This research aims at examining the protection of environmental interests within the context of administrative procedures and administrative organization. The objective is to investigate whether, beyond proclamations, statements of principles, and action plans, the protection of environmental interests receives proper protection on a procedural and organizational level. The increased importance given to the environment in the current era is also evident in the market's reorientation toward environmental issues (e.g., green public procurement and new economic models such as the circular economy and bioeconomy). From a national perspective, with regard to the protection of environmental interests, there seem to be a fundamental contradiction: on the one hand, with the amendment of Articles 9 and 41 of the Constitution, there has been a change in paradigm, whereby environmental protection has formally become one of the fundamental principles and the so-called economic constitution has also been modified; on the other hand, policies to simplify administrative procedures have continued, increasingly leading to a devaluation of all sensitive interests, including environmental interests. In particular, simplification mechanisms such as horizontal tacit consent can lead to the total exclusion of preliminary investigations with regard to an interest – such as the environment – which is protected on the basis of the acquisition of technical and scientific data. Often, through administrative simplification mechanisms, legislators have tried to solve problems related to administrative delays “downstream,” without dealing with the reasons why public administration is slow “upstream.” In particular, by examining the Ministry of the Environment and Energy Security and conducting an empirical investigation, including a comparative analysis, it emerged that despite the many tasks assigned to it, the ministry's staff is understaffed. The increased tasks and functions over the years have not been matched by a strengthening of the organizational structure. This picture of the central administrative body is tempered by the fact that environmental protection has also become the prerogative of other authorities, such as the Italian Competition Authority. Looking closely, however, the Antitrust Authority's focus on environmental issues cannot be considered the sole objective, because it is driven by the need to ensure consumer protection from unfair commercial practices and the full development of competitive forces.

Il presente lavoro di ricerca si propone di inquadrare la tutela dell’interesse ambientale nell’ambito del procedimento amministrativo e dell’organizzazione amministrativa. L’obiettivo è quello di indagare se, al di là dei proclami, delle dichiarazioni di principi e dei piani di azione, la tutela dell’interesse ambientale riceva poi un’adeguata protezione sul piano procedimentale e organizzativo. Il rinnovato ruolo riconosciuto all’ambiente nell’epoca attuale è visibile anche dal riorientamento del mercato in senso ambientale (si pensi agli appalti verdi o ai nuovi modelli economici dell’economia circolare e della bioeconomia). Sul piano nazionale, con riguardo alla tutela dell’interesse ambientale, sembra tuttavia di assistere ad uno iato, ad una contraddizione di fondo: da un lato, con la modifica degli artt. 9 e 41 della Costituzione vi è stato un cambio di paradigma, per cui la tutela dell’ambiente è entrata formalmente nel novero dei principi fondamentali ed è stata modificata anche la c.d. Costituzione economica; dall’altro lato, tuttavia, non si sono arrestate le politiche di semplificazione del procedimento amministrativo che determinano sempre di più una “dequotazione” degli interessi sensibili tutti, ivi incluso l’interesse ambientale. In particolare, meccanismi di semplificazione come il silenzio assenso orizzontale possono determinare la totale estromissione dell’istruttoria rispetto ad un interesse – quale quello ambientale – la cui tutela si fonda sull’acquisizione di dati tecnico scientifici. Molto spesso, attraverso i meccanismi di semplificazione amministrativa, il legislatore ha tentato di risolvere “a valle” i problemi legati alle lungaggini dell’azione amministrativa, senza intervenire “a monte” sulle ragioni della lentezza della pubblica amministrazione. In particolare, prendendo in esame il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e conducendo un’indagine empirica, anche in chiave comparata, è emerso che nonostante i molteplici compiti ad esso assegnati, il personale alle dipendenze del Ministero è sottodimensionato. All’incremento di compiti e funzioni nel corso degli anni non è corrisposto un irrobustimento della struttura organizzativa. Fa da contraltare a tale fotografia dell’apparato amministrativo centrale la circostanza che la tutela dell’ambiente è divenuta prerogativa anche di ulteriori autorità, come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. A ben vedere, tuttavia, l’attenzione dell’Agcm al tema ambientale non è fine a se stessa ma è dovuta alla necessità di assicurare la tutela dei consumatori da pratiche commerciali scorrette e il pieno dispiegamento delle dinamiche concorrenziali.

