Negli ultimi anni ofidi e sauri sono diventati sempre più diffusi come animali da compagnia. Questa crescente diffusione ha comportato un aumento della richiesta di servizi veterinari specializzati in questi animali. L’imaging diagnostico spesso è una parte fondamentale dell’indagine clinica. La corretta interpretazione delle immagini diagnostiche implica una conoscenza approfondita dell’anatomia, fisiologia e patologia della specie oggetto dell’indagine clinica. Il confronto tra immagini normali e immagini patologiche spesso è di vitale importanza per una corretta interpretazione delle immagini diagnostiche. Lo scopo di questa tesi di dottorato è quella di fornire degli atlanti che mettano in relazione l’anatomia normale e per sezioni con le corrispondenti immagini radiografiche, tomografiche e ecografiche di alcune delle specie più popolari di ofidi e sauri. Il Capitolo I è riportata una revisione della letteratura corrente sull’imaging in ofidi e sauri. Al momento manca un riferimento univoco su questo argomento e la letteratura presente è spesso frammentaria a volte difficile da reperire. L’obiettivo di questo capitolo, quindi, è quello di fare il punto sullo stato dell’arte della diagnostica per immagini in ofidi e sauri. Molti articoli internazionali riguardanti la radiologia, l’ecografia, la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica e altre tecniche di imaging sono stati citati in modo da creare un riferimento utile ai clinici che si occupano di animali esotici. Nel Capitolo II vengono presentati gli obiettivi scientifici e la struttura di questa tesi. L’obiettivo generale è quello di fornire una descrizione dell’anatomia e dell’imaging normale in ofidi e sauri. La prima parte (Capitoli III e IV) è incentrata sul confronto tra la l’anatomia normale e per sezioni della testa alcune specie di ofidi e sauri con i normali aspetti radiografici e tomografici. La seconda parte (Capitoli dal V al VII) è incentrata sull’imaging della cavità celomatica. In questi capitoli sono descritti: gli aspetti normali valutati in tomografia computerizzata della cavità celomatica di alcune specie di sauri, l’ecografia normale in alcune specie di ofidi e il Nel Capitolo III sono descritti i normali aspetti anatomici, radiografici e tomografici della testa del Boa constrictor. Per questo studio sono stati impiegate le teste di 4 cadaveri di Boa constrictor. Utilizzando una combinazione pellicola-casetta ad alta definizione sono state ottenute proiezioni latero-laterali e dorso-ventrali di tutte le teste. L’esame tomografico è stato eseguito in direzione cranio-caudale e latero-laterale con uno spessore di fetta di 1,5mm. Le immagini sono state visualizzate in una finestra da osso. 2 teste sono state dissezionate con un approccio stratigrafico. 2 teste invece sono state congelate per 24 ore a -20°C e poi sezionate in fette di 3mm rispettando il protocollo utilizzato in tomografia computerizzata. Le strutture anatomiche sono state identificate nelle immagini anatomiche e poi accoppiate con le corrispondenti immagini radiografiche e tomografiche. I tessuti ossei sono ben definiti sia nelle immagini radiografiche che tomografiche; i tessuti molli risultano poco definiti in entrambe. Nel Capitolo IV l’anatomia stratigrafica e per sezioni della testa dell’iguana, del tegu e del drago barbuto vengono messi in relazione con il loro normale aspetto radiografico e tomografico. Per realizzare questo studio sono stati usati 4 cadaveri per specie e 6 iguane, 4 tegu e 3 draghi barbuti adulti. Prima di iniziare gli studi di imaging 2 cadaveri per specie sono stati dissezionati con un approccio stratigrafico e 2 sono stati sezionati. Gli studi anatomici sono stati eseguiti con la stessa metodica riportata nel Capitolo III. Gli studi radiografici e tomografici sono stati eseguiti solo sugli animali vivi. Le radiografie sono stata scattate in proiezione latero-laterale e dorso-ventrale. Le scansioni tomografiche sono state effettuate pre e post contrasto scansionando gli animali in direzione cranio-caudale. Le immagini tomografiche sono state quindi visualizzate sia in finestra da tessuti molli che da osso. Le strutture anatomiche sono state individuate prima nelle immagini anatomiche e poi correlate con le corrispondenti immagini