La Leucemia Linfoblastica Acuta (LAL), la forma di tumore pediatrico più diffusa, è una patologia delle cellule linfopoietiche caratterizzata da una proliferazione clonale dei blasti originati dai precursori linfoidi bloccati a stati differenziativi precoci. Ad oggi l’introduzione di trattamenti differenziati sulla base del rischio di ricaduta e di protocolli di cura più intensi ha portato ad un miglioramento della prognosi dei pazienti affetti da LAL. Anche se le terapie attualmente usate permettono di ottenere una sopravvivenza dell’80% a 5 anni dalla diagnosi, un paziente ogni cinque presenta resistenza alla terapia e rischio di ricaduta precoce. E’ dunque fondamentale identificare nuovi target terapeutici e nuovi biomarcatori delle cellule leucemiche al fine di sviluppare nuovi trattamenti di supporto e di individuare cure più specifiche, migliorando la risposta alle terapie e riducendo la loro tossicità. Per perseguire tale obiettivo, l’approccio sperimentale dei Reverse Phase Protein Arrays (RPPA) rappresenta un potente mezzo per studiare il profilo proteico delle vie di trasduzione del segnale con lo scopo di identificare nuovi marker prognostici o target terapeutici. Con la metodica degli RPPA è possibile misurare il livello di attivazione/espressione di un ampio numero di fosfoproteine/proteine partendo da limitate quantità di campione in maniera riproducibile, precisa, sensibile e high througput. L’identificazione di alterazioni nei punti chiave dei network delle cellule tumorali rappresenta un potenziale punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci o l’ideazione di nuovi regimi terapeutici. Nel metodo degli RPPA, il proteoma di un set di campioni viene immobilizzato su un vetrino ricoperto di nitrocellulosa. Ciascun gruppo di spot rappresenta un signolo campione in analisi e nello stesso vetrino è possibile studiare simultaneamente fino a cento campioni. Ciascun vetrino viene poi marcato con un anticorpo: in tal modo ogni singolo analita viene sottoposto alle stesse condizioni di marcatura e tale riduzione nella variabilità sperimentale facilita il confronto tra diversi campioni. Durante il mio dottorato di ricerca ho applicato la tecnica dei Reverse Phase Protein Arrays allo studio delle Leucemie Acute. Lo scopo principale della mia ricerca è stata la scoperta di nuovi biomarcatori e target terapeutici coinvolti nel processo leucemico mediante lo studio del profilo fosfoproteomico nei pazienti pediatrici affetti da LAL (LAL-T e LAL-B). Nel “Main Topic” veine descritto lo studio dei pazienti pediatrici affetti da LAL-T in cui si identifica PKC alpha come nuovo fattore prognostico di ricaduta. Questa kinasi è stata individuata mediante lo screening retrospettivo di 98 pazienti all’esordio di LAL-T, in cui 53 diverse proteine o fosfoproteine sono state analizzate con la tecnica degli RPPA. PKC alpha è risultata downregolata nel gruppo di pazienti LAL-T con maggiore incidenza di ricaduta. La minore attivazione di PKC alpha è risultata conseguenza di una bassa espressione genica di PKC alpha inoltre, inibendo PKC alpha in linee cellulari LAL-T mediante l’utilizzo di un inibitore commerciale di PKC alpha si è riscontrato un aumento della proliferazione. La metodica degli RPPA si è dimostrata essere un efficace approccio per la scoperta di molecole aberranti nelle vie di traduzione del segnale in cellule leucemiche. L’identificazione delle proteine coinvolte nei meccanismi tumorali mette in luce nuovi fattori prognostici: PKC alpha è risultata un promettente marcatore di rischio di ricaduta nelle LAL-T pediatriche. Lo studio dell’espressione di PKC alpha in una coorte allargata di pazienti LAL-T permetterà di confermare questo importante dato e di proporre PKC alpha come nuovo fattore prognostico nella stratificazione dei pazienti pediatrici affetti da LAL-T. Nello studio delle LAL-B pediatriche, gli RPPA sono stati utilizzati per analizzare l’espressione/attivazione di 92 proteine/fosfoproteine in 118 pazienti affetti da LAL-B. Correlando le informazioni sulle vie di trasduzione attivate con la risposta alla terapia e con le caratteristiche genetiche dei pazienti, è stato possibile identificare nuovi biomarcatori che, una volta validati in un gruppo allargato di campioni LAL-B, potranno permettere una migliore stratificazione dei pazienti e potranno essere usati come nuovi target terapeuti per lo sviluppo di cure più efficienti. In particolare, nei pazienti a prognosi infausta si è