The research focuses on the thesis that philosophy is not a theoretical luxury, but a foundational and crucial element for organizational management, particularly for those operating in the performing arts and live entertainment sector. These enterprises, in fact, produce goods characterized by an intrinsic complexity that transcends the purely economic dimension, thus necessitating an interdisciplinary managerial approach. The analytical path begins with a historical reconstruction of the concepts of culture and cultural industry. Starting from the radical critiques of the Frankfurt School, the research shifts towards more balanced perspectives, recognizing a dual nature—economic and symbolic— in cultural and creative activities (CCIs), which is fundamental for social innovation and cohesion. Philosophy has been integral to the management debate since its very inception, as highlighted by the analysis of classical thinkers (Taylor, Gantt, Fayol, Sheldon, Follett). Scholars such as Oliver Sheldon defined industry not as a machine, but as a complex form of human association, where technical progress is subordinate to moral advancement, thereby framing management as an ethical responsibility. Philosophy, therefore, provides what is defined as an existential utility, which does not aim at immediate instrumental ends, but at the growth of man as a thinking being. The ultimate objective is to conceptualize philosophy as a symbolic, conceptual, and relational mediation within managerial practices, capable of networking technical knowledge, human understanding, and the production and communication of live art, with both efficiency and responsibility.

La ricerca si concentra sulla tesi che la filosofia non sia un lusso teorico, ma un elemento fondativo e cruciale per la gestione delle organizzazioni, in particolare per quelle che operano nel settore delle arti performative e dello spettacolo dal vivo. Tali imprese, infatti, producono beni caratterizzati da una complessità intrinseca che va oltre la mera dimensione economica, richiedendo un approccio manageriale necessariamente interdisciplinare. Il percorso di analisi parte dalla ricostruzione storica dei concetti di cultura e di industria culturale. Partendo dalle critiche radicali della Scuola di Francoforte, la ricerca si sposta verso prospettive più equilibrate, riconoscendo nelle attività culturali e creative (ICC) una doppia natura, economica e simbolica, fondamentale per l'innovazione sociale e la coesione. La filosofia si inserisce nel dibattito sul management fin dai suoi albori, come evidenziato dall'analisi dei classici (Taylor, Gantt, Fayol, Sheldon, Follett). Pensatori come Oliver Sheldon definivano l'industria non come una macchina, ma come una complessa forma di associazione umana, dove il progresso tecnico è subordinato a quello morale, configurando il management come una responsabilità etica. La filosofia, dunque, fornisce quella che viene definita un'utilità esistenziale, che non mira a fini strumentali immediati, ma alla crescita dell'uomo in quanto essere pensante. L'obiettivo è quello di guardare alla filosofia come mediazione simbolica, concettuale e relazionale all'interno delle pratiche manageriali, capace di mettere in rete sapere tecnico, comprensione umana, produzione e comunicazione dell'arte dal vivo, con efficienza e responsabilità.

Filosofia e performing arts management: un dialogo possibile. Un’analisi storico-critica.

MISURIELLO, MARIA ANNA ROSARIA
2026

Abstract

The research focuses on the thesis that philosophy is not a theoretical luxury, but a foundational and crucial element for organizational management, particularly for those operating in the performing arts and live entertainment sector. These enterprises, in fact, produce goods characterized by an intrinsic complexity that transcends the purely economic dimension, thus necessitating an interdisciplinary managerial approach. The analytical path begins with a historical reconstruction of the concepts of culture and cultural industry. Starting from the radical critiques of the Frankfurt School, the research shifts towards more balanced perspectives, recognizing a dual nature—economic and symbolic— in cultural and creative activities (CCIs), which is fundamental for social innovation and cohesion. Philosophy has been integral to the management debate since its very inception, as highlighted by the analysis of classical thinkers (Taylor, Gantt, Fayol, Sheldon, Follett). Scholars such as Oliver Sheldon defined industry not as a machine, but as a complex form of human association, where technical progress is subordinate to moral advancement, thereby framing management as an ethical responsibility. Philosophy, therefore, provides what is defined as an existential utility, which does not aim at immediate instrumental ends, but at the growth of man as a thinking being. The ultimate objective is to conceptualize philosophy as a symbolic, conceptual, and relational mediation within managerial practices, capable of networking technical knowledge, human understanding, and the production and communication of live art, with both efficiency and responsibility.
23-feb-2026
Italiano
La ricerca si concentra sulla tesi che la filosofia non sia un lusso teorico, ma un elemento fondativo e cruciale per la gestione delle organizzazioni, in particolare per quelle che operano nel settore delle arti performative e dello spettacolo dal vivo. Tali imprese, infatti, producono beni caratterizzati da una complessità intrinseca che va oltre la mera dimensione economica, richiedendo un approccio manageriale necessariamente interdisciplinare. Il percorso di analisi parte dalla ricostruzione storica dei concetti di cultura e di industria culturale. Partendo dalle critiche radicali della Scuola di Francoforte, la ricerca si sposta verso prospettive più equilibrate, riconoscendo nelle attività culturali e creative (ICC) una doppia natura, economica e simbolica, fondamentale per l'innovazione sociale e la coesione. La filosofia si inserisce nel dibattito sul management fin dai suoi albori, come evidenziato dall'analisi dei classici (Taylor, Gantt, Fayol, Sheldon, Follett). Pensatori come Oliver Sheldon definivano l'industria non come una macchina, ma come una complessa forma di associazione umana, dove il progresso tecnico è subordinato a quello morale, configurando il management come una responsabilità etica. La filosofia, dunque, fornisce quella che viene definita un'utilità esistenziale, che non mira a fini strumentali immediati, ma alla crescita dell'uomo in quanto essere pensante. L'obiettivo è quello di guardare alla filosofia come mediazione simbolica, concettuale e relazionale all'interno delle pratiche manageriali, capace di mettere in rete sapere tecnico, comprensione umana, produzione e comunicazione dell'arte dal vivo, con efficienza e responsabilità.
Arti performative; Management; Filosofia esecutiva; Complessità; Industrie culturali
TRIMARCHI , MICHELE
PONZIO, Paolo
DE CEGLIA, Francesco Paolo
Università degli studi di Bari
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/378008
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBA-378008