Risulta ormai evidente come il cambiamento climatico in atto stia avendo un forte impatto sull’ecosistema alpino. Le popolazioni animali, ed in particolare su gli erbivori possono essere influenzati direttamente, delle variazioni delle temperature ambientali, e indirettamente, dalle alterazioni nella distribuzione e nelle fasi fenologiche della vegetazione. La comprensione delle strategie comportamentali, utilizzate dagli animali per rispondere al cambiamento climatico è particolarmente rilevante per valutare la loro vulnerabilità a tali modifiche, permettendo così di sviluppare azioni di gestione e conservazione efficaci. Questa tesi esamina come le femmine di stambecco Capra ibex (prese come specie modello specializzata all’ambiente alpino di alta quota) variano il loro comportamento spaziale e i ritmi di attività in risposta ai cambiamenti ambientali e climatici, nonché ai vincoli riproduttivi durante il periodo primaverile e estivo. Per raggiungere gli obiettivi della mia tesi, ho utilizzato le localizzazioni raccolte attraverso collari GPS e i dati di attività del sensore di movimento posizionato sui collari di 22 femmine monitorate dal 2010 al 2016 nel massiccio della Marmolada (Alpi nord-orientali). Ho analizzato le variazioni a diverse scale temporali (annuale, intra - stagionale e oraria) del comportamento spaziale e dei pattern di attività delle femmine di stambecco in relazione ai cambiamenti nella disponibilità delle risorse trofiche - produttività (NDVI) e green-up (?NDVI) della vegetazione -, della temperatura ambientale e all’uso dei diversi tipi di habitat. Inoltre, ho valutato il comportamento anti-predatorio confrontato l'uso delle aree di rifugio delle femmine a diverso stato riproduttivo. I risultati dimostrano come le femmine di stambecco abbiano variato l'uso dello spazio, della selezione degli habitat e dei ritmi di attività, in un meccanismo di trade-off, per soddisfare diverse esigenze fisiologiche in risposta alla variazione delle condizioni ambientali, climatiche e al loro stato riproduttivo. Durante la stagione primaverile e estiva le femmine di stambecco hanno risposto al gradiente altitudinale della produttività della vegetazione con uno spostamento verso le quote più alte, per sfruttare la vegetazione nei primi stadi fenologici. Allo stesso tempo, hanno evitato lo stress termico e hanno mantenuto costante l'attività di alimentazione regolando, a scala giornaliera, i ritmi di attività e gli spostamenti altitudinali. Lo studio ha premesso di descrivere come la variazione circadiana e stagionale dell’uso dei diversi tipi di habitat rappresenti una strategia ottimale di uso dello spazio, minimizzando lo stress termico e massimizzando l'acquisizione delle risorse trofiche. Inoltre è stato messo in luce come, durante il periodo riproduttivo le femmine con il piccolo modifichino il loro comportamento spaziale e l’attività di alimentazione, variando altresì l’uso dell’habitat in risposta all'aumento delle esigenze energetiche e delle necessità di protezione dei piccoli, nonché la loro minore capacità di locomozione. I risultati hanno dimostrato come strategie comportamentali che agiscono a diverse scale rappresentano un modo efficace per ottimizzare le esigenze di termoregolazione, l'acquisizione di risorse alimentari e per ridurre il rischio di predazione. Questa tesi arricchisce le conoscenze sull'influenza delle risorse trofiche, del clima e dei vincoli riproduttivi sulle strategie e tattiche comportamentali delle femmine di stambecco. Essa rappresenta il primo tentativo per questa specie, secondo le mie conoscenze, di descrivere queste risposte comportamentali come parte di un complesso trade-off che si verifica a diverse scale temporali, evidenziando una presenza di plasticità comportamentale nelle femmine di stambecco. Tale plasticità comportamentale potrebbe consentire a questa specie di tamponare le variazioni ambientali associate agli attuali cambiamenti climatici.
