgimento continuo degli stakeholder. I workshop di co-progettazione (fase 2) hanno portato alla definizione di interventi prioritari: semplificazione dei consensi informati, produzione di illustrazioni anatomiche, video sulla diluizione corretta dei farmaci e miglioramento delle informazioni di triage. È avviata la fase 3 con formazione sul campo ed un convegno sulla HL; l’utilizzo di strumenti come il PEMAT per migliorare i materiali informativi. Sono in corso le prime implementazioni locali con nove macro azioni realizzate. CONCLUSIONI Le prime implementazioni mostrano la fattibilità dell’approccio Ophelia e il suo potenziale nel migliorare la comunicazione, l’orientamento ai servizi e la responsività organizzativa, contribuendo a ridurre le disuguaglianze di salute.

Lo studio dell'alfabetizzazione sanitaria in ambito organizzativo e l'applicazione del processo OPHELIA in un ospedale materno-infantile: un progetto di ricerca-azione

DOBRINA, RAFFAELLA
2026

Abstract

ABSTRACT (italiano) INTRODUZIONE Una limitata alfabetizzazione sanitaria organizzativa (OHL) può ostacolare l’accesso equo ai servizi sanitari, in particolare nei contesti di salute materno-infantile, dove le famiglie spesso affrontano ambienti complessi e ad alto stress. Nonostante l’importanza dell’OHL sia ampiamente riconosciuta, strategie strutturate e sistemiche restano scarse nei sistemi sanitari europei. Questo studio descrive un’implementazione adattata del processo Ophelia (Optimising Health Literacy and Access) per valutare e potenziare l’OHL in un ospedale materno-infantile in Italia. OBIETTIVI Migliorare l’alfabetizzazione sanitaria organizzativa in un ospedale materno-infantile, identificando bisogni informativi di utenti e professionisti e co-progettando interventi per rendere i servizi più accessibili. MATERIALI e METODI L’approccio adottato è quello di quadro di ricerca-azione partecipativa e si articola in 3 fasi. Coinvolge caregiver, giovani pazienti e professionisti sanitari. Le valutazioni (fase 1) quantitative sono state fatte usando strumenti validati: HLS-EU-Q16 e IT-eHEALS per gli adulti, HLSAC-I IT per gli adolescenti e HLHO-10 per i professionisti sanitari. I dati qualitativi sono stati raccolti tramite interviste e focus group per esplorare i bisogni informativi degli utenti. Gli outcome dello studio sono le azioni intraprese. RISULTATI Hanno completato il questionario HLHO-10 183 professionisti. I risultati hanno evidenziato punti di forza nella comunicazione personalizzata ma criticità nella formazione del personale su health literacy e nella comunicazione dei pagamenti/co-pagamenti (p < 0.001 tra gruppi). Quarantasei caregiver e 35 bambini hanno compilato i questionari: il 43% dei caregiver ha mostrato HL inadeguata o problematica, mentre l’82% degli adolescenti ha HL moderata. Il punteggio medio di eHealth literacy nei caregiver è risultato 25,1 (DS 9,2). Ottanta interviste con genitori e minori hanno identificato bisogni informativi insoddisfatti su terminologia clinica, comunicazioni scritte e orientamento in ospedale. I dati sono stati sintetizzati in vignette narrative, che hanno guidato i primi workshop di co-design degli interventi. con team interdisciplinari. Le azioni di intervento sono state definite come prioritarie, pianificate e verranno implementate localmente, con un coinvolgimento continuo degli stakeholder. I workshop di co-progettazione (fase 2) hanno portato alla definizione di interventi prioritari: semplificazione dei consensi informati, produzione di illustrazioni anatomiche, video sulla diluizione corretta dei farmaci e miglioramento delle informazioni di triage. È avviata la fase 3 con formazione sul campo ed un convegno sulla HL; l’utilizzo di strumenti come il PEMAT per migliorare i materiali informativi. Sono in corso le prime implementazioni locali con nove macro azioni realizzate. CONCLUSIONI Le prime implementazioni mostrano la fattibilità dell’approccio Ophelia e il suo potenziale nel migliorare la comunicazione, l’orientamento ai servizi e la responsività organizzativa, contribuendo a ridurre le disuguaglianze di salute.
28-apr-2026
Italiano
NECOZIONE, STEFANO
LANCIA, LORETO
DANTE, ANGELO
Università degli Studi dell'Aquila
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/373509
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVAQ-373509