I diamanti e le inclusioni minerali da essi intrappolate durante l’accrescimento sono campioni inalterati provenienti dal mantello terreste che possono fornire importanti informazioni sull’interno della Terra, a patto di conoscerne la reale profondità di formazione. La maggior parte dei diamanti sono litosferici, mentre la profondità di formazione dei diamanti super-profondi (DSS), che rappresentano solo il 6% del totale, è ancora incerta. Le inclusioni in essi contenute sono ritenute essere i prodotti di trasformazione retrograda da precursori stabili nel mantello inferiore o nella zona di transizione e, sulla base di ciò, si pensa che i DSS si formino in condizioni sub-litosferiche, tra 300 e 800 km di profondità. L’obiettivo di questa tesi è ottenere la reale profondità di formazione dei DSS tramite lo studio non distruttivo delle più comuni inclusioni in essi racchiuse. Abbiamo studiato circa 40 diamanti contenenti CaSiO3-walstromite o ferropericlasio utilizzando la diffrazione a raggi X a cristallo singolo, la spettroscopia micro-Raman, la microscopia elettronica a scansione con sorgente ad emissione di campo, la tomografia a raggi X in luce di sincrotrone e la spettroscopia Mössbauer in luce di sincrotrone. In più, sono stati eseguiti degli esperimenti in cella a incudine di diamante mediante riscaldamento laser sulla jeffbenite sintetica allo scopo di verificare se l’assenza di Ti estende il suo campo di stabilità rispetto a studi precedenti. Infine, la geobarometria elastica è stata applicata sia sul ferropericlasio che sulla CaSiO3-walstromite, in quest’ultimo caso combinata con calcoli termodinamici e ab initio. Uno dei principali risultati suggerisce che la CaSiO3-walstromite sia sub-litosferica, ma che una trasformazione retrograda dalla CaSiO3-perovskite sia possibile solo se il diamante si espande del ~30%. Inoltre, gli esperimenti in alta pressione e temperatura indicano che la jeffbenite povera di Ti sia stabile nella zona di transizione o all’inizio del mantello inferiore, pertanto può essere considerata una fase indicatrice per i DSS. Infine, la presenza di essoluzioni di magnesioferrite nelle inclusioni di ferropericlasio, insieme coi risultati della geobarometria elastica, suggeriscono che tali inclusioni non possano, da sole, rappresentare un’origine dei diamanti nel mantello inferiore.

Depth of formation of super-deep diamonds

ANZOLINI, CHIARA
2018

Abstract

I diamanti e le inclusioni minerali da essi intrappolate durante l’accrescimento sono campioni inalterati provenienti dal mantello terreste che possono fornire importanti informazioni sull’interno della Terra, a patto di conoscerne la reale profondità di formazione. La maggior parte dei diamanti sono litosferici, mentre la profondità di formazione dei diamanti super-profondi (DSS), che rappresentano solo il 6% del totale, è ancora incerta. Le inclusioni in essi contenute sono ritenute essere i prodotti di trasformazione retrograda da precursori stabili nel mantello inferiore o nella zona di transizione e, sulla base di ciò, si pensa che i DSS si formino in condizioni sub-litosferiche, tra 300 e 800 km di profondità. L’obiettivo di questa tesi è ottenere la reale profondità di formazione dei DSS tramite lo studio non distruttivo delle più comuni inclusioni in essi racchiuse. Abbiamo studiato circa 40 diamanti contenenti CaSiO3-walstromite o ferropericlasio utilizzando la diffrazione a raggi X a cristallo singolo, la spettroscopia micro-Raman, la microscopia elettronica a scansione con sorgente ad emissione di campo, la tomografia a raggi X in luce di sincrotrone e la spettroscopia Mössbauer in luce di sincrotrone. In più, sono stati eseguiti degli esperimenti in cella a incudine di diamante mediante riscaldamento laser sulla jeffbenite sintetica allo scopo di verificare se l’assenza di Ti estende il suo campo di stabilità rispetto a studi precedenti. Infine, la geobarometria elastica è stata applicata sia sul ferropericlasio che sulla CaSiO3-walstromite, in quest’ultimo caso combinata con calcoli termodinamici e ab initio. Uno dei principali risultati suggerisce che la CaSiO3-walstromite sia sub-litosferica, ma che una trasformazione retrograda dalla CaSiO3-perovskite sia possibile solo se il diamante si espande del ~30%. Inoltre, gli esperimenti in alta pressione e temperatura indicano che la jeffbenite povera di Ti sia stabile nella zona di transizione o all’inizio del mantello inferiore, pertanto può essere considerata una fase indicatrice per i DSS. Infine, la presenza di essoluzioni di magnesioferrite nelle inclusioni di ferropericlasio, insieme coi risultati della geobarometria elastica, suggeriscono che tali inclusioni non possano, da sole, rappresentare un’origine dei diamanti nel mantello inferiore.
15-gen-2018
Inglese
Diamond, inclusion, sub-lithospheric mantle, CaSiO3-walstromite, jeffbenite, ferropericlase, elastic geobarometry, Raman spectroscopy, X-ray diffraction, ab initio methods
NESTOLA, FABRIZIO
NESTOLA, FABRIZIO
Università degli studi di Padova
187
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/79541
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-79541