osservato un aumento nell’attivazione/espressione di alcune vie di trasduzione del segnale coinvolte nella proliferazione cellulare. In primo luogo, i pazienti con traslocazione gel gene MLL presentano l’iperfosforialzione di BCL-2 come conseguenza dell’attivaizone di AMPK, suggerendo un ruolo di AMPK nell’inibizione dell’apoptosi. AMPK potrebbe dunque essere un nuovo potenziale target terapeutico. Il secondo risultato ha evidenziato una up-modulazione dell’attività di LCK nei pazienti con scarsa risposta al trattamento con Prednisone. Questa tirosina-kinasi potrebbe essere down-modulata mediante l’utilizzo di inibitori usati in clinica. Studi ulteriori approfondiranno questo dato al fine di identificare una terapia più adatta ai pazienti resistenti al Prednisone. Da questo studio è inoltre emersa un’associazione tra gli alti livelli di CICLINA E e l’incidenza di ricaduta. La CICLINA E è inoltre risutata maggiormente espressa nei pazienti ricaduti precocemente, generalmente associati a una prognosi infausta. E’ stato successivamente approfondito il significato funzionale dell’attivazione di AMPK nei pazienti MLL riarrangiati ed il pathway di AMPK è risultato coinvolto in modo diretto alla sopravvivenza delle cellule LAL-B riarrangiate per MLL. Tale dato suggerisce AMPK come nuovo target terapeutico per la cura di questo tipo di leucemia. L’affidabilità degli RPPA nell’identificare nuovi target e biomarcatori è stata riscontrata inoltre nell’ambito di progetti sviluppati in collaborazione con gruppi di ricerca nazionali e internazionali, tra cui lo studio delle Leucemie Mieloidi Acute nell’adulto. Nel mio corso di dottorato ho potuto riscontrare che il metodo dei Reverse Phase Protein Arrays è una tecnologia sensibile, affidabile e high throughput mediante la quale è possibile identificare nuove molecole aberranti coinvolte nelle patologie ematopoietiche. Questi risultati potranno portare alla scoperta di nuovi marcatori prognostici e di target terapeutici per lo sviluppo di cure più specifiche ed efficienti
Lack of Protein Kinase C alpha is associated with poor prognosis in pediatric T-ALL: a phosphoproteomic discovery
MILANI, GLORIA
2012
Abstract
La Leucemia Linfoblastica Acuta (LAL), la forma di tumore pediatrico più diffusa, è una patologia delle cellule linfopoietiche caratterizzata da una proliferazione clonale dei blasti originati dai precursori linfoidi bloccati a stati differenziativi precoci. Ad oggi l’introduzione di trattamenti differenziati sulla base del rischio di ricaduta e di protocolli di cura più intensi ha portato ad un miglioramento della prognosi dei pazienti affetti da LAL. Anche se le terapie attualmente usate permettono di ottenere una sopravvivenza dell’80% a 5 anni dalla diagnosi, un paziente ogni cinque presenta resistenza alla terapia e rischio di ricaduta precoce. E’ dunque fondamentale identificare nuovi target terapeutici e nuovi biomarcatori delle cellule leucemiche al fine di sviluppare nuovi trattamenti di supporto e di individuare cure più specifiche, migliorando la risposta alle terapie e riducendo la loro tossicità. Per perseguire tale obiettivo, l’approccio sperimentale dei Reverse Phase Protein Arrays (RPPA) rappresenta un potente mezzo per studiare il profilo proteico delle vie di trasduzione del segnale con lo scopo di identificare nuovi marker prognostici o target terapeutici. Con la metodica degli RPPA è possibile misurare il livello di attivazione/espressione di un ampio numero di fosfoproteine/proteine partendo da limitate quantità di campione in maniera riproducibile, precisa, sensibile e high througput. L’identificazione di alterazioni nei punti chiave dei network delle cellule tumorali rappresenta un potenziale punto di partenza per lo sviluppo di nuovi farmaci o l’ideazione di nuovi regimi terapeutici. Nel metodo degli RPPA, il proteoma di un set di campioni viene immobilizzato su un vetrino ricoperto di nitrocellulosa. Ciascun gruppo di spot rappresenta un signolo campione in analisi e nello stesso vetrino è possibile studiare simultaneamente fino a cento campioni. Ciascun vetrino viene poi marcato con un anticorpo: in tal modo ogni singolo analita viene sottoposto alle stesse condizioni di marcatura e tale riduzione nella variabilità sperimentale facilita il confronto tra diversi campioni. Durante il mio dottorato di ricerca ho applicato la tecnica dei Reverse Phase Protein Arrays allo studio delle Leucemie Acute. Lo scopo principale della mia ricerca è