Il presente lavoro offre una rilettura organica del Santuario delle divinità ctonie di Akragas, focalizzandosi sul rapporto inscindibile tra evidenze strutturali e materiali votivi. L'indagine colma la lacuna lasciata dalla monografia di Pirro Marconi, proponendo per la prima volta un'analisi approfondita dell’ingente corpus fittile.Dal punto di vista metodologico, la ricerca integra l’analisi delle strutture e delle fasi cronologiche — basata sullo spoglio critico dei diari di scavo e sulla letteratura recente — con uno studio sistematico della coroplastica. Quest'ultima permette di declinare con rigore i tratti distintivi delle pratiche rituali, offrendo una fisionomia più definita delle divinità venerate nell’area sacra e precisando la specificità delle loro funzioni all'interno del santuario. Parallelamente, l'indagine rivela una dinamica di condivisione dello spazio sacro finora inesplorata: l’evidenza dei materiali suggerisce infatti la presenza di altre entità divine, finora considerate solo a margine, la cui interazione con le divinità ctonie risulta determinante per comprendere la reale natura del culto e l'organizzazione funzionale del santuario.Lo studio si propone, inoltre, di analizzare questa classe di materiali sotto il profilo produttivo, con l’obiettivo di ricomporre il quadro delle tipologie in circolazione nel santuario lungo le sue diverse fasi di vita. Piuttosto che limitarsi a una mera classificazione tipologica, l'indagine mira a delineare l’evoluzione del repertorio coroplastico akragantino, evidenziando come il mutare dei modelli rifletta le trasformazioni nelle pratiche di offerta e le dinamiche dell'artigianato locale.

Le terrecotte figurate dal Santuario delle divinità ctonie ad Agrigento: dalla produzione alla dedica votiva

Palumbo, Federica
2026

Abstract

Il presente lavoro offre una rilettura organica del Santuario delle divinità ctonie di Akragas, focalizzandosi sul rapporto inscindibile tra evidenze strutturali e materiali votivi. L'indagine colma la lacuna lasciata dalla monografia di Pirro Marconi, proponendo per la prima volta un'analisi approfondita dell’ingente corpus fittile.Dal punto di vista metodologico, la ricerca integra l’analisi delle strutture e delle fasi cronologiche — basata sullo spoglio critico dei diari di scavo e sulla letteratura recente — con uno studio sistematico della coroplastica. Quest'ultima permette di declinare con rigore i tratti distintivi delle pratiche rituali, offrendo una fisionomia più definita delle divinità venerate nell’area sacra e precisando la specificità delle loro funzioni all'interno del santuario. Parallelamente, l'indagine rivela una dinamica di condivisione dello spazio sacro finora inesplorata: l’evidenza dei materiali suggerisce infatti la presenza di altre entità divine, finora considerate solo a margine, la cui interazione con le divinità ctonie risulta determinante per comprendere la reale natura del culto e l'organizzazione funzionale del santuario.Lo studio si propone, inoltre, di analizzare questa classe di materiali sotto il profilo produttivo, con l’obiettivo di ricomporre il quadro delle tipologie in circolazione nel santuario lungo le sue diverse fasi di vita. Piuttosto che limitarsi a una mera classificazione tipologica, l'indagine mira a delineare l’evoluzione del repertorio coroplastico akragantino, evidenziando come il mutare dei modelli rifletta le trasformazioni nelle pratiche di offerta e le dinamiche dell'artigianato locale.
6-lug-2026
Italiano
DE CESARE, Monica
PORTALE, Elisa Chiara
Università degli Studi di Palermo
Palermo
369
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/373682
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPA-373682