Partendo dall’osservazione della realtà odierna si sono considerati aspetti di difficoltà in cui la scuola si trova: la scarsa motivazione degli studenti, la distanza percepita dai ragazzi tra lo studio scolastico e la vita reale e da parte dell’istituzione la frammentazione della proposta didattica e culturale e la fatica ad ammettere e ad affrontare problematiche quali i Disturbi specifici di apprendimento e in generale i Bisogni Educativi speciali in un’ottica inclusiva. Il mondo del lavoro denuncia anche l’incapacità della scuola di formare persone in un’ottica capace di integrare sviluppo cognitivo, relazionale e pragmatico, promuovendo in realtà solo il primo aspetto. L’Europa insiste nelle sue linee guida per la formazione sullo sviluppo di competenze globali, prospettiva recepita in teoria anche nella normativa scolastica vigente in Italia, ma di fatto frenata da una pratica che non favorisce una reale autonomia. Questo lavoro intende analizzare delle possibili direzioni per affrontare le difficoltà sopra descritte, scegliendo alcuni riferimenti pedagogici ed esperienze di successo nell’innovazione didattica in Italia e in due paesi esteri. L’approfondimento realizzato fa emergere che l’obiettivo adeguato della proposta formativa deve essere il favorire lo sviluppo di competenze; la strada è quella della personalizzazione del percorso di apprendimento per intercettare bisogni e capacità degli studenti e orientarli. Per questo diventa anche necessario fare rete con agenzie formali, informali e non formali del territorio, perché la scuola viva della ricchezza del rapporto con la realtà che la circonda; porre al centro della proposta formativa lo studente utilizzando un’organizzazione scolastica flessibile, una molteplicità di metodologie e strumenti al fine di mobilitare talenti e capacità personali.
Scoprirsi competenti. Insegnamento per lo sviluppo di competenze come leva strategica per l’innovazione in campo educativo formale
VOLONTA', LORENA
2019
Abstract
Partendo dall’osservazione della realtà odierna si sono considerati aspetti di difficoltà in cui la scuola si trova: la scarsa motivazione degli studenti, la distanza percepita dai ragazzi tra lo studio scolastico e la vita reale e da parte dell’istituzione la frammentazione della proposta didattica e culturale e la fatica ad ammettere e ad affrontare problematiche quali i Disturbi specifici di apprendimento e in generale i Bisogni Educativi speciali in un’ottica inclusiva. Il mondo del lavoro denuncia anche l’incapacità della scuola di formare persone in un’ottica capace di integrare sviluppo cognitivo, relazionale e pragmatico, promuovendo in realtà solo il primo aspetto. L’Europa insiste nelle sue linee guida per la formazione sullo sviluppo di competenze globali, prospettiva recepita in teoria anche nella normativa scolastica vigente in Italia, ma di fatto frenata da una pratica che non favorisce una reale autonomia. Questo lavoro intende analizzare delle possibili direzioni per affrontare le difficoltà sopra descritte, scegliendo alcuni riferimenti pedagogici ed esperienze di successo nell’innovazione didattica in Italia e in due paesi esteri. L’approfondimento realizzato fa emergere che l’obiettivo adeguato della proposta formativa deve essere il favorire lo sviluppo di competenze; la strada è quella della personalizzazione del percorso di apprendimento per intercettare bisogni e capacità degli studenti e orientarli. Per questo diventa anche necessario fare rete con agenzie formali, informali e non formali del territorio, perché la scuola viva della ricchezza del rapporto con la realtà che la circonda; porre al centro della proposta formativa lo studente utilizzando un’organizzazione scolastica flessibile, una molteplicità di metodologie e strumenti al fine di mobilitare talenti e capacità personali.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/66138
URN:NBN:IT:UNIBG-66138