La tesi indaga il ruolo della descrizione nel romanzo storico ottocentesco, inteso come strumento capace di rendere visibile il passato regalando al lettore un’esperienza immersiva, alla stregua di quelle offerte dai dispositivi ottici del XIX secolo (panorami, cosmorami, lanterne magiche). Attraverso le metafore della lente e del panorama, il sottogenere mostra la sua vocazione a uno sguardo duplice: da un lato analitico, attento ai dettagli della vita quotidiana e alle vicende inesplorate dagli annalisti; dall’altro sintetico, capace di mettere in relazione individuo e società e di intravedere una direzione della storia. La prima parte della tesi ripercorre un variegato corpus di scritti critici sul romanzo storico, nel tentativo di risalire alle matrici estetiche e ideologiche di certe insofferenze nei confronti dei brani descrittivi più ampi ed eruditi. La seconda parte prova a leggere Le Confessioni d’un Italiano di Ippolito Nievo alla luce di questo dibattito. Tra i risultati emersi, fondamentale è la dinamicità e l’armonia della descrizione nieviana, alla cui leggibilità contribuisce la mediazione di un narratore autodiegetico, histor singolare e bizzarro. Nel complesso, questo caso studio consente di valorizzare la descrizione come zona privilegiata del testo capace di rivelare la dimensione estetica, ideologica e civile della letteratura.
Le trame dello sguardo. Descrizione e visività in Nievo e nel romanzo storico dell'Ottocento
DELLA CORTE, GIANLUCA
2026
Abstract
La tesi indaga il ruolo della descrizione nel romanzo storico ottocentesco, inteso come strumento capace di rendere visibile il passato regalando al lettore un’esperienza immersiva, alla stregua di quelle offerte dai dispositivi ottici del XIX secolo (panorami, cosmorami, lanterne magiche). Attraverso le metafore della lente e del panorama, il sottogenere mostra la sua vocazione a uno sguardo duplice: da un lato analitico, attento ai dettagli della vita quotidiana e alle vicende inesplorate dagli annalisti; dall’altro sintetico, capace di mettere in relazione individuo e società e di intravedere una direzione della storia. La prima parte della tesi ripercorre un variegato corpus di scritti critici sul romanzo storico, nel tentativo di risalire alle matrici estetiche e ideologiche di certe insofferenze nei confronti dei brani descrittivi più ampi ed eruditi. La seconda parte prova a leggere Le Confessioni d’un Italiano di Ippolito Nievo alla luce di questo dibattito. Tra i risultati emersi, fondamentale è la dinamicità e l’armonia della descrizione nieviana, alla cui leggibilità contribuisce la mediazione di un narratore autodiegetico, histor singolare e bizzarro. Nel complesso, questo caso studio consente di valorizzare la descrizione come zona privilegiata del testo capace di rivelare la dimensione estetica, ideologica e civile della letteratura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/375740
URN:NBN:IT:UNISI-375740