La ricerca analizza la Reale Società Economica di Capitanata come spazio istituzionale in cui, tra età napoleonica e Restaurazione, si ridefiniscono in profondità le relazioni tra sapere, potere e territorio nel Mezzogiorno continentale. In una fase segnata dal progressivo superamento delle strutture di Antico Regime e dall’affermazione di una monarchia amministrativa, governare non significa più soltanto esercitare l’autorità sovrana, ma costruire dispositivi stabili capaci di rendere la realtà sociale ed economica conoscibile, comparabile e dunque amministrabile. La produzione del sapere non costituisce più un momento esterno all’azione pubblica, ma ne diventa una componente essenziale. Il sodalizio foggiano è letto come “istituzione intermedia”, collocata nello spazio di mediazione tra amministrazione e società, incaricate di selezionare, tradurre e formalizzare saperi locali in forme compatibili con le esigenze del governo. La ricerca adotta la categoria di expertise in senso storico-sociologico, intesa non come competenza tecnica già professionalizzata, ma come processo di riconoscimento dell’autorità conoscitiva, costruito attraverso appartenenze istituzionali, posizioni sociali, generi testuali codificati e procedure di validazione. L’analisi è guidata da tre nuclei di interrogativi strettamente intrecciati: in che modo la Società contribuisce a definire ciò che può essere considerato un problema pubblico; quali soggetti e quali forme di sapere vengono legittimati come utili al governo; e come le conoscenze prodotte si collocano nel rapporto, spesso asimmetrico e non lineare, tra consultazione ed esercizio del potere decisionale. Dal punto di vista metodologico, la ricerca si fonda su un ampio scavo archivistico che, oltre al fondo della Società, attraversa serie amministrative più generiche (Intendenza, Governo, Prefettura), in cui relazioni, pareri e corrispondenze risultano incorporati in pratiche burocratiche di più ampia portata. A queste fonti si affianca un’analisi sistematica del Giornale degli Atti della Società Economica di Capitanata, interpretato non come semplice cronaca delle attività, ma come vero e proprio dispositivo discorsivo, in cui problemi, categorie e linguaggi vengono selezionati, negoziati e resi credibili. I risultati mostrano come la Società operi non tanto come luogo di accumulazione del sapere, quanto come infrastruttura di expertise, capace di trasformare osservazioni eterogenee in informazioni amministrabili e di stabilizzare criteri di competenza riconosciuti. Attraverso la formalizzazione delle pratiche e la costruzione di reti di comunicazione tra centro e periferia, essa contribuisce a rendere il territorio leggibile e governabile. Il caso di Capitanata consente così di osservare, in scala provinciale, i processi di co-produzione tra sapere e governo che accompagnano la formazione dello Stato amministrativo nel primo Ottocento, restituendo alle società economiche il loro ruolo di snodi centrali nella riorganizzazione dei saperi per il governo.
Il sapere utile. La Società Economica di Capitanata tra Decennio e Restaurazione
VINCIGUERRA, ARMANDO
2026
Abstract
La ricerca analizza la Reale Società Economica di Capitanata come spazio istituzionale in cui, tra età napoleonica e Restaurazione, si ridefiniscono in profondità le relazioni tra sapere, potere e territorio nel Mezzogiorno continentale. In una fase segnata dal progressivo superamento delle strutture di Antico Regime e dall’affermazione di una monarchia amministrativa, governare non significa più soltanto esercitare l’autorità sovrana, ma costruire dispositivi stabili capaci di rendere la realtà sociale ed economica conoscibile, comparabile e dunque amministrabile. La produzione del sapere non costituisce più un momento esterno all’azione pubblica, ma ne diventa una componente essenziale. Il sodalizio foggiano è letto come “istituzione intermedia”, collocata nello spazio di mediazione tra amministrazione e società, incaricate di selezionare, tradurre e formalizzare saperi locali in forme compatibili con le esigenze del governo. La ricerca adotta la categoria di expertise in senso storico-sociologico, intesa non come competenza tecnica già professionalizzata, ma come processo di riconoscimento dell’autorità conoscitiva, costruito attraverso appartenenze istituzionali, posizioni sociali, generi testuali codificati e procedure di validazione. L’analisi è guidata da tre nuclei di interrogativi strettamente intrecciati: in che modo la Società contribuisce a definire ciò che può essere considerato un problema pubblico; quali soggetti e quali forme di sapere vengono legittimati come utili al governo; e come le conoscenze prodotte si collocano nel rapporto, spesso asimmetrico e non lineare, tra consultazione ed esercizio del potere decisionale. Dal punto di vista metodologico, la ricerca si fonda su un ampio scavo archivistico che, oltre al fondo della Società, attraversa serie amministrative più generiche (Intendenza, Governo, Prefettura), in cui relazioni, pareri e corrispondenze risultano incorporati in pratiche burocratiche di più ampia portata. A queste fonti si affianca un’analisi sistematica del Giornale degli Atti della Società Economica di Capitanata, interpretato non come semplice cronaca delle attività, ma come vero e proprio dispositivo discorsivo, in cui problemi, categorie e linguaggi vengono selezionati, negoziati e resi credibili. I risultati mostrano come la Società operi non tanto come luogo di accumulazione del sapere, quanto come infrastruttura di expertise, capace di trasformare osservazioni eterogenee in informazioni amministrabili e di stabilizzare criteri di competenza riconosciuti. Attraverso la formalizzazione delle pratiche e la costruzione di reti di comunicazione tra centro e periferia, essa contribuisce a rendere il territorio leggibile e governabile. Il caso di Capitanata consente così di osservare, in scala provinciale, i processi di co-produzione tra sapere e governo che accompagnano la formazione dello Stato amministrativo nel primo Ottocento, restituendo alle società economiche il loro ruolo di snodi centrali nella riorganizzazione dei saperi per il governo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/382248
URN:NBN:IT:UNIFG-382248