La ricerca indaga l’effettività degli strumenti di prevenzione della corruzione nelle università pubbliche, assumendo il procurement di beni e servizi sotto-soglia come ambito privilegiato di sperimentazione di un modello di compliance pubblica scalabile. La progressiva trasformazione degli atenei in organizzazioni complesse, inserite in reti di relazioni economiche e istituzionali, impone di conciliare autonomia universitaria, accountability e gestione efficiente delle risorse. In tale prospettiva, il lavoro si interroga sulla possibilità di superare la standardizzazione e il formalismo della pianificazione anticorruzione attraverso misure calibrate sulle caratteristiche dell’ente e sui rischi concretamente osservabili. La prima parte del lavoro ricostruisce l’evoluzione del quadro normativo e della governance universitaria, soffermandosi sulla disciplina dei contratti pubblici e sull’e-procurement. L’esame dei bilanci e delle procedure di acquisto, affiancato a un’analisi comparata dei Piani integrati di attività e organizzazione di quattro università e quattro amministrazioni pubbliche di diversa natura, evidenzia la rilevanza economica del settore e la ricorrenza di schemi di risk assessment, trattamento e monitoraggio spesso poco differenziati. La seconda parte sviluppa una proposta metodologica articolata in tre passaggi. Anzitutto, viene proposta una diversa metodologia di analisi del rischio, basata sulla costruzione di una base informativa per red flags settorializzate. In secondo luogo, dalle evidenze empiriche e dalla ricostruzione di pattern comportamentali potenzialmente patologici vengono derivate misure preventive “su misura”, traducendo le condotte a rischio in speculari regole operative e meccanismi di controllo. Tale approccio è applicato al processo acquisti universitario, anche mediante un’esemplificazione riferita all’Università di Torino, e conduce alla formulazione di soluzioni replicabili per gli approvvigionamenti sotto-soglia di tutto il comparto accademico. Infine, viene prospettato un monitoraggio di secondo livello adattativo e partecipato, che integri l’attività del RPCT con flussi informativi, controlli mirati, audit e forme di vigilanza diffusa, che valorizzino tanto gli strumenti digitali e l’aggregazione dei dati, quanto la valutazione qualitativa umana, sia di soggetti esterni che interni alla comunità accademica, con soluzioni de iure condito e de iure condendo. I risultati indicano una duplice direttrice: decentramento dell’analisi del rischio, in termini di fonti e soggetto responsabili; accentramento della domanda e degli output di acquisto, nel settore specifico del procurement universitario, caratterizzato da ciclicità e/o infungibilità. Il modello proposto mira così a trasformare la pianificazione anticorruzione da adempimento prevalentemente documentale a componente dinamica della gestione amministrativa: un “metodo” di compliance, che, con i necessari adattamenti, sia scalabile anche agli altri enti del comparto pubblico
L’Università come modello di sperimentazione di compliance pubblica. Gli strumenti anticorruzione nel procurement sotto-soglia: evidenze empiriche e proposte scalabili
DE LISI, GAIA
2026
Abstract
La ricerca indaga l’effettività degli strumenti di prevenzione della corruzione nelle università pubbliche, assumendo il procurement di beni e servizi sotto-soglia come ambito privilegiato di sperimentazione di un modello di compliance pubblica scalabile. La progressiva trasformazione degli atenei in organizzazioni complesse, inserite in reti di relazioni economiche e istituzionali, impone di conciliare autonomia universitaria, accountability e gestione efficiente delle risorse. In tale prospettiva, il lavoro si interroga sulla possibilità di superare la standardizzazione e il formalismo della pianificazione anticorruzione attraverso misure calibrate sulle caratteristiche dell’ente e sui rischi concretamente osservabili. La prima parte del lavoro ricostruisce l’evoluzione del quadro normativo e della governance universitaria, soffermandosi sulla disciplina dei contratti pubblici e sull’e-procurement. L’esame dei bilanci e delle procedure di acquisto, affiancato a un’analisi comparata dei Piani integrati di attività e organizzazione di quattro università e quattro amministrazioni pubbliche di diversa natura, evidenzia la rilevanza economica del settore e la ricorrenza di schemi di risk assessment, trattamento e monitoraggio spesso poco differenziati. La seconda parte sviluppa una proposta metodologica articolata in tre passaggi. Anzitutto, viene proposta una diversa metodologia di analisi del rischio, basata sulla costruzione di una base informativa per red flags settorializzate. In secondo luogo, dalle evidenze empiriche e dalla ricostruzione di pattern comportamentali potenzialmente patologici vengono derivate misure preventive “su misura”, traducendo le condotte a rischio in speculari regole operative e meccanismi di controllo. Tale approccio è applicato al processo acquisti universitario, anche mediante un’esemplificazione riferita all’Università di Torino, e conduce alla formulazione di soluzioni replicabili per gli approvvigionamenti sotto-soglia di tutto il comparto accademico. Infine, viene prospettato un monitoraggio di secondo livello adattativo e partecipato, che integri l’attività del RPCT con flussi informativi, controlli mirati, audit e forme di vigilanza diffusa, che valorizzino tanto gli strumenti digitali e l’aggregazione dei dati, quanto la valutazione qualitativa umana, sia di soggetti esterni che interni alla comunità accademica, con soluzioni de iure condito e de iure condendo. I risultati indicano una duplice direttrice: decentramento dell’analisi del rischio, in termini di fonti e soggetto responsabili; accentramento della domanda e degli output di acquisto, nel settore specifico del procurement universitario, caratterizzato da ciclicità e/o infungibilità. Il modello proposto mira così a trasformare la pianificazione anticorruzione da adempimento prevalentemente documentale a componente dinamica della gestione amministrativa: un “metodo” di compliance, che, con i necessari adattamenti, sia scalabile anche agli altri enti del comparto pubblico| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/382706
URN:NBN:IT:UNITO-382706