This dissertation offers a monographic study of Memoria della Resistenza (Mondadori, 1974) by Mario Spinella, examining it as a significant yet critically overlooked contribution to the narrative reception of the Italian Resistance. The research draws on genetic materials preserved at the Centro Manoscritti of the University of Pavia. By reconstructing the compositional process and closely analyzing the text’s stylistic and thematic patterns, narrative procedures, interplay of narration and commentary, and intertextual references, the study argues that the work should not be read as a straightforward memoir. Rather, it emerges as the result of a sustained process of formal elaboration. Although its diary-like structure and retrospective perspective suggest documentary immediacy, the surviving drafts reveal a layered revision process that complicates testimonial transparency. While the text has often been compared to other Resistance memoirs (Fortini, Chiodi, Gobetti, Revelli), this dissertation situates it within Spinella’s broader essayistic and narrative production, especially in relation to Lettera da Kupjansk (1987), his autobiographical novel on the Russian campaign, and to unpublished archival materials. The dissertation is organized into four chapters: the first reconstructs the work’s compositional, editorial, and reception history; the second examines textual cohesion and strategies of autobiographical construction; the third analyzes the treatment of time, focusing on the liberation of Florence and imprisonment; and the fourth explores the essayistic dimension through recurring imagery, key revisions, verbal tense usage, and discursive organization.

Il lavoro propone uno studio monografico su Memoria della Resistenza di Mario Spinella (Mondadori 1974) come caso significativo – e finora trascurato – della ricezione narrativa della guerra partigiana, con l’intento di valorizzare i materiali genetici conservati presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. La tesi dimostra come la ricostruzione dei processi compositivi e un’analisi approfondita dell’assetto testuale – nelle sue costanti stilistiche e tematiche, nei procedimenti narrativi, nell’articolazione di racconto e commento, nei richiami intertestuali – contribuiscano a ridefinire l’esperienza resistenziale come un laboratorio di sperimentazione formale, oltre che come singolare banco di prova di una vocazione letteraria. L’impostazione memorialistica del testo, composto a distanza dagli eventi, e la struttura diaristica sembrano rinviare a un sostrato documentario; tuttavia, l’esame degli avantesti mette in luce un’elaborazione stratificata che problematizza (e relega in secondo piano) l’idea di immediatezza testimoniale. Se dunque la fisionomia esteriore dell’opera ha suggerito un confronto diffuso con altri esponenti del genere, come Fortini, Chiodi, Gobetti, Revelli, la linea principale del lavoro è affidata a disamine e percorsi critici interni alla produzione saggistica e narrativa di Spinella (in cui un ruolo di primo piano assume soprattutto Lettera da Kupjansk, romanzo autobiografico sulla ritirata di Russia, del 1987), nonché a materiali inediti dall’‘officina’ letteraria. Nel quadro di un dissodamento preliminare dell’archivio (che, pure disordinato e solo parzialmente catalogato, si configura come sistema di «vasi intercomunicanti»), la tesi si struttura in quattro capitoli, a seguito di una Premessa dedicata al Fondo autoriale: nel primo capitolo è ricostruita la storia compositiva, cui sono integrate, inoltre, la prima ricezione e la vicenda editoriale (con i documenti conservati presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori); nel secondo si analizzano i dispositivi di coesione e le strategie di costruzione autobiografica; il terzo capitolo esamina il trattamento del tempo, con particolare attenzione al racconto della liberazione di Firenze e al periodo di prigionia; il quarto e ultimo capitolo indaga la componente saggistica attraverso l’analisi di immagini ricorrenti, la genesi di alcuni passaggi chiave, l’impiego dei tempi verbali e alcune modalità di organizzazione del discorso.

«Non si sfugge all’esperienza». Mario Spinella memorialista partigiano: indagini filologiche e stilistiche

DACARRO, ALICE
2026

Abstract

This dissertation offers a monographic study of Memoria della Resistenza (Mondadori, 1974) by Mario Spinella, examining it as a significant yet critically overlooked contribution to the narrative reception of the Italian Resistance. The research draws on genetic materials preserved at the Centro Manoscritti of the University of Pavia. By reconstructing the compositional process and closely analyzing the text’s stylistic and thematic patterns, narrative procedures, interplay of narration and commentary, and intertextual references, the study argues that the work should not be read as a straightforward memoir. Rather, it emerges as the result of a sustained process of formal elaboration. Although its diary-like structure and retrospective perspective suggest documentary immediacy, the surviving drafts reveal a layered revision process that complicates testimonial transparency. While the text has often been compared to other Resistance memoirs (Fortini, Chiodi, Gobetti, Revelli), this dissertation situates it within Spinella’s broader essayistic and narrative production, especially in relation to Lettera da Kupjansk (1987), his autobiographical novel on the Russian campaign, and to unpublished archival materials. The dissertation is organized into four chapters: the first reconstructs the work’s compositional, editorial, and reception history; the second examines textual cohesion and strategies of autobiographical construction; the third analyzes the treatment of time, focusing on the liberation of Florence and imprisonment; and the fourth explores the essayistic dimension through recurring imagery, key revisions, verbal tense usage, and discursive organization.
29-giu-2026
Italiano
Il lavoro propone uno studio monografico su Memoria della Resistenza di Mario Spinella (Mondadori 1974) come caso significativo – e finora trascurato – della ricezione narrativa della guerra partigiana, con l’intento di valorizzare i materiali genetici conservati presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. La tesi dimostra come la ricostruzione dei processi compositivi e un’analisi approfondita dell’assetto testuale – nelle sue costanti stilistiche e tematiche, nei procedimenti narrativi, nell’articolazione di racconto e commento, nei richiami intertestuali – contribuiscano a ridefinire l’esperienza resistenziale come un laboratorio di sperimentazione formale, oltre che come singolare banco di prova di una vocazione letteraria. L’impostazione memorialistica del testo, composto a distanza dagli eventi, e la struttura diaristica sembrano rinviare a un sostrato documentario; tuttavia, l’esame degli avantesti mette in luce un’elaborazione stratificata che problematizza (e relega in secondo piano) l’idea di immediatezza testimoniale. Se dunque la fisionomia esteriore dell’opera ha suggerito un confronto diffuso con altri esponenti del genere, come Fortini, Chiodi, Gobetti, Revelli, la linea principale del lavoro è affidata a disamine e percorsi critici interni alla produzione saggistica e narrativa di Spinella (in cui un ruolo di primo piano assume soprattutto Lettera da Kupjansk, romanzo autobiografico sulla ritirata di Russia, del 1987), nonché a materiali inediti dall’‘officina’ letteraria. Nel quadro di un dissodamento preliminare dell’archivio (che, pure disordinato e solo parzialmente catalogato, si configura come sistema di «vasi intercomunicanti»), la tesi si struttura in quattro capitoli, a seguito di una Premessa dedicata al Fondo autoriale: nel primo capitolo è ricostruita la storia compositiva, cui sono integrate, inoltre, la prima ricezione e la vicenda editoriale (con i documenti conservati presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori); nel secondo si analizzano i dispositivi di coesione e le strategie di costruzione autobiografica; il terzo capitolo esamina il trattamento del tempo, con particolare attenzione al racconto della liberazione di Firenze e al periodo di prigionia; il quarto e ultimo capitolo indaga la componente saggistica attraverso l’analisi di immagini ricorrenti, la genesi di alcuni passaggi chiave, l’impiego dei tempi verbali e alcune modalità di organizzazione del discorso.
BIGNAMINI, MAURO
Università degli studi di Pavia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/373827
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPV-373827