Nowadays, studying Aldo Moro is a hard task if we consider, firstly, the complexity of his personality and then the fact that his individual story simultaneously represents the story of collectivity. However, it is necessary to face these difficulties since Moro’s philosophy and his related political activity are still fundamental to understanding our time. In the present thesis, both the most evident and the most obscure, nevertheless not less important, aspects of Moro’s writings are deeply investigated with the aim to address two main ambitions. On the one hand, we want to demonstrate that the law, if thought of as a means of emancipation, has to be linked to the “ultimate goals” meaning that it must necessarily presuppose a human dialogue between ultimate things and penultimate things, between “existential truths” and forms of order. On the other hand, the second ambition of this thesis is to show how Moro’s philosophy has been important during the so-called thirty glorious years for developing broadly inclusive social reforms.

Studiare Aldo Moro oggi non è facile. Non lo è per la complessità della sua personalità, per essere la sua una storia individuale e collettiva ad un tempo. Tuttavia a queste difficoltà crediamo di non poterci sottrarre perché Moro, la sua filosofia e la sua correlata e derivata azione politica, ancora ci parla. Ci consente di rileggere il nostro passato e, per questo, di comprendere la natura della crisi morale e materiale che attraversiamo. Nel nostro lavoro ci proponiamo di ripercorrere il profilo gius-filosofico di Moro. Di solcare la sua produzione scientifica attraverso due grimaldelli teorici: l’umanità e la laicità. Concetti fumosi, dai contorni sfuggenti; eppure categorie che accompagnano l’evoluzione dello Stato moderno e che, proprio in Moro, trovano una formulazione originale. Così procedendo, pur non avanzando nessuna pretesa di completezza, attraverseremo i punti salienti della filosofia morotea: quelli più evidenti e quelli più in penombra ma non per questo meno importanti. Il tutto con un duplice intento. Da un lato dimostrare che il diritto, se vuole essere strumento di emancipazione, debba essere in collegamento con fini ultimi. Debba necessariamente presupporre un dialogo umano tra cose ultime e cose penultime, tra assoluti di senso e forme di vita. Dall’altro far vedere come ciò abbia rappresentato, nel cd. trentennio glorioso, parte dell’apparato teorico sulla base del quale si sono introdotte riforme sociali ampiamente inclusive.

Fini ultimi e diritto. Aldo Moro tra umanità e laicità

ALIBERTI, DONATO
2024

Abstract

Nowadays, studying Aldo Moro is a hard task if we consider, firstly, the complexity of his personality and then the fact that his individual story simultaneously represents the story of collectivity. However, it is necessary to face these difficulties since Moro’s philosophy and his related political activity are still fundamental to understanding our time. In the present thesis, both the most evident and the most obscure, nevertheless not less important, aspects of Moro’s writings are deeply investigated with the aim to address two main ambitions. On the one hand, we want to demonstrate that the law, if thought of as a means of emancipation, has to be linked to the “ultimate goals” meaning that it must necessarily presuppose a human dialogue between ultimate things and penultimate things, between “existential truths” and forms of order. On the other hand, the second ambition of this thesis is to show how Moro’s philosophy has been important during the so-called thirty glorious years for developing broadly inclusive social reforms.
22-apr-2024
Italiano
Studiare Aldo Moro oggi non è facile. Non lo è per la complessità della sua personalità, per essere la sua una storia individuale e collettiva ad un tempo. Tuttavia a queste difficoltà crediamo di non poterci sottrarre perché Moro, la sua filosofia e la sua correlata e derivata azione politica, ancora ci parla. Ci consente di rileggere il nostro passato e, per questo, di comprendere la natura della crisi morale e materiale che attraversiamo. Nel nostro lavoro ci proponiamo di ripercorrere il profilo gius-filosofico di Moro. Di solcare la sua produzione scientifica attraverso due grimaldelli teorici: l’umanità e la laicità. Concetti fumosi, dai contorni sfuggenti; eppure categorie che accompagnano l’evoluzione dello Stato moderno e che, proprio in Moro, trovano una formulazione originale. Così procedendo, pur non avanzando nessuna pretesa di completezza, attraverseremo i punti salienti della filosofia morotea: quelli più evidenti e quelli più in penombra ma non per questo meno importanti. Il tutto con un duplice intento. Da un lato dimostrare che il diritto, se vuole essere strumento di emancipazione, debba essere in collegamento con fini ultimi. Debba necessariamente presupporre un dialogo umano tra cose ultime e cose penultime, tra assoluti di senso e forme di vita. Dall’altro far vedere come ciò abbia rappresentato, nel cd. trentennio glorioso, parte dell’apparato teorico sulla base del quale si sono introdotte riforme sociali ampiamente inclusive.
PRETEROSSI, Geminello
CAVALIERE, Anna
PRETEROSSI, Geminello
Università degli Studi di Salerno
Università degli Studi di Salerno
281 p.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/375741
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISA-375741