La cura dell’interesse ambientale nella dimensione procedimentale ed organizzativa

PISANO, CHIARA
2026

Abstract

This research aims at examining the protection of environmental interests within the context of administrative procedures and administrative organization. The objective is to investigate whether, beyond proclamations, statements of principles, and action plans, the protection of environmental interests receives proper protection on a procedural and organizational level. The increased importance given to the environment in the current era is also evident in the market's reorientation toward environmental issues (e.g., green public procurement and new economic models such as the circular economy and bioeconomy). From a national perspective, with regard to the protection of environmental interests, there seem to be a fundamental contradiction: on the one hand, with the amendment of Articles 9 and 41 of the Constitution, there has been a change in paradigm, whereby environmental protection has formally become one of the fundamental principles and the so-called economic constitution has also been modified; on the other hand, policies to simplify administrative procedures have continued, increasingly leading to a devaluation of all sensitive interests, including environmental interests. In particular, simplification mechanisms such as horizontal tacit consent can lead to the total exclusion of preliminary investigations with regard to an interest – such as the environment – which is protected on the basis of the acquisition of technical and scientific data. Often, through administrative simplification mechanisms, legislators have tried to solve problems related to administrative delays “downstream,” without dealing with the reasons why public administration is slow “upstream.” In particular, by examining the Ministry of the Environment and Energy Security and conducting an empirical investigation, including a comparative analysis, it emerged that despite the many tasks assigned to it, the ministry's staff is understaffed. The increased tasks and functions over the years have not been matched by a strengthening of the organizational structure. This picture of the central administrative body is tempered by the fact that environmental protection has also become the prerogative of other authorities, such as the Italian Competition Authority. Looking closely, however, the Antitrust Authority's focus on environmental issues cannot be considered the sole objective, because it is driven by the need to ensure consumer protection from unfair commercial practices and the full development of competitive forces.
29-set-2026
Italiano
Il presente lavoro di ricerca si propone di inquadrare la tutela dell’interesse ambientale nell’ambito del procedimento amministrativo e dell’organizzazione amministrativa. L’obiettivo è quello di indagare se, al di là dei proclami, delle dichiarazioni di principi e dei piani di azione, la tutela dell’interesse ambientale riceva poi un’adeguata protezione sul piano procedimentale e organizzativo. Il rinnovato ruolo riconosciuto all’ambiente nell’epoca attuale è visibile anche dal riorientamento del mercato in senso ambientale (si pensi agli appalti verdi o ai nuovi modelli economici dell’economia circolare e della bioeconomia). Sul piano nazionale, con riguardo alla tutela dell’interesse ambientale, sembra tuttavia di assistere ad uno iato, ad una contraddizione di fondo: da un lato, con la modifica degli artt. 9 e 41 della Costituzione vi è stato un cambio di paradigma, per cui la tutela dell’ambiente è entrata formalmente nel novero dei principi fondamentali ed è stata modificata anche la c.d. Costituzione economica; dall’altro lato, tuttavia, non si sono arrestate le politiche di semplificazione del procedimento amministrativo che determinano sempre di più una “dequotazione” degli interessi sensibili tutti, ivi incluso l’interesse ambientale. In particolare, meccanismi di semplificazione come il silenzio assenso orizzontale possono determinare la totale estromissione dell’istruttoria rispetto ad un interesse – quale quello ambientale – la cui tutela si fonda sull’acquisizione di dati tecnico scientifici. Molto spesso, attraverso i meccanismi di semplificazione amministrativa, il legislatore ha tentato di risolvere “a valle” i problemi legati alle lungaggini dell’azione amministrativa, senza intervenire “a monte” sulle ragioni della lentezza della pubblica amministrazione. In particolare, prendendo in esame il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e conducendo un’indagine empirica, anche in chiave comparata, è emerso che nonostante i molteplici compiti ad esso assegnati, il personale alle dipendenze del Ministero è sottodimensionato. All’incremento di compiti e funzioni nel corso degli anni non è corrisposto un irrobustimento della struttura organizzativa. Fa da contraltare a tale fotografia dell’apparato amministrativo centrale la circostanza che la tutela dell’ambiente è divenuta prerogativa anche di ulteriori autorità, come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. A ben vedere, tuttavia, l’attenzione dell’Agcm al tema ambientale non è fine a se stessa ma è dovuta alla necessità di assicurare la tutela dei consumatori da pratiche commerciali scorrette e il pieno dispiegamento delle dinamiche concorrenziali.
DE LEONARDIS, Francesco
GIGLIONI, Fabio
CARAVALE, Giulia
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
186
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/382611
Il codice NBN di questa tesi � URN:NBN:IT:UNIROMA1-382611