Nel presente elaborato sono descritti una serie di 5 esperimenti, condotti con la tecnica dei potenziali evento-relati (Event-Related Potentials, ERPs). E' stata indagata la natura multisfaccettata della empatia umana per il dolore (Esperimento 1) e la sua variabilità in funzione della razza (Esperimento 2) e dell'affidabilità di un volto (Esperimenti 4 e 5). Il paradigma classicamente impiegato in questo tipo di studi è il compito di decisione del dolore in cui viene richiesto ai partecipanti di dire se l'individuo che si osserva (o parti del suo corpo) sta subendo una stimolazione dolorosa oppure neutra. Inoltre, prima di indagare se l'affidabilità potesse modulare la risposta empatica, è stato condotto l'Esperimento 3 per testare se le caratteristiche fisiche di affidabilità fossero automaticamente estratte da un volto influenzandone l'elaborazione in memoria di lavoro visiva (MLV). E' stato impiegato un diverso paradigma, il compito di rilevamento del cambiamento, e un correlato neurale diretto della risoluzione delle rappresentazioni in MLV. La ricerca neuroscientifica sull'empatia al dolore si è focalizzata principalmente sulla natura multicomponenziale di questa capacità . Sono stati identificati almeno due sotto processi dell'empatia anatomicamente dissociati: l'experience sharing e il mentalizing. Il primo include gli aspetti più affettivi e legati al contagio sensorimotorio che permettono di sentire internamente lo stato emotivo dell'altro; il secondo si riferisce alla capacità di inferire gli stati mentali altrui. Un importante scopo del presente elaborato è quello di fornire evidenza empirica di una loro possibile dissociazione anche funzionale, nel dominio temporale. Nell' Esperimento 1 è stato indagato questo aspetto implementando una specifica versione del compito di decisione del dolore. Ai partecipanti sono state presentate sia un'informazione sensorimotoria (una faccia con espressione neutra o di dolore) che un' informazione contestuale (la descrizione di un contesto neutro o di dolore) nella stessa prova sperimentale per evidenziare il decorso temporale della reazione elettrofisiologica al dolore legata ad entrambi i sotto processi dell'empatia. Si è così dimostrata una selettiva attivazione dell'experience sharing e del mentalizing in due diverse finestre temporali. Sulla base di questi risultati è stato possibile esplorare la variabilità della risposta empatica a diversi tipi di stimoli esterni. Precedenti studi hanno suggerito che le persone sono più empatiche nei confronti del dolore subito da un individuo appartenente alla nostra stessa razza rispetto ad individui appartenenti ad altre razze (Avenanti et al., 2010; Xu et al., 2009). Nell' Esperimento 2 è stato dimostrato che questa risposta preferenziale è confinata ai meccanismi dell'experience sharing. Il mentalizing mostra infatti una risposta empatica anche verso il dolore di individui di un'altra razza. Sebbene la valutazione della razza di un volto sia implicita, questa viene elaborata in modo automatico e veloce sulla base delle caratteristiche fisiche di un volto. Recentemente è stato dimostrato che anche la valutazione di affidabilità di un volto avviene a prima vista (Willis e Todorov, 2006) similmente alla razza. E' stato così ipotizzato che l'affidabilità , sia in volti computerizzati (Esperimento 4) che in volti reali (Esperimento 5) modulasse l'empatia, anche in assenza di una conoscenza della personalità di dell'individuo o del suo comportamento sociale, perchè questa può implicitamente e velocemente influenzare le nostre interazioni sociali. Per determinare l'efficacia della valutazione di affidabilità (Oosterhof and Todorov, 2008), nell'Esperimento 3 è stato testato l'impatto delle caratteristiche fisiche standardizzate di affidabilità sulle rappresentazioni in MLV, anche quando irrilevanti ai fini del compito.
Dealing with others' physical pain reveals variance in empathic processes: Evidence from event-related potentials.