stata la scoperta di nuovi biomarcatori e target terapeutici coinvolti nel processo leucemico mediante lo studio del profilo fosfoproteomico nei pazienti pediatrici affetti da LAL (LAL-T e LAL-B). Nel “Main Topic” veine descritto lo studio dei pazienti pediatrici affetti da LAL-T in cui si identifica PKC alpha come nuovo fattore prognostico di ricaduta. Questa kinasi è stata individuata mediante lo screening retrospettivo di 98 pazienti all’esordio di LAL-T, in cui 53 diverse proteine o fosfoproteine sono state analizzate con la tecnica degli RPPA. PKC alpha è risultata downregolata nel gruppo di pazienti LAL-T con maggiore incidenza di ricaduta. La minore attivazione di PKC alpha è risultata conseguenza di una bassa espressione genica di PKC alpha inoltre, inibendo PKC alpha in linee cellulari LAL-T mediante l’utilizzo di un inibitore commerciale di PKC alpha si è riscontrato un aumento della proliferazione. La metodica degli RPPA si è dimostrata essere un efficace approccio per la scoperta di molecole aberranti nelle vie di traduzione del segnale in cellule leucemiche. L’identificazione delle proteine coinvolte nei meccanismi tumorali mette in luce nuovi fattori prognostici: PKC alpha è risultata un promettente marcatore di rischio di ricaduta nelle LAL-T pediatriche. Lo studio dell’espressione di PKC alpha in una coorte allargata di pazienti LAL-T permetterà di confermare questo importante dato e di proporre PKC alpha come nuovo fattore prognostico nella stratificazione dei pazienti pediatrici affetti da LAL-T. Nello studio delle LAL-B pediatriche, gli RPPA sono stati utilizzati per analizzare l’espressione/attivazione di 92 proteine/fosfoproteine in 118 pazienti affetti da LAL-B. Correlando le informazioni sulle vie di trasduzione attivate con la risposta alla terapia e con le caratteristiche genetiche dei pazienti, è stato possibile identificare nuovi biomarcatori che, una volta validati in un gruppo allargato di campioni LAL-B, potranno permettere una migliore stratificazione dei pazienti e potranno essere usati come nuovi target terapeuti per lo sviluppo di cure più efficienti. In particolare, nei pazienti a prognosi infausta si è osservato un aumento nell’attivazione/espressione di alcune vie di trasduzione del segnale coinvolte nella proliferazione cellulare. In primo luogo, i pazienti con traslocazione gel gene MLL presentano l’iperfosforialzione di BCL-2 come conseguenza dell’attivaizone di AMPK, suggerendo un ruolo di AMPK nell’inibizione dell’apoptosi. AMPK potrebbe dunque essere un nuovo potenziale target terapeutico. Il secondo risultato ha evidenziato una up-modulazione dell’attività di LCK nei pazienti con scarsa risposta al trattamento con Prednisone. Questa tirosina-kinasi potrebbe essere down-modulata mediante l’utilizzo di inibitori usati in clinica. Studi ulteriori approfondiranno questo dato al fine di identificare una terapia più adatta ai pazienti resistenti al Prednisone. Da questo studio è inoltre emersa un’associazione tra gli alti livelli di CICLINA E e l’incidenza di ricaduta. La CICLINA E è inoltre risutata maggiormente espressa nei pazienti ricaduti precocemente, generalmente associati a una prognosi infausta. E’ stato successivamente approfondito il significato funzionale dell’attivazione di AMPK nei pazienti MLL riarrangiati ed il pathway di AMPK è risultato coinvolto in modo diretto alla sopravvivenza delle cellule LAL-B riarrangiate per MLL. Tale dato suggerisce AMPK come nuovo target terapeutico per la cura di questo tipo di leucemia. L’affidabilità degli RPPA nell’identificare nuovi target e biomarcatori è stata riscontrata inoltre nell’ambito di progetti sviluppati in collaborazione con gruppi di ricerca nazionali e internazionali, tra cui lo studio delle Leucemie Mieloidi Acute nell’adulto. Nel mio corso di dottorato ho potuto riscontrare che il metodo dei Reverse Phase Protein Arrays è una tecnologia sensibile, affidabile e high throughput mediante la quale è possibile identificare nuove molecole aberranti coinvolte nelle patologie ematopoietiche. Questi risultati potranno portare alla scoperta di nuovi marcatori prognostici e di target terapeutici per lo sviluppo di cure più specifiche ed efficientiFile | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
PhD_thesis_Milani_Gloria_definitiva.pdf
accesso aperto
Dimensione
3.12 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.12 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/82184
URN:NBN:IT:UNIPD-82184