L’hub dell’innovazione designa, nella geografia economica nordamericana, uno spazio concepito per concentrare, misurare e accelerare gli effetti economici dell’innovazione tecnologica su un determinato territorio. Con l’introduzione del concetto di sostenibilità, tuttavia, una maggiore complessità investe i criteri di valutazione dell’impatto dell’innovazione, ampliando una misurazione strettamente economica verso la considerazione dei limiti planetari (sostenibilità ecologica) e delle condizioni di vita dei gruppi umani che abitano tali sistemi (sostenibilità sociale). In questo contesto, la letteratura e le istituzioni francesi fanno emergere nuove tipologie di luoghi dell’innovazione, designate con il termine di tiers-lieux, concepiti per produrre e diffondere nei territori forme di innovazione definite come «sociali». Se dualismi impliciti continuano ancora a strutturare la separazione tra ricerca e azione, essi risultano oggi insufficienti per comprendere la complessità di un «mondo in transizione». La tesi propone quindi di superare tali opposizioni attraverso una lettura relazionale delle trasformazioni urbane, interrogando, mediante l’analisi dei luoghi nel loro contesto multi-scalare, il modo in cui le trasformazioni vengono percepite, rappresentate e rese operative nella produzione contemporanea della città. A partire dall’analisi comparata di esperienze situate a Rotterdam, Marseille e Roma-Ostiense, la ricerca propone infatti il paesaggio dell’innovazione come dispositivo interpretativo e operativo. Il paesaggio viene inteso come infrastruttura relazionale dell’innovazione, capace di cogliere le scale sensibili delle transizioni, ovvero le relazioni tra materialità, narrazioni, percezioni, immaginari, pratiche e forme di governance. Questo approccio permette di comprendere come alcune iniziative diventino trasformative per il proprio contesto quando riescono ad articolare differenti scale spaziali, temporali e sociali, dall’esperienza situata del luogo fino alle dinamiche istituzionali e culturali che strutturano i territori. Attraverso un riassemblaggio interdisciplinare tra ecologia politica, Transition Management, studi sullo spazio e teorie dei sistemi complessi adattativi, la tesi sviluppa una lettura multilivello della relazione tra identità ed ecologie possibili per i territori. L’innovazione può così essere concepita come una relazione situata, la cui portata trasformativa dipende dalla capacità di essere percepita, riconosciuta e appropriata da differenti gruppi sociali. I paesaggi dell’innovazione individuati nelle tre città studiate rivelano modalità differenziate di costruzione del valore, di territorializzazione delle transizioni e di coesistenza tra gruppi sociali, istituzioni e immaginari urbani. La ricerca apre quindi una riflessione sulle condizioni spaziali, sensibili e politiche che consentono di mettere in relazione la diversità delle identità, la governance delle trasformazioni e la costruzione di transizioni condivise nei contesti urbani europei contemporanei.

Paesaggi urbani dell'innovazione a Rotterdam, Marseille e Roma-Ostiense: luoghi e scale per delle ecologie sensibili delle transizioni

BORRELLO, MARIDA
2026

Abstract

L’hub dell’innovazione designa, nella geografia economica nordamericana, uno spazio concepito per concentrare, misurare e accelerare gli effetti economici dell’innovazione tecnologica su un determinato territorio. Con l’introduzione del concetto di sostenibilità, tuttavia, una maggiore complessità investe i criteri di valutazione dell’impatto dell’innovazione, ampliando una misurazione strettamente economica verso la considerazione dei limiti planetari (sostenibilità ecologica) e delle condizioni di vita dei gruppi umani che abitano tali sistemi (sostenibilità sociale). In questo contesto, la letteratura e le istituzioni francesi fanno emergere nuove tipologie di luoghi dell’innovazione, designate con il termine di tiers-lieux, concepiti per produrre e diffondere nei territori forme di innovazione definite come «sociali». Se dualismi impliciti continuano ancora a strutturare la separazione tra ricerca e azione, essi risultano oggi insufficienti per comprendere la complessità di un «mondo in transizione». La tesi propone quindi di superare tali opposizioni attraverso una lettura relazionale delle trasformazioni urbane, interrogando, mediante l’analisi dei luoghi nel loro contesto multi-scalare, il modo in cui le trasformazioni vengono percepite, rappresentate e rese operative nella produzione contemporanea della città. A partire dall’analisi comparata di esperienze situate a Rotterdam, Marseille e Roma-Ostiense, la ricerca propone infatti il paesaggio dell’innovazione come dispositivo interpretativo e operativo. Il paesaggio viene inteso come infrastruttura relazionale dell’innovazione, capace di cogliere le scale sensibili delle transizioni, ovvero le relazioni tra materialità, narrazioni, percezioni, immaginari, pratiche e forme di governance. Questo approccio permette di comprendere come alcune iniziative diventino trasformative per il proprio contesto quando riescono ad articolare differenti scale spaziali, temporali e sociali, dall’esperienza situata del luogo fino alle dinamiche istituzionali e culturali che strutturano i territori. Attraverso un riassemblaggio interdisciplinare tra ecologia politica, Transition Management, studi sullo spazio e teorie dei sistemi complessi adattativi, la tesi sviluppa una lettura multilivello della relazione tra identità ed ecologie possibili per i territori. L’innovazione può così essere concepita come una relazione situata, la cui portata trasformativa dipende dalla capacità di essere percepita, riconosciuta e appropriata da differenti gruppi sociali. I paesaggi dell’innovazione individuati nelle tre città studiate rivelano modalità differenziate di costruzione del valore, di territorializzazione delle transizioni e di coesistenza tra gruppi sociali, istituzioni e immaginari urbani. La ricerca apre quindi una riflessione sulle condizioni spaziali, sensibili e politiche che consentono di mettere in relazione la diversità delle identità, la governance delle trasformazioni e la costruzione di transizioni condivise nei contesti urbani europei contemporanei.
22-mag-2026
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Matteudi, Emmanuel - Aix-Marseille Université
DE LEO, DANIELA
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/375313
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-375313