La duodenocefalopancreasectomia (PD) è una procedura chirurgica molto complessa associata ad elevata mortalità e morbilità. Sebbene miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nelle cure postoperatorie abbiano ridotto il tasso di mortalità complessivo, negli ospedali a basso volume la mortalità è oltre 3 volte superiore a quella degli ospedali ad alto volume, ciò’ a causa della minore esperienza chirurgica e della gestione postoperatoria per le complicanze dopo PD (1,3). La fistola pancreatica postoperatoria (POPF - Postoperative pancreatic fistula) è la più severa complicanza della PD e si associa ad un rischio di pseudoaneurisma, sanguinamento postoperatorio ed insufficienza multiorgano che possono determinare il decesso (4). Molti studi hanno tentato di valutare sistematicamente i fattori di rischio della POPF e sviluppare nuove tecniche di anastomosi o strategia perioperatoria atte a prevenirla. Allen et al. hanno riferito che il trattamento perioperatorio con pasireotide è associato ad una diminuzione significativi dell’incidenza di questa complicanza (5). Tuttavia, queste procedure non sono in grado di prevenire completamente la POPF. Pertanto, occorrono strategie adeguate da identificare per gestire il POPF dopo la PD e quindi ridurre la mortalità dopo PD. La maggior parte dei casi di POPF può essere gestita mediante drenaggio percutaneo della raccolta liquida intra-addominale. Tuttavia, tale metodica è a volte insufficiente e può condurre anche ad emorragia da pseudoaneurisma, che necessita di un intervento chirurgico salvavita, come la pancreatectomia totale, la riparazione dell'anastomosi, la conversione in un'anastomosi alternativa o la disconnessione dell'anastomosi. La gestione clinica delle POPF è multidisciplinare e può variare dal drenagio percutaneo, endoscopico al reintervento chirurgico che può consistere in splenopancreasectomia di totalizzazione, riposizionamento o posizionamento di tutore endo-Wirsung, raffia dell’anastomosi ed altre tecniche. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la nostra strategia per la gestione del POPF di grado B e C dopo PD.

Gestione multidisciplinare della deiscenza dell’anastomosi pancreatico-digiunale dopo duodenocefalopancreasectomia: studio clinico monocentrico

AVENIA, STEFANO
2026

Abstract

La duodenocefalopancreasectomia (PD) è una procedura chirurgica molto complessa associata ad elevata mortalità e morbilità. Sebbene miglioramenti nelle tecniche chirurgiche e nelle cure postoperatorie abbiano ridotto il tasso di mortalità complessivo, negli ospedali a basso volume la mortalità è oltre 3 volte superiore a quella degli ospedali ad alto volume, ciò’ a causa della minore esperienza chirurgica e della gestione postoperatoria per le complicanze dopo PD (1,3). La fistola pancreatica postoperatoria (POPF - Postoperative pancreatic fistula) è la più severa complicanza della PD e si associa ad un rischio di pseudoaneurisma, sanguinamento postoperatorio ed insufficienza multiorgano che possono determinare il decesso (4). Molti studi hanno tentato di valutare sistematicamente i fattori di rischio della POPF e sviluppare nuove tecniche di anastomosi o strategia perioperatoria atte a prevenirla. Allen et al. hanno riferito che il trattamento perioperatorio con pasireotide è associato ad una diminuzione significativi dell’incidenza di questa complicanza (5). Tuttavia, queste procedure non sono in grado di prevenire completamente la POPF. Pertanto, occorrono strategie adeguate da identificare per gestire il POPF dopo la PD e quindi ridurre la mortalità dopo PD. La maggior parte dei casi di POPF può essere gestita mediante drenaggio percutaneo della raccolta liquida intra-addominale. Tuttavia, tale metodica è a volte insufficiente e può condurre anche ad emorragia da pseudoaneurisma, che necessita di un intervento chirurgico salvavita, come la pancreatectomia totale, la riparazione dell'anastomosi, la conversione in un'anastomosi alternativa o la disconnessione dell'anastomosi. La gestione clinica delle POPF è multidisciplinare e può variare dal drenagio percutaneo, endoscopico al reintervento chirurgico che può consistere in splenopancreasectomia di totalizzazione, riposizionamento o posizionamento di tutore endo-Wirsung, raffia dell’anastomosi ed altre tecniche. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la nostra strategia per la gestione del POPF di grado B e C dopo PD.
20-gen-2026
Italiano
MINGOLI, Andrea
MINGOLI, Andrea
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
47
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/381431
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-381431