L’università è un’organizzazione fortemente complessa, connotata da un’autonomia variamente declinata, dalla eterogeneità dei soggetti che ne frequentano gli spazi e delle attività ivi svolte, nonché da una governance articolata, nella quale si intersecano funzioni di indirizzo, proposta, deliberazione, spesa e gestione operativa, distribuite tra i vari protagonisti del sistema. A tale complessità si aggiunge, poi, una stratificazione normativa di non agevole coordinamento: sotto il profilo della salute e sicurezza sul lavoro, la disciplina generale dettata dal d.lgs. n. 81/2008 si intreccia con quella speciale del d.m. n. 363/1998; sotto il profilo della governance, rileva la riorganizzazione introdotta dalla l. n. 240/2010. In questo quadro, la ricerca indaga i confini della responsabilità penale individuale, attraverso un costante confronto tra analisi dogmatica e prassi applicativa e valorizzando la necessità di un’attenta ricostruzione degli obblighi e dei poteri effettivamente attribuiti ed esercitati. Parallelamente, il lavoro passa al vaglio l’esclusione dell’università statale, quale ente pubblico non economico, dal sistema di responsabilità dell’ente da reato introdotto dal d.lgs. n. 231/2001. Esso si interroga sulla ragionevolezza di una simile scelta, soprattutto alla luce del progressivo ampliamento del catalogo delle fattispecie presupposto, nonché sulle condizioni di una possibile estensione dell’ambito soggettivo di applicazione. Si formulano, allora, alcune proposte di intervento sul sistema sanzionatorio nell’ottica, per un verso, di una sua maggiore aderenza al funzionamento degli enti di diritto pubblico e, per altro verso, di una maggiore sostenibilità della risposta all’illecito in considerazione dell’impatto di quest’ultima sulla collettività
La tutela penale del lavoro nell’Università: aspetti critici
GIGANTE, CHIARA
2026
Abstract
L’università è un’organizzazione fortemente complessa, connotata da un’autonomia variamente declinata, dalla eterogeneità dei soggetti che ne frequentano gli spazi e delle attività ivi svolte, nonché da una governance articolata, nella quale si intersecano funzioni di indirizzo, proposta, deliberazione, spesa e gestione operativa, distribuite tra i vari protagonisti del sistema. A tale complessità si aggiunge, poi, una stratificazione normativa di non agevole coordinamento: sotto il profilo della salute e sicurezza sul lavoro, la disciplina generale dettata dal d.lgs. n. 81/2008 si intreccia con quella speciale del d.m. n. 363/1998; sotto il profilo della governance, rileva la riorganizzazione introdotta dalla l. n. 240/2010. In questo quadro, la ricerca indaga i confini della responsabilità penale individuale, attraverso un costante confronto tra analisi dogmatica e prassi applicativa e valorizzando la necessità di un’attenta ricostruzione degli obblighi e dei poteri effettivamente attribuiti ed esercitati. Parallelamente, il lavoro passa al vaglio l’esclusione dell’università statale, quale ente pubblico non economico, dal sistema di responsabilità dell’ente da reato introdotto dal d.lgs. n. 231/2001. Esso si interroga sulla ragionevolezza di una simile scelta, soprattutto alla luce del progressivo ampliamento del catalogo delle fattispecie presupposto, nonché sulle condizioni di una possibile estensione dell’ambito soggettivo di applicazione. Si formulano, allora, alcune proposte di intervento sul sistema sanzionatorio nell’ottica, per un verso, di una sua maggiore aderenza al funzionamento degli enti di diritto pubblico e, per altro verso, di una maggiore sostenibilità della risposta all’illecito in considerazione dell’impatto di quest’ultima sulla collettività| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi-Gigante-Chiara.pdf
accesso aperto
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
3.44 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.44 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/384706
URN:NBN:IT:UNITO-384706