La presente ricerca è incentrata sul lavoro di Giuseppe Chiari, artista e musicista fiorentino, tra gli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta del Novecento, con particolare attenzione ai rapporti e alle connessioni dell’artista con gli ambienti culturali della nativa Firenze e della città di Roma. L’indagine sistematica dei documenti contenuti nell’Archivio Giuseppe Chiari, l’esplorazione di diversi archivi istituzionali e privati, lo spoglio di periodici afferenti agli ambiti disciplinari dell’arte, della musica, della letteratura e la raccolta di preziose testimonianze orali ha permesso di ricostruire relazioni e collaborazioni dell’artista a partire dalla sua attività di divulgatore e organizzatore di eventi svolta principalmente tra Firenze e Roma. In tale frangente, sono stati evidenziati i legami con l’associazione Vita Musicale Contemporanea e con il Gruppo e, contestualmente, è stato messo in luce il peso di Chiari nella diffusione e ricezione delle poetiche Fluxus. In secondo luogo, questa tesi intende restituire il metodo di lavoro sviluppato da Chiari sin dagli anni Cinquanta, indagando alcuni nuclei di opere dal carattere unitario, ma estremamente vari per tipologia di produzione, a partire dal materiale conservato nell’archivio dell’artista, evidenziando temi trattati e punti di riferimento culturali adottati da Chiari. Segnatamente, si è voluto evidenziare il ruolo della musica d’azione nel contesto dello sviluppo della pratica performativa da un lato e delle tendenze concettuali dall’altro. Il percorso proposto si conclude lasciando aperte due diverse prospettive nei confronti della produzione artistica cui Chiari si dedica maggiormente dalla seconda metà degli anni Settanta: l’attività performativa accolta dalle gallerie d’arte a partire dalle esperienze in area milanese e il ritorno alla materialità dell’opera e dunque l’apertura a un collezionismo interessato alle vicende e agli esiti estetici di Fluxus e delle tendenze concettuali internazionali. Chiude la ricerca una cronologia aggiornata impostata sugli eventi a cui Chiari ha preso parte, oppure che hanno previsto l’esecuzione o comunque la presenza di suoi lavori nel corso dell’arco cronologico preso in esame.

Giuseppe Chiari tra Firenze e Roma: musica, segno, gesto, azione dagli anni Cinquanta alla prima metà degli anni Settanta del Novecento

DE PINTO, LIVIA
2024

Abstract

La presente ricerca è incentrata sul lavoro di Giuseppe Chiari, artista e musicista fiorentino, tra gli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta del Novecento, con particolare attenzione ai rapporti e alle connessioni dell’artista con gli ambienti culturali della nativa Firenze e della città di Roma. L’indagine sistematica dei documenti contenuti nell’Archivio Giuseppe Chiari, l’esplorazione di diversi archivi istituzionali e privati, lo spoglio di periodici afferenti agli ambiti disciplinari dell’arte, della musica, della letteratura e la raccolta di preziose testimonianze orali ha permesso di ricostruire relazioni e collaborazioni dell’artista a partire dalla sua attività di divulgatore e organizzatore di eventi svolta principalmente tra Firenze e Roma. In tale frangente, sono stati evidenziati i legami con l’associazione Vita Musicale Contemporanea e con il Gruppo e, contestualmente, è stato messo in luce il peso di Chiari nella diffusione e ricezione delle poetiche Fluxus. In secondo luogo, questa tesi intende restituire il metodo di lavoro sviluppato da Chiari sin dagli anni Cinquanta, indagando alcuni nuclei di opere dal carattere unitario, ma estremamente vari per tipologia di produzione, a partire dal materiale conservato nell’archivio dell’artista, evidenziando temi trattati e punti di riferimento culturali adottati da Chiari. Segnatamente, si è voluto evidenziare il ruolo della musica d’azione nel contesto dello sviluppo della pratica performativa da un lato e delle tendenze concettuali dall’altro. Il percorso proposto si conclude lasciando aperte due diverse prospettive nei confronti della produzione artistica cui Chiari si dedica maggiormente dalla seconda metà degli anni Settanta: l’attività performativa accolta dalle gallerie d’arte a partire dalle esperienze in area milanese e il ritorno alla materialità dell’opera e dunque l’apertura a un collezionismo interessato alle vicende e agli esiti estetici di Fluxus e delle tendenze concettuali internazionali. Chiude la ricerca una cronologia aggiornata impostata sugli eventi a cui Chiari ha preso parte, oppure che hanno previsto l’esecuzione o comunque la presenza di suoi lavori nel corso dell’arco cronologico preso in esame.
29-mag-2024
Italiano
GALLO, FRANCESCA
GIANANDREA, Manuela
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
502
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/380577
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-380577