radiografiche e tomografiche. Gli studi radiografici hanno permesso di visualizzare in maniera ottimale sia i tessuti duri che i tessuti molli (specialmente nell’iguana). Negli studi tomografici le strutture ossee sono state visualizzate in modo ottimale in tutte le specie. I tessuti molli sono chiaramente delineati solo nell’iguana; nel tegu e nel drago barbuto si riescono a distinguere chiaramente solo gli occhi. Nel Capitolo V i normali aspetti anatomici della cavità celomatica dell’iguana verde, del tegu bianco e nero e del drago barbuto sono messi in relazione con i normali aspetti tomografici di queste specie. Per questo studio sono stati usati 4 cadaveri e 4 animali vivi per specie. I cadaveri sono stati congelati per 24 ore e poi sezionati a intervalli di 5mm. Le fette così ottenute sono state lavate da entrambi i lati e poi fotografate. Per ridurre la durata delle procedure diagnostiche sono state effettuate solo procedure post-contrasto. Le scansioni tomografiche sono state effettuate in direzione cranio-caudale. Le immagini tomografiche sono state visualizzate in finestra da tessuti molli e da polmoni. La maggior parte degli organi celomatici sono stati individuati sia nelle immagini anatomiche che nelle immagini tomografiche. Il risultato di questo lavoro è un atlante degli aspetti anatomici e tomografici normali della cavità celomatica di queste specie di sauri. Nel Capitolo VI vengono descritti gli aspetti ultrasonografici normali della cavità celomatica del Boa constrictor, Python molurus, Python curtus e Python regius. Inoltre vengono fornite le misure ecografiche di riferimento delle scent glands e delle mucose gastica, pilorica e del colon nelle suddette specie. Per questo lavoro sono stati utilizzati 46 serpenti vivi (16 Python regius, 10 Python molurus, 12 Python curtus and 8 Boa constrictor) and 23 cadaveri (6 Python regius, 4 Python molurus, 10 Python curtus, 3 Boa constrictor). Gli studi anatomici sono stati effettuati prima di iniziare gli studi ecografici in modo da caratterizzare i normali aspetti anatomici di queste specie. In un lavoro precedente, nel quale vengono descritti i normali aspetti ecografici del Boa constrictor, viene proposto un approccio ventrale al paziente. In questo studio proponiamo un approccio laterale. In alcune immagini ecografiche i coni d’ombra prodotti dalle coste di questi animali, specialmente nei soggetti di maggiori dimensioni, degradavano leggermente la qualità dell’esame. Nonostante ciò è stato possibile riconoscere la maggior parte degli organi celomatici (scent glands, emipeni, cloaca, ureteri, colon, piccolo e grosso intestino, piloro, stomaco, pancreas, fegato, cistifellea ed esofago). Il numero di animali nei quali i singoli organi sono stati visualizzati è stato riportato. Questo lavoro ha prodotto una descrizione completa degli aspetti ecografici normali in alcune specie di boidi oltre a una serie di tavole che mettono in relazione l’anatomia normale e per sezioni con le corrispondenti immagini ecografiche. Nel Capitolo VII è riportata la tecnica e gli aspetti normali dello studio radiografico dell’esofago, stomaco e piccolo intestino nel Python regius. Per caratterizzare l’aspetto normale del piccolo intestino di questa specie i cadaveri di 10 Python regius sono stati dissezionati prima dei iniziare procedure diagnostiche. Per questo lavoro sono stati utilizzati 18 Python regius. Tutti gli animali utilizzati non sono stati nutriti nella settimana precedente lo studio. Gli animali sono stati divisi in 3 gruppi (A, B, C). Il mezzo di contrasto (bario solfato) è stato somministrato alla dose di 25ml/kg tramite una sonda esofagea a concentrazione crescente (25%, 35%, 45% p/v) nei tre gruppi. Un soggetto appartenente al gruppo A (25% p/v) è stato usato per verificare la fattibilità della procedura e per stabilire una timeline radiografica approssimativa per gli studi successivi. La qualità delle immagini diagnostiche è stata valutata da tre autori in basi a criteri pre-definiti. I risultati di questo studio suggeriscono che la concentrazione ideale di mezzo contrasto per questo tipo di indagine diagnostica è del 35%. Inoltre, sono stati descritti tre pattern di distribuzione del mezzo di contrasto nel piccolo intestino, indipendenti dalla concentrazione.
