La trasformazione digitale rappresenta una delle principali direttrici di cambiamento che interessano i sistemi economici contemporanei, configurandosi come un processo complesso e multidimensionale che coinvolge imprese, istituzioni e mercati del lavoro. La letteratura economica e manageriale evidenzia come l'adozione delle tecnologie digitali costituisca un fattore determinante per la crescita della produttività, il rafforzamento della competitività e l'innovazione dei modelli di business. Tuttavia, l'intensità e la velocità dei processi di digitalizzazione risultano fortemente eterogenee tra territori, settori produttivi e categorie di imprese, evidenziando la presenza di significativi divari strutturali che tendono a manifestarsi con maggiore intensità nelle aree periferiche e rurali. In tale contesto si inserisce la presente ricerca, che analizza i fattori in grado di condizionare l'adozione delle tecnologie digitali nelle imprese agroindustriali della provincia di Foggia, territorio caratterizzato da una forte specializzazione agricola, da una prevalenza di imprese di piccola dimensione e dalla presenza di consistenti flussi migratori impiegati prevalentemente nelle attività agricole stagionali. L'obiettivo principale dello studio consiste nell'individuare e interpretare le determinanti economiche, organizzative e istituzionali che influenzano i processi di innovazione tecnologica nelle imprese locali, contribuendo al dibattito scientifico sui meccanismi che regolano la diffusione dell'innovazione nelle economie territorialmente marginali. Il lavoro sviluppa un quadro interpretativo fondato sull'integrazione di differenti filoni teorici riconducibili all'economia dell'innovazione, all'economia del lavoro e agli studi sulla trasformazione digitale. In particolare, viene approfondita l'ipotesi secondo cui la disponibilità di manodopera poco qualificata e a basso costo possa ridurre gli incentivi all'adozione di tecnologie labour-saving, influenzando negativamente la propensione delle imprese agli investimenti innovativi. Parallelamente, vengono analizzati gli effetti derivanti dalla frammentazione del tessuto produttivo locale, dalla limitata dotazione di capitale umano qualificato, dalle difficoltà di accesso al credito e dalla ridotta maturità digitale delle organizzazioni imprenditoriali. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio mixed-methods, finalizzato a integrare evidenze quantitative e qualitative all'interno di un unico framework interpretativo. L'analisi empirica si basa sulla costruzione di un dataset originale ottenuto attraverso la somministrazione di questionari strutturati a un campione di imprese agroalimentari operanti nella provincia di Foggia e a lavoratori immigrati impiegati nel medesimo contesto territoriale. La raccolta dei dati è stata preceduta da una fase pilota di validazione degli strumenti di rilevazione e successivamente elaborata mediante tecniche di statistica descrittiva e analisi comparativa. Un elemento distintivo della ricerca riguarda l'analisi del ruolo svolto dalla politica fiscale quale strumento di supporto alla transizione digitale. In questa prospettiva, la fiscalità viene interpretata non soltanto come meccanismo redistributivo, ma come leva di politica industriale capace di orientare le scelte di investimento delle imprese. Lo studio approfondisce l'evoluzione delle misure agevolative introdotte nell'ambito dei programmi Industria 4.0, Transizione 4.0 e Transizione 5.0, soffermandosi sui crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e formazione del personale. Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli effetti della digitalizzazione sui processi fiscali e amministrativi. L'introduzione della fatturazione elettronica, della posta elettronica certificata e dei sistemi digitali di interoperabilità dei dati ha determinato una profonda trasformazione delle modalità di interazione tra contribuenti e amministrazione finanziaria, contribuendo all'incremento dell'efficienza amministrativa, alla riduzione dei costi di compliance e al rafforzamento della capacità di controllo dell'azione pubblica. I risultati della ricerca evidenziano come i processi di digitalizzazione delle imprese agroindustriali foggiane siano influenzati da una pluralità di fattori tra loro interdipendenti. In particolare, emergono il ruolo centrale del capitale umano, l'importanza delle competenze digitali, la disponibilità di risorse finanziarie, la struttura del mercato del lavoro e l'efficacia delle politiche pubbliche di sostegno agli investimenti.

