La tesi esplora come la poesia mesoamericana contemporanea configuri un'immaginazione ecologica complessa, problematizzando la dicotomia natura/cultura e mettendo in relazione dimensioni storiche, simboliche e politiche. Al centro dell’indagine vi è l’analisi di un corpus poetico decentrato rispetto al canone dominante, costituito da autrici e autori che scrivono in contesti di forte tensione ecologica, culturale e linguistica. I testi esaminati intrecciano memoria, oralità, mito e conflitto, dando forma a una visione ecologica che si fonda su sistemi di conoscenza plurali e su pratiche poetiche radicate nella relazione tra essere umano, ambiente e tradizioni culturali. L’analisi si concentra sulle strategie poetiche, simboliche e intertestuali con cui vengono rappresentate crisi ambientali e identitarie, ponendo attenzione alla densità formale e discorsiva dei testi. Il concetto di dispositivo intertestuale è al centro dell’indagine metodologica: la poesia viene letta come nodo dinamico in una rete di riferimenti tra tradizioni preispaniche, giudeo-cristiane e greco-latine, in cui si attivano forme di significazione multiple e stratificate. L’approccio è interdisciplinare: combina strumenti filologici e di analisi poetica con prospettive ecocritiche e decoloniali, interrogando la poesia come spazio critico in grado di rappresentare la complessità. La tesi si compone di quattro capitoli: un inquadramento teorico-metodologico, due letture monografiche su Homero Aridjis ed Esthela Calderón, e un'analisi di altri autori chiave (José Emilio Pacheco, Claribel Alegría, María Sabina, Juan Gregorio Regino). In appendice viene presentato un progetto editoriale dedicato alla traduzione e pubblicazione della poesia di Esthela Calderón, volto a valorizzare una voce poetica centrale nel panorama mesoamericano contemporaneo.
Poéticas de la complejidad: intertextualidad y ecología en la poesía mesoamericana contemporánea
BRIGANTE, LAURA
2025
Abstract
La tesi esplora come la poesia mesoamericana contemporanea configuri un'immaginazione ecologica complessa, problematizzando la dicotomia natura/cultura e mettendo in relazione dimensioni storiche, simboliche e politiche. Al centro dell’indagine vi è l’analisi di un corpus poetico decentrato rispetto al canone dominante, costituito da autrici e autori che scrivono in contesti di forte tensione ecologica, culturale e linguistica. I testi esaminati intrecciano memoria, oralità, mito e conflitto, dando forma a una visione ecologica che si fonda su sistemi di conoscenza plurali e su pratiche poetiche radicate nella relazione tra essere umano, ambiente e tradizioni culturali. L’analisi si concentra sulle strategie poetiche, simboliche e intertestuali con cui vengono rappresentate crisi ambientali e identitarie, ponendo attenzione alla densità formale e discorsiva dei testi. Il concetto di dispositivo intertestuale è al centro dell’indagine metodologica: la poesia viene letta come nodo dinamico in una rete di riferimenti tra tradizioni preispaniche, giudeo-cristiane e greco-latine, in cui si attivano forme di significazione multiple e stratificate. L’approccio è interdisciplinare: combina strumenti filologici e di analisi poetica con prospettive ecocritiche e decoloniali, interrogando la poesia come spazio critico in grado di rappresentare la complessità. La tesi si compone di quattro capitoli: un inquadramento teorico-metodologico, due letture monografiche su Homero Aridjis ed Esthela Calderón, e un'analisi di altri autori chiave (José Emilio Pacheco, Claribel Alegría, María Sabina, Juan Gregorio Regino). In appendice viene presentato un progetto editoriale dedicato alla traduzione e pubblicazione della poesia di Esthela Calderón, volto a valorizzare una voce poetica centrale nel panorama mesoamericano contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/377299
URN:NBN:IT:UNIUPO-377299