Diagnostic Imaging in Snakes and Lizards
BANZATO, TOMMASO
2013
Abstract
Negli ultimi anni ofidi e sauri sono diventati sempre più diffusi come animali da compagnia. Questa crescente diffusione ha comportato un aumento della richiesta di servizi veterinari specializzati in questi animali. L’imaging diagnostico spesso è una parte fondamentale dell’indagine clinica. La corretta interpretazione delle immagini diagnostiche implica una conoscenza approfondita dell’anatomia, fisiologia e patologia della specie oggetto dell’indagine clinica. Il confronto tra immagini normali e immagini patologiche spesso è di vitale importanza per una corretta interpretazione delle immagini diagnostiche. Lo scopo di questa tesi di dottorato è quella di fornire degli atlanti che mettano in relazione l’anatomia normale e per sezioni con le corrispondenti immagini radiografiche, tomografiche e ecografiche di alcune delle specie più popolari di ofidi e sauri. Il Capitolo I è riportata una revisione della letteratura corrente sull’imaging in ofidi e sauri. Al momento manca un riferimento univoco su questo argomento e la letteratura presente è spesso frammentaria a volte difficile da reperire. L’obiettivo di questo capitolo, quindi, è quello di fare il punto sullo stato dell’arte della diagnostica per immagini in ofidi e sauri. Molti articoli internazionali riguardanti la radiologia, l’ecografia, la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica e altre tecniche di imaging sono stati citati in modo da creare un riferimento utile ai clinici che si occupano di animali esotici. Nel Capitolo II vengono presentati gli obiettivi scientifici e la struttura di questa tesi. L’obiettivo generale è quello di fornire una descrizione dell’anatomia e dell’imaging normale in ofidi e sauri. La prima parte (Capitoli III e IV) è incentrata sul confronto tra la l’anatomia normale e per sezioni della testa alcune specie di ofidi e sauri con i normali aspetti radiografici e tomografici. La seconda parte (Capitoli dal V al VII) è incentrata sull’imaging della cavità celomatica. In questi capitoli sono descritti: gli aspetti normali valutati in tomografia computerizzata della cavità celomatica di alcune specie di sauri, l’ecografia normale in alcune specie di ofidi e il Nel Capitolo III sono descritti i normali aspetti anatomici, radiografici e tomografici della testa del Boa constrictor. Per questo studio sono stati impiegate le teste di 4 cadaveri di Boa constrictor. Utilizzando una combinazione pellicola-casetta ad alta definizione sono state ottenute proiezioni latero-laterali e dorso-ventrali di tutte le teste. L’esame tomografico è stato eseguito in direzione cranio-caudale e latero-laterale con uno spessore di fetta di 1,5mm. Le immagini sono state visualizzate in una finestra da osso. 2 teste sono state dissezionate con un approccio stratigrafico. 2 teste invece sono state congelate per 24 ore a -20°C e poi sezionate in fette di 3mm rispettando il protocollo utilizzato in tomografia computerizzata. Le strutture anatomiche sono state identificate nelle immagini anatomiche e poi accoppiate con le corrispondenti immagini radiografiche e tomografiche. I tessuti ossei sono ben definiti sia nelle immagini radiografiche che tomografiche; i tessuti molli risultano poco definiti in entrambe. Nel Capitolo IV l’anatomia stratigrafica e per sezioni della testa dell’iguana, del tegu e del drago barbuto vengono messi in relazione con il loro normale aspetto radiografico e tomografico. Per realizzare questo studio sono stati usati 4 cadaveri per specie e 6 iguane, 4 tegu e 3 draghi barbuti adulti. Prima di iniziare gli studi di imaging 2 cadaveri per specie sono stati dissezionati con un approccio stratigrafico e 2 sono stati sezionati. Gli studi anatomici sono stati eseguiti con la stessa metodica riportata nel Capitolo III. Gli studi radiografici e tomografici sono stati eseguiti solo sugli animali vivi. Le radiografie sono stata scattate in proiezione latero-laterale e dorso-ventrale. Le scansioni tomografiche sono state effettuate pre e post contrasto scansionando gli animali in direzione cranio-caudale. Le immagini tomografiche sono state quindi visualizzate sia in finestra da tessuti molli che da osso. Le strutture anatomiche sono state individuate prima nelle immagini anatomiche e poi correlate con le corrispondenti immagini radiografiche e