I dolori articolari o muscolari sono la maggior parte dei dolori trattati dai farmaci “commerciali”. All’attività fisica viene attribuita, oltre ad altri innumerevoli benefici, anche quello di diminuire la percezione del dolore. La definizione di “analgesia post-exercise” è nota da anni nella letteratura scientifica. Questa caratteristica viene però meno divulgata, forse perché non esistono ancora riscontri certi su quelli che possono essere gli effetti una volta recuperata la fase acuta. Questa tesi intende approfondire l’argomento, cercando di capire come reagisce il soggetto immediatamente dopo l’esercizio e dopo il recupero, rispetto alla percezione e alla tolleranza a uno stimolo doloroso. Sono stati valutati, sostanzialmente, le risposte a seguito di due tipi di esercizio fisico: a) esercizio fisico strenuo e breve; b) esercizio fisico elevato e prolungato nel tempo La prima parte dello studio tratta un gruppo di 30 soggetti, 15 ciclisti e 15 soggetti in buona forma fisica ma non ciclisti e valuta la loro percezione al dolore immediatamente dopo e dopo il recupero da un esercizio ad esaurimento al cicloergometro, con due differenti tipi di stimolo dolorifico e tecniche di rilevazione della sua percezione e tolleranza. Nella seconda parte della tesi si intende valutare la percezione e tolleranza ad uno stimolo dolorifico di un gruppo di atleti ultramaratoneti prima e dopo (immediatamente e dopo breve recupero) una gara lunga 80km con 5.500 metri di dislivello positivo. I risultati dei primi due esperimenti mostrano una tendenza al ritorno ai valori basali dopo il recupero da un esercizio a esaurimento per i soggetti più allenati, mentre per i meno allenati la tendenza è quella di un’iperalgesia post-recupero. Appena terminato il test per entrambi i gruppi abbiamo notato un innalzamento della soglia di percezione al dolore. I risultati del terzo esperimento evidenziano, con una significatività molto alta, una marcata iperalgesia post esercizio, che permane anche dopo il recupero. Per arrivare a prescrizioni di esercizio fisico con l’obiettivo di trattare il dolore cronico con un abbinamento fra trattamento farmacologico e non farmacologico, sarà necessario approfondire gli studi su intensità e durata dell’esercizio con l’obiettivo di allungare il tempo di analgesia
Variazioni nella percezione e tolleranza al dolore attraverso l'esercizio fisico
GRAINER, ALESSANDRO
2013
Abstract
I dolori articolari o muscolari sono la maggior parte dei dolori trattati dai farmaci “commerciali”. All’attività fisica viene attribuita, oltre ad altri innumerevoli benefici, anche quello di diminuire la percezione del dolore. La definizione di “analgesia post-exercise” è nota da anni nella letteratura scientifica. Questa caratteristica viene però meno divulgata, forse perché non esistono ancora riscontri certi su quelli che possono essere gli effetti una volta recuperata la fase acuta. Questa tesi intende approfondire l’argomento, cercando di capire come reagisce il soggetto immediatamente dopo l’esercizio e dopo il recupero, rispetto alla percezione e alla tolleranza a uno stimolo doloroso. Sono stati valutati, sostanzialmente, le risposte a seguito di due tipi di esercizio fisico: a) esercizio fisico strenuo e breve; b) esercizio fisico elevato e prolungato nel tempo La prima parte dello studio tratta un gruppo di 30 soggetti, 15 ciclisti e 15 soggetti in buona forma fisica ma non ciclisti e valuta la loro percezione al dolore immediatamente dopo e dopo il recupero da un esercizio ad esaurimento al cicloergometro, con due differenti tipi di stimolo dolorifico e tecniche di rilevazione della sua percezione e tolleranza. Nella seconda parte della tesi si intende valutare la percezione e tolleranza ad uno stimolo dolorifico di un gruppo di atleti ultramaratoneti prima e dopo (immediatamente e dopo breve recupero) una gara lunga 80km con 5.500 metri di dislivello positivo. I risultati dei primi due esperimenti mostrano una tendenza al ritorno ai valori basali dopo il recupero da un esercizio a esaurimento per i soggetti più allenati, mentre per i meno allenati la tendenza è quella di un’iperalgesia post-recupero. Appena terminato il test per entrambi i gruppi abbiamo notato un innalzamento della soglia di percezione al dolore. I risultati del terzo esperimento evidenziano, con una significatività molto alta, una marcata iperalgesia post esercizio, che permane anche dopo il recupero. Per arrivare a prescrizioni di esercizio fisico con l’obiettivo di trattare il dolore cronico con un abbinamento fra trattamento farmacologico e non farmacologico, sarà necessario approfondire gli studi su intensità e durata dell’esercizio con l’obiettivo di allungare il tempo di analgesia| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/82941
URN:NBN:IT:UNIPD-82941