La tesi mira a studiare i rapporti tra l'ordinamento dell'Unione europea e gli ordinamenti nazionali con riguardo alle situazioni in cui si assiste ad un conflitto che involge le rispettive fondamenta costituzionali. Previa una ricostruzione dei principi e dei meccanismi che, fin dalla nascita della CEE, sono stati elaborati dalle Corti nazionali e dalla Corte di Giustizia attraverso l’apertura di un dialogo connotato da un’attitudine collaborativa, che ha consentito una ricomposizione agevole del conflitto, vengono indagati tre casi di studio dell’ultimo quindicennio con l’obiettivo di verificare se questi abbiano le stesse caratteristiche dei conflitti storici, e cioè siano denotati da profili di costruttività, oppure se si tratti di un nuovo genus di conflitto. Ricondotti i conflitti recenti ad una diversa categoria rispetto a quelli storici, definiti nell’elaborato come conflitti distruttivi, viene osservato come la gestione di questi ultimi non sia più risolvibile solo alla luce di un paradigma collaborativo, ma è necessario attivare altri strumenti, anche estranei al canale di dialogo giurisdizionale, per ricomporre lo scontro e consentire l’avanzamento del processo di integrazione europea.

I rapporti tra ordinamento dell’unione europea e ordinamenti nazionali: un nuovo paradigma per gestire l’emersione dei conflitti distruttivi

META, LUKA
2025

Abstract

La tesi mira a studiare i rapporti tra l'ordinamento dell'Unione europea e gli ordinamenti nazionali con riguardo alle situazioni in cui si assiste ad un conflitto che involge le rispettive fondamenta costituzionali. Previa una ricostruzione dei principi e dei meccanismi che, fin dalla nascita della CEE, sono stati elaborati dalle Corti nazionali e dalla Corte di Giustizia attraverso l’apertura di un dialogo connotato da un’attitudine collaborativa, che ha consentito una ricomposizione agevole del conflitto, vengono indagati tre casi di studio dell’ultimo quindicennio con l’obiettivo di verificare se questi abbiano le stesse caratteristiche dei conflitti storici, e cioè siano denotati da profili di costruttività, oppure se si tratti di un nuovo genus di conflitto. Ricondotti i conflitti recenti ad una diversa categoria rispetto a quelli storici, definiti nell’elaborato come conflitti distruttivi, viene osservato come la gestione di questi ultimi non sia più risolvibile solo alla luce di un paradigma collaborativo, ma è necessario attivare altri strumenti, anche estranei al canale di dialogo giurisdizionale, per ricomporre lo scontro e consentire l’avanzamento del processo di integrazione europea.
8-ott-2025
Italiano
CORTESE, BERNARDO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/379739
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-379739