Situandosi nel filone degli studi comparati sul fascismo, la ricerca intrapresa offre un confronto sull’uso propagandistico della letteratura per ragazzi nei regimi fascista e nazionalsocialista. Terzo canale di indottrinamento destinato a occupare il tempo intercorrente tra istruzione scolastica e associazionismo premilitare, la produzione letteraria per l’infanzia e l’adolescenza ricopre una funzione non indifferente nella socializzazione politica del giovane fascista o nazionalsocialista, resa significativa dal ruolo delle istituzioni governative e partitiche nell’appropriarsene e nel promuoverne la diffusione. Gli interrogativi di fondo del progetto sono i seguenti: come si confrontano l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista nell’elaborazione e nell’impiego di strategie di controllo e di propagazione di una nuova “letteratura nazionale” per la gioventù tra gli anni Venti e gli anni Quaranta, nonché nell’instaurazione di un apparato statale-partitico ad essa dedicato? Quali sono ivi i punti salienti di incontro e di collaborazione? L’indagine comparativa delle fonti rivela una fondamentale identità di intenti – non a caso destinata, negli anni del conflitto, a esprimersi in cooperazione – articolata in una stratificazione organizzativa caratterizzata da due diversi approcci alla pianificazione e alla distribuzione. Il compito riformatore della letteratura giovanile emerge chiaro in ambedue i contesti, evidenziando i tratti condivisi di due progetti educativi di carattere politico, razziale e militare. Entrambi i sistemi si servono di canali preesistenti, riformandone la struttura e l’organico; entrambi attingono ad una tradizione letteraria ed editoriale anteriore per impiantarvi un prodotto nuovo, la narrative fascista per ragazzi, avulso ad essa e ricorrente nella struttura e nei generi. Le difformità sistemiche rispondono a differenze storiche e organizzative preesistenti e ben note alla storiografia. La centralizzazione del potere nazionalsocialista, plasmata dai contrasti inerenti la divisione delle competenze tra le agenzie e i ministeri coinvolti nell’opera di distribuzione, si scontra con la frammentazione italiana, derivante, tra le altre cause, dall’interesse imprenditoriale delle case editrici e dall’instabilità del sistema scolastico sulla scia della “politica dei ritocchi” post-riforma Gentile. In entrambi i contesti si osserva una progressiva sofisticazione organizzativa, la quale procede di pari passo con il perfezionamento delle politiche giovanili, servendosi delle organizzazioni deputate all’istruzione politica e premilitare (Hitlerjugend e ONB/GIL) e dei canali della scuola, delle biblioteche e della censura per assoggettare il giovane lettore ad una forma di lettura amena politicamente didascalica. Attenzione particolare è riservata alle istanze collaborative, dalle traduzioni alle mostre di libri per ragazzi, culminando nel Ponte Culturale Weimar-Firenze del giugno 1942. Allo scopo di definirne il potenziale politico-pedagogico e riconoscerne la ricorrenza in ambedue i contesti di pubblicazione, una tipizzazione elementare del “romanzo fascista per ragazzi” (fascist youth novel) rappresenta un obiettivo secondario di questa ricerca
Paper fascisms. The politicisation of children’s and youth literature in Fascist Italy and Nazi Germany
BASSANI, GILDA YAEL
2026
Abstract
Situandosi nel filone degli studi comparati sul fascismo, la ricerca intrapresa offre un confronto sull’uso propagandistico della letteratura per ragazzi nei regimi fascista e nazionalsocialista. Terzo canale di indottrinamento destinato a occupare il tempo intercorrente tra istruzione scolastica e associazionismo premilitare, la produzione letteraria per l’infanzia e l’adolescenza ricopre una funzione non indifferente nella socializzazione politica del giovane fascista o nazionalsocialista, resa significativa dal ruolo delle istituzioni governative e partitiche nell’appropriarsene e nel promuoverne la diffusione. Gli interrogativi di fondo del progetto sono i seguenti: come si confrontano l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista nell’elaborazione e nell’impiego di strategie di controllo e di propagazione di una nuova “letteratura nazionale” per la gioventù tra gli anni Venti e gli anni Quaranta, nonché nell’instaurazione di un apparato statale-partitico ad essa dedicato? Quali sono ivi i punti salienti di incontro e di collaborazione? L’indagine comparativa delle fonti rivela una fondamentale identità di intenti – non a caso destinata, negli anni del conflitto, a esprimersi in cooperazione – articolata in una stratificazione organizzativa caratterizzata da due diversi approcci alla pianificazione e alla distribuzione. Il compito riformatore della letteratura giovanile emerge chiaro in ambedue i contesti, evidenziando i tratti condivisi di due progetti educativi di carattere politico, razziale e militare. Entrambi i sistemi si servono di canali preesistenti, riformandone la struttura e l’organico; entrambi attingono ad una tradizione letteraria ed editoriale anteriore per impiantarvi un prodotto nuovo, la narrative fascista per ragazzi, avulso ad essa e ricorrente nella struttura e nei generi. Le difformità sistemiche rispondono a differenze storiche e organizzative preesistenti e ben note alla storiografia. La centralizzazione del potere nazionalsocialista, plasmata dai contrasti inerenti la divisione delle competenze tra le agenzie e i ministeri coinvolti nell’opera di distribuzione, si scontra con la frammentazione italiana, derivante, tra le altre cause, dall’interesse imprenditoriale delle case editrici e dall’instabilità del sistema scolastico sulla scia della “politica dei ritocchi” post-riforma Gentile. In entrambi i contesti si osserva una progressiva sofisticazione organizzativa, la quale procede di pari passo con il perfezionamento delle politiche giovanili, servendosi delle organizzazioni deputate all’istruzione politica e premilitare (Hitlerjugend e ONB/GIL) e dei canali della scuola, delle biblioteche e della censura per assoggettare il giovane lettore ad una forma di lettura amena politicamente didascalica. Attenzione particolare è riservata alle istanze collaborative, dalle traduzioni alle mostre di libri per ragazzi, culminando nel Ponte Culturale Weimar-Firenze del giugno 1942. Allo scopo di definirne il potenziale politico-pedagogico e riconoscerne la ricorrenza in ambedue i contesti di pubblicazione, una tipizzazione elementare del “romanzo fascista per ragazzi” (fascist youth novel) rappresenta un obiettivo secondario di questa ricerca| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/384708
URN:NBN:IT:UNITO-384708