La mia tesi dottorale coincide con una monografia sull’"Italia liberata da’ Gotthi" di Gian Giorgio Trissino, poema eroico che si propone quale ambizioso tentativo di rifondazione dell’epos rinascimentale. L’elaborato si compone di due macro-sezioni. La prima parte, più specificamente monografica, comprende: un’analisi delle opere di teoria poetica del Vicentino e una presentazione generale del poema – con focus su genesi ed edizioni dell’"Italia", struttura narrativa, sistema dei personaggi, temi ricorrenti e simmetrie interne, geografia e cronologia delle vicende narrate – che ha l’obiettivo di rendere note ai lettori le caratteristiche di un’opera che – secoli di sepoltura "nelle librarie e nello studio d'alcun letterato" – hanno reso sostanzialmente sconosciuta ai più; una ricerca sulle fonti dell’opera, che concede grande spazio al confronto tra l’"Italia" e l’"Iliade" omerica, suo principale ipotesto classico; infine, alcuni itinerari critici su questioni di particolare rilevanza nel panorama degli studi trissiniani. La seconda sezione dell’elaborato contiene la trascrizione e il commento dello "Zibaldone autografo dell’Italia liberata", manoscritto inedito conservato nel Fondo Castiglioni della Biblioteca Braidense di Milano. Si tratta di un codice che assembla appunti autografi in vista della stesura dell’"Italia": un vero e proprio cantiere di progettazione del poema, in cui Trissino raccoglie annotazioni di vario genere (dagli schemi relativi alla struttura dei diversi libri del poema, ad elenchi di personaggi, fino alle prove di versi, l’elemento più prezioso in assoluto perché, qualora messe a confronto con la loro versione definitiva all’interno dell’opera, fanno luce sul modo di lavorare dell’autore). Lo studio dello "Zibaldone" si è rivelato di notevole interesse sotto due punti di vista: in primo luogo perché consente un ingresso privilegiato nell’officina scrittoria trissiniana. Secondariamente il codice si è dimostrato uno strumento di inestimabile valore per l’indagine delle letture trissiniane e l’approfondimento di un argomento rispetto al quale ancora non sono state avviate indagini significative: la biblioteca del Trissino.
La "novella strada" del poema epico rinascimentale: Gian Giorgio Trissino e "La Italia liberata da' Gotthi"
PECCI, PAOLA
2015
Abstract
La mia tesi dottorale coincide con una monografia sull’"Italia liberata da’ Gotthi" di Gian Giorgio Trissino, poema eroico che si propone quale ambizioso tentativo di rifondazione dell’epos rinascimentale. L’elaborato si compone di due macro-sezioni. La prima parte, più specificamente monografica, comprende: un’analisi delle opere di teoria poetica del Vicentino e una presentazione generale del poema – con focus su genesi ed edizioni dell’"Italia", struttura narrativa, sistema dei personaggi, temi ricorrenti e simmetrie interne, geografia e cronologia delle vicende narrate – che ha l’obiettivo di rendere note ai lettori le caratteristiche di un’opera che – secoli di sepoltura "nelle librarie e nello studio d'alcun letterato" – hanno reso sostanzialmente sconosciuta ai più; una ricerca sulle fonti dell’opera, che concede grande spazio al confronto tra l’"Italia" e l’"Iliade" omerica, suo principale ipotesto classico; infine, alcuni itinerari critici su questioni di particolare rilevanza nel panorama degli studi trissiniani. La seconda sezione dell’elaborato contiene la trascrizione e il commento dello "Zibaldone autografo dell’Italia liberata", manoscritto inedito conservato nel Fondo Castiglioni della Biblioteca Braidense di Milano. Si tratta di un codice che assembla appunti autografi in vista della stesura dell’"Italia": un vero e proprio cantiere di progettazione del poema, in cui Trissino raccoglie annotazioni di vario genere (dagli schemi relativi alla struttura dei diversi libri del poema, ad elenchi di personaggi, fino alle prove di versi, l’elemento più prezioso in assoluto perché, qualora messe a confronto con la loro versione definitiva all’interno dell’opera, fanno luce sul modo di lavorare dell’autore). Lo studio dello "Zibaldone" si è rivelato di notevole interesse sotto due punti di vista: in primo luogo perché consente un ingresso privilegiato nell’officina scrittoria trissiniana. Secondariamente il codice si è dimostrato uno strumento di inestimabile valore per l’indagine delle letture trissiniane e l’approfondimento di un argomento rispetto al quale ancora non sono state avviate indagini significative: la biblioteca del Trissino.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/80706
URN:NBN:IT:UNIPD-80706