MECONI, FEDERICA
2014
Abstract
Nel presente elaborato sono descritti una serie di 5 esperimenti, condotti con la tecnica dei potenziali evento-relati (Event-Related Potentials, ERPs). E' stata indagata la natura multisfaccettata della empatia umana per il dolore (Esperimento 1) e la sua variabilità in funzione della razza (Esperimento 2) e dell'affidabilità di un volto (Esperimenti 4 e 5). Il paradigma classicamente impiegato in questo tipo di studi è il compito di decisione del dolore in cui viene richiesto ai partecipanti di dire se l'individuo che si osserva (o parti del suo corpo) sta subendo una stimolazione dolorosa oppure neutra. Inoltre, prima di indagare se l'affidabilità potesse modulare la risposta empatica, è stato condotto l'Esperimento 3 per testare se le caratteristiche fisiche di affidabilità fossero automaticamente estratte da un volto influenzandone l'elaborazione in memoria di lavoro visiva (MLV). E' stato impiegato un diverso paradigma, il compito di rilevamento del cambiamento, e un correlato neurale diretto della risoluzione delle rappresentazioni in MLV. La ricerca neuroscientifica sull'empatia al dolore si è focalizzata principalmente sulla natura multicomponenziale di questa capacità . Sono stati identificati almeno due sotto processi dell'empatia anatomicamente dissociati: l'experience sharing e il mentalizing. Il primo include gli aspetti più affettivi e legati al contagio sensorimotorio che permettono di sentire internamente lo stato emotivo dell'altro; il secondo si riferisce alla capacità di inferire gli stati mentali altrui. Un importante scopo del presente elaborato è quello di fornire evidenza empirica di una loro possibile dissociazione anche funzionale, nel dominio temporale. Nell' Esperimento 1 è stato indagato questo aspetto implementando una specifica versione del compito di decisione del dolore. Ai partecipanti sono state presentate sia un'informazione sensorimotoria (una faccia con espressione neutra o di dolore) che un' informazione contestuale (la descrizione di un contesto neutro o di dolore) nella stessa prova sperimentale per evidenziare il decorso temporale della reazione elettrofisiologica al dolore legata ad entrambi i sotto processi dell'empatia. Si è così dimostrata una selettiva attivazione dell'experience sharing e del mentalizing in due diverse finestre temporali. Sulla base di questi risultati è stato possibile esplorare la variabilità della risposta empatica a diversi tipi di stimoli esterni. Precedenti studi hanno suggerito che le persone sono più empatiche nei confronti del dolore subito da un individuo appartenente alla nostra stessa razza rispetto ad individui appartenenti ad altre razze (Avenanti et al., 2010; Xu et al., 2009). Nell' Esperimento 2 è stato dimostrato che questa risposta preferenziale è confinata ai meccanismi dell'experience sharing. Il mentalizing mostra infatti una risposta empatica anche verso il dolore di individui di un'altra razza. Sebbene la valutazione della razza di un volto sia implicita, questa viene elaborata in modo automatico e veloce sulla base delle caratteristiche fisiche di un volto. Recentemente è stato dimostrato che anche la valutazione di affidabilità di un volto avviene a prima vista (Willis e Todorov, 2006) similmente alla razza. E' stato così ipotizzato che l'affidabilità , sia in volti computerizzati (Esperimento 4) che in volti reali (Esperimento 5) modulasse l'empatia, anche in assenza di una conoscenza della personalità di dell'individuo o del suo comportamento sociale, perchè questa può implicitamente e velocemente influenzare le nostre interazioni sociali. Per determinare l'efficacia della valutazione di affidabilità (Oosterhof and Todorov, 2008), nell'Esperimento 3 è stato testato l'impatto delle caratteristiche fisiche standardizzate di affidabilità sulle rappresentazioni in MLV, anche quando irrilevanti ai fini del compito.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/81822
URN:NBN:IT:UNIPD-81822