We propose a reading of the environmental crisis linked to desertification, to be developed through ecofeminist critical lenses. We highlight the problematic assumptions of the political ontology that continues to exert hegemony in crisis responses, both globally and in this specific local context, giving voice to "alterontologies" and the political practices developed and deployed, in the struggle to defend territories, by historically invisible subjectivities. We live in a historical period of systemic, paradigmatic, and material crises, in which processes of radical change in the organization of societies are inevitable, processes that are already underway. The choice of which lenses we apply to interpret these crises and what kind of change we are effecting is political in nature—with all the ontological and epistemological implications it entails—and the battle to determine their priorities is played out on multiple levels. The prevailing trend would seem to lead to a further exacerbation of the same structural inequalities and injustices that, according to some interpretations, are historically identifiable as the cause of the problem and legitimized by a cultural apparatus passed off as neutral, which actually has situated roots, made identifiable by feminisms. On the other hand, the cracks produced by crises also appear to be fertile ground for the proliferation of experimental and "virulent" assemblages of worldviews and practices of multispecies resistance, which are multiplying in "waste places" around the world (Armiero, 2021) and could be the best allies for those who have chosen to fight to direct change towards the most inclusive environmental and climate justice possible. It is within these tensions that I conducted my investigation in the Puglia regional context, analyzing regional policies in response to the crisis in question and turning my gaze to those community-based and impactful experiences that, even here in Puglia, are seeking new ways to narrate crises in order to inhabit them in other, unexpected, multispecies ways.

Si propone una lettura della crisi ambientale legata al processo di desertificazione, da svolgersi attraverso lenti critiche ecofemministe. Si evidenziano i presupposti problematici di quell’ontologia politica che continua a esercitare egemonia nelle azioni di risposta alle crisi, tanto in ambito globale quanto in questo specifico contesto locale, dando voce alle “alterontologie” e alle pratiche politiche elaborate e messe in campo, nei processi di lotta a difesa dei territori, da soggettività storicamente invisibilizzate. Viviamo un periodo storico di crisi sistemiche, paradigmatiche e materiali, in cui non possono che darsi processi di cambiamento radicali nell’organizzazione delle società, che sono già in corso. La scelta di quali lenti applichiamo alla lettura di queste crisi e di che tipo di cambiamento stiamo operando è di carattere politico - con tutto il portato ontologico ed epistemologico di cui esso si innerva - e la battaglia per determinarne le priorità si gioca su diversi livelli. La tendenza prevalente sembrerebbe condurre a un’ulteriore acutizzazione delle stesse disuguaglianze e ingiustizie strutturali che, secondo certe letture, sono storicamente identificabili come la causa del problema e legittimate da un apparato culturale spacciato per neutrale, che ha invece matrici situate, rese identificabili dai femminismi. D’altro canto, le crepe prodotte dalle crisi sembrano essere anche luoghi fertili per la proliferazione di assemblaggi sperimentali e “virulenti” di visioni del mondo e pratiche di r-esistenza multispecie (Haraway, 2019), che si moltiplicano nei “luoghi di scarto” di tutto il mondo (Armiero, 2021) e potrebbero essere le alleate migliori per chi ha scelto di lottare per dirigere il cambiamento verso una giustizia ambientale e climatica quanto più possibile inclusiva. È dentro queste tensioni che conduco la mia indagine nel contesto regionale pugliese, analizzando le politiche regionali in risposta alla crisi attuale di desertificazione e rivolgendo lo sguardo a quelle esperienze comunitarie e contundenti che, anche qui in Puglia stanno cercando nuovi modi di narrare le crisi per poterli abitare in modi altri, inaspettati, multispecie.

