Il presente lavoro si propone di indagare le differenti forme e funzioni che la rappresentazione del supplizio ha assunto nel corso della storia occidentale. Partendo dal suo momento aurorale (il sistema penale e punitivo di Roma antica) e individuandone la fine nella stagione della «dolcezza delle pene» (che coincide con la rimozione delle esecuzioni dalla scena pubblica tra XIX e XX secolo), la ricerca individua, attraverso l’analisi di alcuni casi-studio particolarmente significativi, le modificazioni più rilevanti che hanno determinato il passaggio tra i diversi paradigmi del supplizio e del suo spettacolo. I vari esempi presi in esame (le esecuzioni nell’arena, la croce romana e la sua risignificazione cristiana, i teatri anatomici e il Tito Andronico di Shakespeare, la ghigliottina e Le centoventi giornate di Sodoma di Sade, la fine dello spettacolo punitivo e l’«invenzione dell’omicidio» nell’epoca vittoriana) vengono analizzati attraverso uno schema ricorrente che si è individuato nelle diverse figure del supplizio. Esso è costituito dal nesso di legge, potere e trama testuale (intrecciati a loro volta da due forze che mettono in movimento lo spettacolo punitivo, violenza e ludibrium) che, nel vuoto concettuale dei termini che lo costituiscono e nella loro formulazione storica sempre mutevole, determina le modificazioni e le differenti funzioni della scena punitiva.

La rappresentazione del supplizio. Per un'archeologia dello spettacolo punitivo

MONTEBUGNOLI, Anna
2018

Abstract

Il presente lavoro si propone di indagare le differenti forme e funzioni che la rappresentazione del supplizio ha assunto nel corso della storia occidentale. Partendo dal suo momento aurorale (il sistema penale e punitivo di Roma antica) e individuandone la fine nella stagione della «dolcezza delle pene» (che coincide con la rimozione delle esecuzioni dalla scena pubblica tra XIX e XX secolo), la ricerca individua, attraverso l’analisi di alcuni casi-studio particolarmente significativi, le modificazioni più rilevanti che hanno determinato il passaggio tra i diversi paradigmi del supplizio e del suo spettacolo. I vari esempi presi in esame (le esecuzioni nell’arena, la croce romana e la sua risignificazione cristiana, i teatri anatomici e il Tito Andronico di Shakespeare, la ghigliottina e Le centoventi giornate di Sodoma di Sade, la fine dello spettacolo punitivo e l’«invenzione dell’omicidio» nell’epoca vittoriana) vengono analizzati attraverso uno schema ricorrente che si è individuato nelle diverse figure del supplizio. Esso è costituito dal nesso di legge, potere e trama testuale (intrecciati a loro volta da due forze che mettono in movimento lo spettacolo punitivo, violenza e ludibrium) che, nel vuoto concettuale dei termini che lo costituiscono e nella loro formulazione storica sempre mutevole, determina le modificazioni e le differenti funzioni della scena punitiva.
29-mag-2018
Italiano
VIOLI, Alessandra
Università degli studi di Bergamo
Bergamo
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBG-66292