La sicurezza pubblica è primariamente considerata - per il suo proposito preventivo e conservativo – diretta espressione del potere statuale, destinata a strumento di difesa delle prerogative politico-amministrative per la gestione e la preservazione dell’interesse dello Stato, delle libertà e dei diritti fondamentali dei cittadini. Alla stessa stregua, l’ordine pubblico - inteso quale mantenimento del tutto sociale e della pace collettiva – di concerto alla sicurezza pubblica forgiano l’indissolubile base mediante cui si struttura l’intero sistema di prevenzione personale e patrimoniale antimafia, tra cui le interdittive antimafia che costituiscono l’elemento centrale del presente lavoro di tesi dottorale. Nel primo capitolo, ci si è soffermarti sulla teoria generale della sicurezza, ovverosia l’evoluzione del concetto di sicurezza pubblica rapportato all’ordine pubblico, così rappresentato in una versione storica che trae origine dall’Antica Roma, per passare all’epoca medievale, al periodo fascista, sino all’avvento della Costituzione. Nel secondo capitolo, invece, si pone in disamina il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa sotto il profilo sociologico e criminologico, essendo presupposto ineludibile per poi giungere ad una adeguata perimetrazione del sistema interdittivo antimafia. Con il terzo e quarto capitolo si entra nel cuore della trattazione dal punto divista operativo, ricostruendo i contrasti sussistenti tra dottrina e giurisprudenza penalistica ed amministrativa, ove avviene l’effettivo scontro sul sindacato giurisdizionale e sull’opportunità o meno di attrarre al “perimetro” penalistico l’intero sistema delle misure interdittive antimafia. L’ultimo capitolo conclude le attività di ricerca predisponendo delle valutazioni de iure condendo con particolare riferimento alla possibilità di inserire dei meccanismi di valutazione periodica sull’effettività delle predette misure in un’ottica di bilanciamento tra interessi pubblici e privati che concorrono costantemente nel contesto in esame.
Praeservanda ac defensa. Il sistema interdittivo antimafia tra polisemia preventiva e funzionalità repressive nella geometria securitaria.
ZARRA, PIERLUIGI
2026
Abstract
La sicurezza pubblica è primariamente considerata - per il suo proposito preventivo e conservativo – diretta espressione del potere statuale, destinata a strumento di difesa delle prerogative politico-amministrative per la gestione e la preservazione dell’interesse dello Stato, delle libertà e dei diritti fondamentali dei cittadini. Alla stessa stregua, l’ordine pubblico - inteso quale mantenimento del tutto sociale e della pace collettiva – di concerto alla sicurezza pubblica forgiano l’indissolubile base mediante cui si struttura l’intero sistema di prevenzione personale e patrimoniale antimafia, tra cui le interdittive antimafia che costituiscono l’elemento centrale del presente lavoro di tesi dottorale. Nel primo capitolo, ci si è soffermarti sulla teoria generale della sicurezza, ovverosia l’evoluzione del concetto di sicurezza pubblica rapportato all’ordine pubblico, così rappresentato in una versione storica che trae origine dall’Antica Roma, per passare all’epoca medievale, al periodo fascista, sino all’avvento della Costituzione. Nel secondo capitolo, invece, si pone in disamina il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa sotto il profilo sociologico e criminologico, essendo presupposto ineludibile per poi giungere ad una adeguata perimetrazione del sistema interdittivo antimafia. Con il terzo e quarto capitolo si entra nel cuore della trattazione dal punto divista operativo, ricostruendo i contrasti sussistenti tra dottrina e giurisprudenza penalistica ed amministrativa, ove avviene l’effettivo scontro sul sindacato giurisdizionale e sull’opportunità o meno di attrarre al “perimetro” penalistico l’intero sistema delle misure interdittive antimafia. L’ultimo capitolo conclude le attività di ricerca predisponendo delle valutazioni de iure condendo con particolare riferimento alla possibilità di inserire dei meccanismi di valutazione periodica sull’effettività delle predette misure in un’ottica di bilanciamento tra interessi pubblici e privati che concorrono costantemente nel contesto in esame.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/382647
URN:NBN:IT:UNIFG-382647