La mia tesi di dottorato conduce uno studio sul sentimento estetico nel pensiero di Kant da un punto di vista sia sistematico che antropologico. Il sentimento apre al soprasensibile prendendo le mosse dal mondo sensibile – mediando dal mondo della natura al mondo della libertà – ed esprime al contempo il compimento dell’essere umano come un tutto unitario. Scopo di questo lavoro è valorizzare la capacità mediatrice del sentimento e il suo significato antropologico in relazione al concetto di Bestimmung des Menschen. Tale espressione racchiude una concezione dell’essere umano talmente ricca e complessa che i suoi tentativi di traduzione rischiano di tralasciarne qualche sfumatura, o di non renderne pienamente il significato: ciò motiva la mia scelta di mantenere l’espressione in oggetto nella sua versione originale tedesca nella maggior parte delle sue occorrenze. La "Bestimmung" del genere umano delinea infatti la destinazione soprasensibile dell’uomo, che deve auto-determinarsi in conformità alla legge della propria ragione, emancipandosi da una prima natura grezza per progredire verso una vita appropriata alla società. L’esperienza estetica descritta dal sentimento del bello e del sublime restituisce gli aspetti caratteristici del modo in cui deve configurarsi la destinazione dell’essere umano. Partendo dal radicamento nel mondo della natura, il sentimento del bello mette in luce la disposizione dell’uomo alla moralità, mentre il sentimento del sublime rivela una moralità già insita nell’uomo, attraverso la sua ricettività per le idee morali. Inoltre, i caratteri di universalità e necessità del sentimento, tramite cui pretenderne l’accordo universale, sono il risultato della convinzione kantiana che non si può parlare di uomo senza parlare di umanità. Il presente lavoro concluderà pertanto che il sentimento estetico è per Kant la chiave per determinare la destinazione umana, in una prospettiva in cui questa destinazione può anche essere sentita.
Sentimento e umanità in Kant : una lettura estetica della Bestimmung des Menschen
Giulia, Milli
2025
Abstract
La mia tesi di dottorato conduce uno studio sul sentimento estetico nel pensiero di Kant da un punto di vista sia sistematico che antropologico. Il sentimento apre al soprasensibile prendendo le mosse dal mondo sensibile – mediando dal mondo della natura al mondo della libertà – ed esprime al contempo il compimento dell’essere umano come un tutto unitario. Scopo di questo lavoro è valorizzare la capacità mediatrice del sentimento e il suo significato antropologico in relazione al concetto di Bestimmung des Menschen. Tale espressione racchiude una concezione dell’essere umano talmente ricca e complessa che i suoi tentativi di traduzione rischiano di tralasciarne qualche sfumatura, o di non renderne pienamente il significato: ciò motiva la mia scelta di mantenere l’espressione in oggetto nella sua versione originale tedesca nella maggior parte delle sue occorrenze. La "Bestimmung" del genere umano delinea infatti la destinazione soprasensibile dell’uomo, che deve auto-determinarsi in conformità alla legge della propria ragione, emancipandosi da una prima natura grezza per progredire verso una vita appropriata alla società. L’esperienza estetica descritta dal sentimento del bello e del sublime restituisce gli aspetti caratteristici del modo in cui deve configurarsi la destinazione dell’essere umano. Partendo dal radicamento nel mondo della natura, il sentimento del bello mette in luce la disposizione dell’uomo alla moralità, mentre il sentimento del sublime rivela una moralità già insita nell’uomo, attraverso la sua ricettività per le idee morali. Inoltre, i caratteri di universalità e necessità del sentimento, tramite cui pretenderne l’accordo universale, sono il risultato della convinzione kantiana che non si può parlare di uomo senza parlare di umanità. Il presente lavoro concluderà pertanto che il sentimento estetico è per Kant la chiave per determinare la destinazione umana, in una prospettiva in cui questa destinazione può anche essere sentita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/377397
URN:NBN:IT:UNIUPO-377397