La fine della Seconda guerra mondiale trova la Grecia e l’Italia di fronte a una profonda crisi sociale e alla necessità di elaborare i traumi provocati dall’esperienza del totalitarismo e dal conflitto bellico. Nella letteratura dei due paesi emerge un campo comune di riflessione e di espressione, in cui il silenzio assume una posizione centrale. La presente tesi propone un’analisi comparativa del modo in cui il silenzio si configura nella scrittura letteraria attraverso le opere di due prosatori, Natalia Ginzburg e Dimitris Chatzís, e di due poeti, Vittorio Sereni e Giannis Dallas. In particolare, vengono indagati i diversi aspetti del silenzio in relazione al trauma storico, alla crisi del linguaggio e alle condizioni del mondo postbellico, nonché le modalità attraverso cui essi si esprimono nella scrittura letteraria. L’analisi dei testi si avvale degli strumenti della Critical Discourse Analysis, mentre il quadro teorico si fonda sull’opera di George Steiner, su teorici dell’esistenzialismo e sulla prima generazione della Scuola di Francoforte. L’analisi comparativa mette in luce come, nei quattro autori, il silenzio costituisca uno spazio di ricerca di senso che sfugge al linguaggio. Tuttavia, esso non rappresenta una scelta, bensì la condizione in cui l’essere umano è costretto a rifugiarsi quando il linguaggio non riesce più a descrivere la realtà e a conferirle significato. La tesi è redatta in lingua greca e contiene una sintesi estesa in lingua italiana.

Scrivere il silenzio. Natalia Ginzburg e Dimitris Chatzís, Ghiannis Dallas e Vittorio Sereni: studio comparativo di letteratura greca e italiana del secondo dopoguerra - Γράφοντας τη σιωπή. Ναταλία Γκίνζμπουργκ και Δημήτρης Χατζής, Γιάννης Δάλλας και Βιττόριο Σερένι: συγκριτική μελέτη ελληνικής και ιταλικής μεταπολεμικής λογοτεχνίας

MYKONIATI, ANNA
2026

Abstract

La fine della Seconda guerra mondiale trova la Grecia e l’Italia di fronte a una profonda crisi sociale e alla necessità di elaborare i traumi provocati dall’esperienza del totalitarismo e dal conflitto bellico. Nella letteratura dei due paesi emerge un campo comune di riflessione e di espressione, in cui il silenzio assume una posizione centrale. La presente tesi propone un’analisi comparativa del modo in cui il silenzio si configura nella scrittura letteraria attraverso le opere di due prosatori, Natalia Ginzburg e Dimitris Chatzís, e di due poeti, Vittorio Sereni e Giannis Dallas. In particolare, vengono indagati i diversi aspetti del silenzio in relazione al trauma storico, alla crisi del linguaggio e alle condizioni del mondo postbellico, nonché le modalità attraverso cui essi si esprimono nella scrittura letteraria. L’analisi dei testi si avvale degli strumenti della Critical Discourse Analysis, mentre il quadro teorico si fonda sull’opera di George Steiner, su teorici dell’esistenzialismo e sulla prima generazione della Scuola di Francoforte. L’analisi comparativa mette in luce come, nei quattro autori, il silenzio costituisca uno spazio di ricerca di senso che sfugge al linguaggio. Tuttavia, esso non rappresenta una scelta, bensì la condizione in cui l’essere umano è costretto a rifugiarsi quando il linguaggio non riesce più a descrivere la realtà e a conferirle significato. La tesi è redatta in lingua greca e contiene una sintesi estesa in lingua italiana.
21-set-2026
Italiano
Greco moderno
FILOKYPROU, ELLI
PERROTTA, ANNALISA
CANETTIERI, Paolo
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
447
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/381246
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-381246