La sindrome genito-urinaria della menopausa (GSM) è una condizione cronica e progressiva, particolarmente severa nelle pazienti con carcinoma mammario in menopausa iatrogena da terapia endocrina adiuvante, nelle quali l'uso di estrogeni locali è spesso limitato per timori di sicurezza oncologica. Il laser vaginale non ablativo rappresenta un'opzione terapeutica rigenerativa non ormonale, ma i meccanismi molecolari sottostanti non sono ancora completamente caratterizzati. Sono state arruolate 63 donne con sintomi di GSM (40 oncologiche in menopausa iatrogena, 23 in menopausa fisiologica), sottoposte a quattro applicazioni di laser vaginale non ablativo a diodo infrarosso (1470 nm). Gli esiti clinici sono stati valutati mediante VAS, Vaginal Health Index (VHI), Female Sexual Function Index (FSFI), Female Sexual Distress Scale (FSDS) e ICIQ-UI SF al basale (T0) e a 4 settimane dal termine del trattamento (T5). In un sottogruppo di 22 pazienti sono state condotte analisi molecolari su campioni citologici vaginali (RT-qPCR) per l'espressione di COL1A1, COL3A1 e miR-200c-3p. Il trattamento ha determinato un miglioramento statisticamente significativo di tutte le variabili cliniche considerate, con riduzione del dolore vaginale, della dispareunia e del bruciore, aumento della proporzione di pazienti con mucosa non atrofica, miglioramento della funzione sessuale e riduzione del distress sessuale, senza differenze significative tra pazienti oncologiche e non oncologiche. A livello molecolare, si è osservato un incremento post-trattamento dell'espressione di COL1A1 e COL3A1, coerente con un processo di neocollagenesi, e una up-regolazione significativa di miR-200c (p = 0.0014), più marcata nelle pazienti con sottotipi tumorali luminali/HER2-positivi rispetto al triplo negativo. I risultati suggeriscono che il laser vaginale non ablativo induca un rimodellamento coordinato epitelio-stroma, con miglioramento clinico e correlati molecolari di rigenerazione tissutale, senza evidenza di attivazione di pathway pro-tumorigenici, configurandosi come opzione terapeutica sicura ed efficace anche nelle pazienti oncologiche ad elevata vulnerabilità.
Nuove frontiere nel trattamento dell’atrofia vulvo-vaginale nelle pazienti oncologiche: studio delle modificazioni rigenerative e del miglioramento della qualità di vita mediante laser cervico-vaginale.
COSTANZI, FLAVIA
2026
Abstract
La sindrome genito-urinaria della menopausa (GSM) è una condizione cronica e progressiva, particolarmente severa nelle pazienti con carcinoma mammario in menopausa iatrogena da terapia endocrina adiuvante, nelle quali l'uso di estrogeni locali è spesso limitato per timori di sicurezza oncologica. Il laser vaginale non ablativo rappresenta un'opzione terapeutica rigenerativa non ormonale, ma i meccanismi molecolari sottostanti non sono ancora completamente caratterizzati. Sono state arruolate 63 donne con sintomi di GSM (40 oncologiche in menopausa iatrogena, 23 in menopausa fisiologica), sottoposte a quattro applicazioni di laser vaginale non ablativo a diodo infrarosso (1470 nm). Gli esiti clinici sono stati valutati mediante VAS, Vaginal Health Index (VHI), Female Sexual Function Index (FSFI), Female Sexual Distress Scale (FSDS) e ICIQ-UI SF al basale (T0) e a 4 settimane dal termine del trattamento (T5). In un sottogruppo di 22 pazienti sono state condotte analisi molecolari su campioni citologici vaginali (RT-qPCR) per l'espressione di COL1A1, COL3A1 e miR-200c-3p. Il trattamento ha determinato un miglioramento statisticamente significativo di tutte le variabili cliniche considerate, con riduzione del dolore vaginale, della dispareunia e del bruciore, aumento della proporzione di pazienti con mucosa non atrofica, miglioramento della funzione sessuale e riduzione del distress sessuale, senza differenze significative tra pazienti oncologiche e non oncologiche. A livello molecolare, si è osservato un incremento post-trattamento dell'espressione di COL1A1 e COL3A1, coerente con un processo di neocollagenesi, e una up-regolazione significativa di miR-200c (p = 0.0014), più marcata nelle pazienti con sottotipi tumorali luminali/HER2-positivi rispetto al triplo negativo. I risultati suggeriscono che il laser vaginale non ablativo induca un rimodellamento coordinato epitelio-stroma, con miglioramento clinico e correlati molecolari di rigenerazione tissutale, senza evidenza di attivazione di pathway pro-tumorigenici, configurandosi come opzione terapeutica sicura ed efficace anche nelle pazienti oncologiche ad elevata vulnerabilità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/375648
URN:NBN:IT:UNIROMA1-375648