RITARDI DIGITALI E LAVORO MIGRANTI: Il caso delle imprese Agroalimentari in provincia di Foggia

ALBANESE, MATTEO MAURO
2026

Abstract

La trasformazione digitale rappresenta una delle principali direttrici di cambiamento che interessano i sistemi economici contemporanei, configurandosi come un processo complesso e multidimensionale che coinvolge imprese, istituzioni e mercati del lavoro. La letteratura economica e manageriale evidenzia come l'adozione delle tecnologie digitali costituisca un fattore determinante per la crescita della produttività, il rafforzamento della competitività e l'innovazione dei modelli di business. Tuttavia, l'intensità e la velocità dei processi di digitalizzazione risultano fortemente eterogenee tra territori, settori produttivi e categorie di imprese, evidenziando la presenza di significativi divari strutturali che tendono a manifestarsi con maggiore intensità nelle aree periferiche e rurali. In tale contesto si inserisce la presente ricerca, che analizza i fattori in grado di condizionare l'adozione delle tecnologie digitali nelle imprese agroindustriali della provincia di Foggia, territorio caratterizzato da una forte specializzazione agricola, da una prevalenza di imprese di piccola dimensione e dalla presenza di consistenti flussi migratori impiegati prevalentemente nelle attività agricole stagionali. L'obiettivo principale dello studio consiste nell'individuare e interpretare le determinanti economiche, organizzative e istituzionali che influenzano i processi di innovazione tecnologica nelle imprese locali, contribuendo al dibattito scientifico sui meccanismi che regolano la diffusione dell'innovazione nelle economie territorialmente marginali. Il lavoro sviluppa un quadro interpretativo fondato sull'integrazione di differenti filoni teorici riconducibili all'economia dell'innovazione, all'economia del lavoro e agli studi sulla trasformazione digitale. In particolare, viene approfondita l'ipotesi secondo cui la disponibilità di manodopera poco qualificata e a basso costo possa ridurre gli incentivi all'adozione di tecnologie labour-saving, influenzando negativamente la propensione delle imprese agli investimenti innovativi. Parallelamente, vengono analizzati gli effetti derivanti dalla frammentazione del tessuto produttivo locale, dalla limitata dotazione di capitale umano qualificato, dalle difficoltà di accesso al credito e dalla ridotta maturità digitale delle organizzazioni imprenditoriali. Dal punto di vista metodologico, la ricerca adotta un approccio mixed-methods, finalizzato a integrare evidenze quantitative e qualitative all'interno di un unico framework interpretativo. L'analisi empirica si basa sulla costruzione di un dataset originale ottenuto attraverso la somministrazione di questionari strutturati a un campione di imprese agroalimentari operanti nella provincia di Foggia e a lavoratori immigrati impiegati nel medesimo contesto territoriale. La raccolta dei dati è stata preceduta da una fase pilota di validazione degli strumenti di rilevazione e successivamente elaborata mediante tecniche di statistica descrittiva e analisi comparativa. Un elemento distintivo della ricerca riguarda l'analisi del ruolo svolto dalla politica fiscale quale strumento di supporto alla transizione digitale. In questa prospettiva, la fiscalità viene interpretata non soltanto come meccanismo redistributivo, ma come leva di politica industriale capace di orientare le scelte di investimento delle imprese. Lo studio approfondisce l'evoluzione delle misure agevolative introdotte nell'ambito dei programmi Industria 4.0, Transizione 4.0 e Transizione 5.0, soffermandosi sui crediti d'imposta per investimenti in beni strumentali, ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e formazione del personale. Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli effetti della digitalizzazione sui processi fiscali e amministrativi. L'introduzione della fatturazione elettronica, della posta elettronica certificata e dei sistemi digitali di interoperabilità dei dati ha determinato una profonda trasformazione delle modalità di interazione tra contribuenti e amministrazione finanziaria, contribuendo all'incremento dell'efficienza amministrativa, alla riduzione dei costi di compliance e al rafforzamento della capacità di controllo dell'azione pubblica. I risultati della ricerca evidenziano come i processi di digitalizzazione delle imprese agroindustriali foggiane siano influenzati da una pluralità di fattori tra loro interdipendenti. In particolare, emergono il ruolo centrale del capitale umano, l'importanza delle competenze digitali, la disponibilità di risorse finanziarie, la struttura del mercato del lavoro e l'efficacia delle politiche pubbliche di sostegno agli investimenti.
24-giu-2026
Italiano
CARDILLO, MARIO
Università degli Studi di Foggia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/376668
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIFG-376668