tomografiche. Gli studi radiografici hanno permesso di visualizzare in maniera ottimale sia i tessuti duri che i tessuti molli (specialmente nell’iguana). Negli studi tomografici le strutture ossee sono state visualizzate in modo ottimale in tutte le specie. I tessuti molli sono chiaramente delineati solo nell’iguana; nel tegu e nel drago barbuto si riescono a distinguere chiaramente solo gli occhi. Nel Capitolo V i normali aspetti anatomici della cavità celomatica dell’iguana verde, del tegu bianco e nero e del drago barbuto sono messi in relazione con i normali aspetti tomografici di queste specie. Per questo studio sono stati usati 4 cadaveri e 4 animali vivi per specie. I cadaveri sono stati congelati per 24 ore e poi sezionati a intervalli di 5mm. Le fette così ottenute sono state lavate da entrambi i lati e poi fotografate. Per ridurre la durata delle procedure diagnostiche sono state effettuate solo procedure post-contrasto. Le scansioni tomografiche sono state effettuate in direzione cranio-caudale. Le immagini tomografiche sono state visualizzate in finestra da tessuti molli e da polmoni. La maggior parte degli organi celomatici sono stati individuati sia nelle immagini anatomiche che nelle immagini tomografiche. Il risultato di questo lavoro è un atlante degli aspetti anatomici e tomografici normali della cavità celomatica di queste specie di sauri. Nel Capitolo VI vengono descritti gli aspetti ultrasonografici normali della cavità celomatica del Boa constrictor, Python molurus, Python curtus e Python regius. Inoltre vengono fornite le misure ecografiche di riferimento delle scent glands e delle mucose gastica, pilorica e del colon nelle suddette specie. Per questo lavoro sono stati utilizzati 46 serpenti vivi (16 Python regius, 10 Python molurus, 12 Python curtus and 8 Boa constrictor) and 23 cadaveri (6 Python regius, 4 Python molurus, 10 Python curtus, 3 Boa constrictor). Gli studi anatomici sono stati effettuati prima di iniziare gli studi ecografici in modo da caratterizzare i normali aspetti anatomici di queste specie. In un lavoro precedente, nel quale vengono descritti i normali aspetti ecografici del Boa constrictor, viene proposto un approccio ventrale al paziente. In questo studio proponiamo un approccio laterale. In alcune immagini ecografiche i coni d’ombra prodotti dalle coste di questi animali, specialmente nei soggetti di maggiori dimensioni, degradavano leggermente la qualità dell’esame. Nonostante ciò è stato possibile riconoscere la maggior parte degli organi celomatici (scent glands, emipeni, cloaca, ureteri, colon, piccolo e grosso intestino, piloro, stomaco, pancreas, fegato, cistifellea ed esofago). Il numero di animali nei quali i singoli organi sono stati visualizzati è stato riportato. Questo lavoro ha prodotto una descrizione completa degli aspetti ecografici normali in alcune specie di boidi oltre a una serie di tavole che mettono in relazione l’anatomia normale e per sezioni con le corrispondenti immagini ecografiche. Nel Capitolo VII è riportata la tecnica e gli aspetti normali dello studio radiografico dell’esofago, stomaco e piccolo intestino nel Python regius. Per caratterizzare l’aspetto normale del piccolo intestino di questa specie i cadaveri di 10 Python regius sono stati dissezionati prima dei iniziare procedure diagnostiche. Per questo lavoro sono stati utilizzati 18 Python regius. Tutti gli animali utilizzati non sono stati nutriti nella settimana precedente lo studio. Gli animali sono stati divisi in 3 gruppi (A, B, C). Il mezzo di contrasto (bario solfato) è stato somministrato alla dose di 25ml/kg tramite una sonda esofagea a concentrazione crescente (25%, 35%, 45% p/v) nei tre gruppi. Un soggetto appartenente al gruppo A (25% p/v) è stato usato per verificare la fattibilità della procedura e per stabilire una timeline radiografica approssimativa per gli studi successivi. La qualità delle immagini diagnostiche è stata valutata da tre autori in basi a criteri pre-definiti. I risultati di questo studio suggeriscono che la concentrazione ideale di mezzo contrasto per questo tipo di indagine diagnostica è del 35%. Inoltre, sono stati descritti tre pattern di distribuzione del mezzo di contrasto nel piccolo intestino, indipendenti dalla concentrazione.File | Dimensione | Formato | |
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URN:NBN:IT:UNIPD-79528