Movement ecology of female alpine ibex (Capra ibex): influence of resources, climate, and reproductive constraints
SEMENZATO, PAOLA
2017
Abstract
Risulta ormai evidente come il cambiamento climatico in atto stia avendo un forte impatto sull’ecosistema alpino. Le popolazioni animali, ed in particolare su gli erbivori possono essere influenzati direttamente, delle variazioni delle temperature ambientali, e indirettamente, dalle alterazioni nella distribuzione e nelle fasi fenologiche della vegetazione. La comprensione delle strategie comportamentali, utilizzate dagli animali per rispondere al cambiamento climatico è particolarmente rilevante per valutare la loro vulnerabilità a tali modifiche, permettendo così di sviluppare azioni di gestione e conservazione efficaci. Questa tesi esamina come le femmine di stambecco Capra ibex (prese come specie modello specializzata all’ambiente alpino di alta quota) variano il loro comportamento spaziale e i ritmi di attività in risposta ai cambiamenti ambientali e climatici, nonché ai vincoli riproduttivi durante il periodo primaverile e estivo. Per raggiungere gli obiettivi della mia tesi, ho utilizzato le localizzazioni raccolte attraverso collari GPS e i dati di attività del sensore di movimento posizionato sui collari di 22 femmine monitorate dal 2010 al 2016 nel massiccio della Marmolada (Alpi nord-orientali). Ho analizzato le variazioni a diverse scale temporali (annuale, intra - stagionale e oraria) del comportamento spaziale e dei pattern di attività delle femmine di stambecco in relazione ai cambiamenti nella disponibilità delle risorse trofiche - produttività (NDVI) e green-up (?NDVI) della vegetazione -, della temperatura ambientale e all’uso dei diversi tipi di habitat. Inoltre, ho valutato il comportamento anti-predatorio confrontato l'uso delle aree di rifugio delle femmine a diverso stato riproduttivo. I risultati dimostrano come le femmine di stambecco abbiano variato l'uso dello spazio, della selezione degli habitat e dei ritmi di attività, in un meccanismo di trade-off, per soddisfare diverse esigenze fisiologiche in risposta alla variazione delle condizioni ambientali, climatiche e al loro stato riproduttivo. Durante la stagione primaverile e estiva le femmine di stambecco hanno risposto al gradiente altitudinale della produttività della vegetazione con uno spostamento verso le quote più alte, per sfruttare la vegetazione nei primi stadi fenologici. Allo stesso tempo, hanno evitato lo stress termico e hanno mantenuto costante l'attività di alimentazione regolando, a scala giornaliera, i ritmi di attività e gli spostamenti altitudinali. Lo studio ha premesso di descrivere come la variazione circadiana e stagionale dell’uso dei diversi tipi di habitat rappresenti una strategia ottimale di uso dello spazio, minimizzando lo stress termico e massimizzando l'acquisizione delle risorse trofiche. Inoltre è stato messo in luce come, durante il periodo riproduttivo le femmine con il piccolo modifichino il loro comportamento spaziale e l’attività di alimentazione, variando altresì l’uso dell’habitat in risposta all'aumento delle esigenze energetiche e delle necessità di protezione dei piccoli, nonché la loro minore capacità di locomozione. I risultati hanno dimostrato come strategie comportamentali che agiscono a diverse scale rappresentano un modo efficace per ottimizzare le esigenze di termoregolazione, l'acquisizione di risorse alimentari e per ridurre il rischio di predazione. Questa tesi arricchisce le conoscenze sull'influenza delle risorse trofiche, del clima e dei vincoli riproduttivi sulle strategie e tattiche comportamentali delle femmine di stambecco. Essa rappresenta il primo tentativo per questa specie, secondo le mie conoscenze, di descrivere queste risposte comportamentali come parte di un complesso trade-off che si verifica a diverse scale temporali, evidenziando una presenza di plasticità comportamentale nelle femmine di stambecco. Tale plasticità comportamentale potrebbe consentire a questa specie di tamponare le variazioni ambientali associate agli attuali cambiamenti climatici.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/82864
URN:NBN:IT:UNIPD-82864