La gestione delle opere provvisionali rappresenta una fase cruciale negli interventi post-sismici, in particolare nei contesti caratterizzati da edifici storici e aggregati murari complessi. Sebbene l’installazione dei puntellamenti sia ampiamente trattata nella pratica operativa e nella letteratura tecnico-scientifica, la fase di rimozione risulta ancora oggi scarsamente normata e prevalentemente affidata all’esperienza degli operatori, con evidenti ricadute in termini di sicurezza, gestione del rischio e coordinamento con le fasi di ricostruzione. La presente ricerca affronta tale lacuna proponendo un Protocollo di cantiere per la rimozione in sicurezza delle opere provvisionali, sviluppato a partire da un’analisi critica della letteratura, dall’osservazione dei principali meccanismi di collasso delle murature e dallo studio sistematico delle tipologie ricorrenti di puntellamento impiegate negli scenari post-sismici. Il protocollo è strutturato come un percorso decisionale guidato, articolato in passaggi consequenziali che consentono di valutare preliminarmente le condizioni della muratura, verificare la coerenza con il progetto di ricostruzione e determinare il livello di rischio associato alla rimozione. Cuore operativo del sistema è lo strumento di calcolo del coefficiente di sicurezza, sviluppato sotto forma di foglio di calcolo parametrico, che consente di stimare in modo oggettivo il margine di stabilità residua della porzione muraria una volta rimosso il presidio provvisionale, classificando il risultato in classi di rischio e orientando le eventuali prescrizioni correttive. A supporto dell’applicazione in cantiere sono state predisposte ulteriori tool a disposizione del Protocollo: una scheda di contesto, finalizzata a raccogliere in modo strutturato le informazioni relative alla configurazione edilizia, allo stato di danno e alle interferenze operative; schede tecniche di smontaggio, che definiscono la sequenza controllata delle operazioni, le misure di sicurezza da adottare e le modalità di monitoraggio durante il disarmo; e una scheda di controllo ambientale, concepita per orientare la gestione post-rimozione dei materiali attraverso una valutazione comparativa basata su principi di Life Cycle Assessment (LCA). Nell’ambito della validazione su casi studio reali riferiti a interventi post-sismici nel contesto italiano, le fasi operative previste dal protocollo sono state rappresentate mediante modellazione informativa BIM, utilizzata per strutturare e visualizzare tridimensionalmente le sequenze di smontaggio e migliorare il coordinamento tra le lavorazioni, rafforzando la tracciabilità del processo decisionale. I risultati evidenziano come un approccio strutturato alla rimozione delle opere provvisionali consenta di ridurre i rischi operativi, migliorare l’integrazione con le fasi di consolidamento e orientare le scelte anche secondo criteri di sostenibilità. La ricerca presenta tuttavia alcuni limiti, legati principalmente alla validazione su un numero circoscritto di casi studio e alla necessità di ulteriori applicazioni in contesti differenti per consolidarne la generalizzabilità, aprendo prospettive di sviluppo future. Nel complesso, il lavoro contribuisce a colmare una lacuna significativa nel panorama tecnico-scientifico, proponendo uno strumento metodologicamente strutturato che integra sicurezza, sostenibilità e gestione informativa nel processo di disarmo delle opere provvisionali post-sisma.
Protocollo di cantiere per la rimozione di opere provvisionali in sicurezza, anche mediante l'impiego di approccio BIM.
D'Alberto, Giulia
2026
Abstract
La gestione delle opere provvisionali rappresenta una fase cruciale negli interventi post-sismici, in particolare nei contesti caratterizzati da edifici storici e aggregati murari complessi. Sebbene l’installazione dei puntellamenti sia ampiamente trattata nella pratica operativa e nella letteratura tecnico-scientifica, la fase di rimozione risulta ancora oggi scarsamente normata e prevalentemente affidata all’esperienza degli operatori, con evidenti ricadute in termini di sicurezza, gestione del rischio e coordinamento con le fasi di ricostruzione. La presente ricerca affronta tale lacuna proponendo un Protocollo di cantiere per la rimozione in sicurezza delle opere provvisionali, sviluppato a partire da un’analisi critica della letteratura, dall’osservazione dei principali meccanismi di collasso delle murature e dallo studio sistematico delle tipologie ricorrenti di puntellamento impiegate negli scenari post-sismici. Il protocollo è strutturato come un percorso decisionale guidato, articolato in passaggi consequenziali che consentono di valutare preliminarmente le condizioni della muratura, verificare la coerenza con il progetto di ricostruzione e determinare il livello di rischio associato alla rimozione. Cuore operativo del sistema è lo strumento di calcolo del coefficiente di sicurezza, sviluppato sotto forma di foglio di calcolo parametrico, che consente di stimare in modo oggettivo il margine di stabilità residua della porzione muraria una volta rimosso il presidio provvisionale, classificando il risultato in classi di rischio e orientando le eventuali prescrizioni correttive. A supporto dell’applicazione in cantiere sono state predisposte ulteriori tool a disposizione del Protocollo: una scheda di contesto, finalizzata a raccogliere in modo strutturato le informazioni relative alla configurazione edilizia, allo stato di danno e alle interferenze operative; schede tecniche di smontaggio, che definiscono la sequenza controllata delle operazioni, le misure di sicurezza da adottare e le modalità di monitoraggio durante il disarmo; e una scheda di controllo ambientale, concepita per orientare la gestione post-rimozione dei materiali attraverso una valutazione comparativa basata su principi di Life Cycle Assessment (LCA). Nell’ambito della validazione su casi studio reali riferiti a interventi post-sismici nel contesto italiano, le fasi operative previste dal protocollo sono state rappresentate mediante modellazione informativa BIM, utilizzata per strutturare e visualizzare tridimensionalmente le sequenze di smontaggio e migliorare il coordinamento tra le lavorazioni, rafforzando la tracciabilità del processo decisionale. I risultati evidenziano come un approccio strutturato alla rimozione delle opere provvisionali consenta di ridurre i rischi operativi, migliorare l’integrazione con le fasi di consolidamento e orientare le scelte anche secondo criteri di sostenibilità. La ricerca presenta tuttavia alcuni limiti, legati principalmente alla validazione su un numero circoscritto di casi studio e alla necessità di ulteriori applicazioni in contesti differenti per consolidarne la generalizzabilità, aprendo prospettive di sviluppo future. Nel complesso, il lavoro contribuisce a colmare una lacuna significativa nel panorama tecnico-scientifico, proponendo uno strumento metodologicamente strutturato che integra sicurezza, sostenibilità e gestione informativa nel processo di disarmo delle opere provvisionali post-sisma.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/378427
URN:NBN:IT:UNIVAQ-378427