Acqua, suolo, comunità. Epistemologie femministe e teoria viva per affrontare la desertificazione in Puglia

VERRIENTI, LAURA
2026

Abstract

We propose a reading of the environmental crisis linked to desertification, to be developed through ecofeminist critical lenses. We highlight the problematic assumptions of the political ontology that continues to exert hegemony in crisis responses, both globally and in this specific local context, giving voice to "alterontologies" and the political practices developed and deployed, in the struggle to defend territories, by historically invisible subjectivities. We live in a historical period of systemic, paradigmatic, and material crises, in which processes of radical change in the organization of societies are inevitable, processes that are already underway. The choice of which lenses we apply to interpret these crises and what kind of change we are effecting is political in nature—with all the ontological and epistemological implications it entails—and the battle to determine their priorities is played out on multiple levels. The prevailing trend would seem to lead to a further exacerbation of the same structural inequalities and injustices that, according to some interpretations, are historically identifiable as the cause of the problem and legitimized by a cultural apparatus passed off as neutral, which actually has situated roots, made identifiable by feminisms. On the other hand, the cracks produced by crises also appear to be fertile ground for the proliferation of experimental and "virulent" assemblages of worldviews and practices of multispecies resistance, which are multiplying in "waste places" around the world (Armiero, 2021) and could be the best allies for those who have chosen to fight to direct change towards the most inclusive environmental and climate justice possible. It is within these tensions that I conducted my investigation in the Puglia regional context, analyzing regional policies in response to the crisis in question and turning my gaze to those community-based and impactful experiences that, even here in Puglia, are seeking new ways to narrate crises in order to inhabit them in other, unexpected, multispecies ways.
10-feb-2026
Italiano
Si propone una lettura della crisi ambientale legata al processo di desertificazione, da svolgersi attraverso lenti critiche ecofemministe. Si evidenziano i presupposti problematici di quell’ontologia politica che continua a esercitare egemonia nelle azioni di risposta alle crisi, tanto in ambito globale quanto in questo specifico contesto locale, dando voce alle “alterontologie” e alle pratiche politiche elaborate e messe in campo, nei processi di lotta a difesa dei territori, da soggettività storicamente invisibilizzate. Viviamo un periodo storico di crisi sistemiche, paradigmatiche e materiali, in cui non possono che darsi processi di cambiamento radicali nell’organizzazione delle società, che sono già in corso. La scelta di quali lenti applichiamo alla lettura di queste crisi e di che tipo di cambiamento stiamo operando è di carattere politico - con tutto il portato ontologico ed epistemologico di cui esso si innerva - e la battaglia per determinarne le priorità si gioca su diversi livelli. La tendenza prevalente sembrerebbe condurre a un’ulteriore acutizzazione delle stesse disuguaglianze e ingiustizie strutturali che, secondo certe letture, sono storicamente identificabili come la causa del problema e legittimate da un apparato culturale spacciato per neutrale, che ha invece matrici situate, rese identificabili dai femminismi. D’altro canto, le crepe prodotte dalle crisi sembrano essere anche luoghi fertili per la proliferazione di assemblaggi sperimentali e “virulenti” di visioni del mondo e pratiche di r-esistenza multispecie (Haraway, 2019), che si moltiplicano nei “luoghi di scarto” di tutto il mondo (Armiero, 2021) e potrebbero essere le alleate migliori per chi ha scelto di lottare per dirigere il cambiamento verso una giustizia ambientale e climatica quanto più possibile inclusiva. È dentro queste tensioni che conduco la mia indagine nel contesto regionale pugliese, analizzando le politiche regionali in risposta alla crisi attuale di desertificazione e rivolgendo lo sguardo a quelle esperienze comunitarie e contundenti che, anche qui in Puglia stanno cercando nuovi modi di narrare le crisi per poterli abitare in modi altri, inaspettati, multispecie.
ecofemminismi; capitalocene; teoria viva
RECCHIA LUCIANI, Francesca Romana
BONATESTA, ANTONIO
RECCHIA LUCIANI, Francesca Romana
Università degli studi di Bari
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/375144
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBA-375144