La tesi analizza il nesso che unisce la regolazione con i significati del lavoro su piattaforma, a partire dal caso-studio delle politiche della Regione Toscana per la tutela dei riders, elaborate tra il 2021 e il 2022. Prendendo in esame uno dei processi che alimentano oggi la transizione digitale del lavoro, ossia la sua piattaformizzazione, l’analisi si concentra sulle possibili soluzioni per regolamentare l’economia digitale: diversamente dalle “tradizionali” ipotesi di «autoregolazione» e «regolazione esterna» discusse fino ad oggi a livello europeo (Commissione Europea, 2016), la Regione Toscana ha proposto un progetto regolativo che si ispira alla c.d. co-regolazione, ovvero al coinvolgimento dei privati nei processi di regolazione, a cominciare dall’attribuzione di compiti di attuazione definiti dal regolatore pubblico per arrivare alla co-definizione delle regole stesse. A questo fine, ha avviato dei tavoli di confronto con le parti sociali coinvolte nel settore del food delivery (sindacati, piattaforme digitali, associazioni a tutela dei consumatori ecc.), giungendo ad approvare un’apposita legge regionale (L.R. 18/2021) per la tutela dei riders, un Documento tecnico curato dalle ASL sui rischi sanitari per i lavoratori, un Protocollo d’intesa con alcune imprese locali e un Marchio etico assegnato alle aziende che garantiscono l’eticità e la sostenibilità (sociale, economica e ambientale) del proprio servizio. Ha promosso, infine, una campagna informativa per sostenere le piattaforme digitali che rispondono a tali criteri di equità e sostenibilità. L’elaborato restituisce una rassegna della letteratura, nazionale e internazionale, sulle sfide poste ai decisori politici dalla digitalizzazione/piattaformizzazione del lavoro e dell’economia, riflettendo anche sulle sue connessioni con la transizione socio-ecologica, come suggerito dal filone di studi sulla «twin transition». La parte empirica della ricerca si focalizza poi sulla ricostruzione del processo di policy-making che ha condotto all’approvazione delle politiche toscane per i riders. Tramite un’analisi documentaria degli atti normativi e delle interviste in profondità con i rappresentanti delle realtà coinvolte (attori politici, sindacalisti, imprenditori, lavoratori ecc.), vengono sottolineati i pregi e i limiti di tale progetto regolativo, che fa della logica cooperativa/partecipativa un proprio elemento di forza, in un’epoca in cui il modello “verticistico” delle decisioni politiche sembra sempre meno applicabile. Attraverso l’analisi di quest’esperienza, infine, vengono tratte delle considerazioni più generali sul significato attribuito al lavoro su piattaforma dai diversi stakeholders, i quali sono oggi chiamati a rivedere la concezione stessa di ciò che viene definito “lavoro”, alla luce delle dirompenti trasformazioni, sistemiche e interdipendenti, che la transizione digitale porta con sé.

Il lavoro su piattaforma, la sua regolazione e i suoi significati. Il caso dei riders in Toscana

SCARDONI, MIRKO
2026

Abstract

La tesi analizza il nesso che unisce la regolazione con i significati del lavoro su piattaforma, a partire dal caso-studio delle politiche della Regione Toscana per la tutela dei riders, elaborate tra il 2021 e il 2022. Prendendo in esame uno dei processi che alimentano oggi la transizione digitale del lavoro, ossia la sua piattaformizzazione, l’analisi si concentra sulle possibili soluzioni per regolamentare l’economia digitale: diversamente dalle “tradizionali” ipotesi di «autoregolazione» e «regolazione esterna» discusse fino ad oggi a livello europeo (Commissione Europea, 2016), la Regione Toscana ha proposto un progetto regolativo che si ispira alla c.d. co-regolazione, ovvero al coinvolgimento dei privati nei processi di regolazione, a cominciare dall’attribuzione di compiti di attuazione definiti dal regolatore pubblico per arrivare alla co-definizione delle regole stesse. A questo fine, ha avviato dei tavoli di confronto con le parti sociali coinvolte nel settore del food delivery (sindacati, piattaforme digitali, associazioni a tutela dei consumatori ecc.), giungendo ad approvare un’apposita legge regionale (L.R. 18/2021) per la tutela dei riders, un Documento tecnico curato dalle ASL sui rischi sanitari per i lavoratori, un Protocollo d’intesa con alcune imprese locali e un Marchio etico assegnato alle aziende che garantiscono l’eticità e la sostenibilità (sociale, economica e ambientale) del proprio servizio. Ha promosso, infine, una campagna informativa per sostenere le piattaforme digitali che rispondono a tali criteri di equità e sostenibilità. L’elaborato restituisce una rassegna della letteratura, nazionale e internazionale, sulle sfide poste ai decisori politici dalla digitalizzazione/piattaformizzazione del lavoro e dell’economia, riflettendo anche sulle sue connessioni con la transizione socio-ecologica, come suggerito dal filone di studi sulla «twin transition». La parte empirica della ricerca si focalizza poi sulla ricostruzione del processo di policy-making che ha condotto all’approvazione delle politiche toscane per i riders. Tramite un’analisi documentaria degli atti normativi e delle interviste in profondità con i rappresentanti delle realtà coinvolte (attori politici, sindacalisti, imprenditori, lavoratori ecc.), vengono sottolineati i pregi e i limiti di tale progetto regolativo, che fa della logica cooperativa/partecipativa un proprio elemento di forza, in un’epoca in cui il modello “verticistico” delle decisioni politiche sembra sempre meno applicabile. Attraverso l’analisi di quest’esperienza, infine, vengono tratte delle considerazioni più generali sul significato attribuito al lavoro su piattaforma dai diversi stakeholders, i quali sono oggi chiamati a rivedere la concezione stessa di ciò che viene definito “lavoro”, alla luce delle dirompenti trasformazioni, sistemiche e interdipendenti, che la transizione digitale porta con sé.
23-giu-2026
Italiano
PERULLI, ANGELA
Università degli Studi di Torino
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITO-375251