L’argomento della presente ricerca è incentrato sul posizionamento discorsivo tra attori sociali, la cui identità di genere si discosta da una prospettiva dicotomica dei sessi, e contesti caratterizzati da accezioni prevalentemente eteronormative. Sono stati indagati i margini di agency, entro cui una persona in transizione tra i generi rivendica una rappresentazione di sé, rispetto alle peculiari strutture simboliche e normative di specifici contesti d’interazione. Al fine di cogliere i processi, attraverso cui si sviluppa una rappresentazione di sé come identità genderizzata, è stato analizzato il grado di agentitvità rispetto alle pratiche di posizionamento in tre contesti: realtà carceraria, mondo del lavoro ed ambiente famigliare. L’obbiettivo dello studio è di comprendere quanto le/i transgender riproducono certi idealtipi genderizzati, rispetto alle coordinate simboliche del contesto, alla situatività delle interazioni quotidiane, nonché alla specificità dei meta-artefatti linguistici che circoscrivono zone di significati declinati al femminile o al maschile. Le rappresentazioni di sé e dell’altro, in un ottica socio-costruzionista, sono articolate lungo produzioni discorsive tra interazioni quotidiane e sovrastrutture culturali e normative. Il discorso secondo questa prospettiva è inteso in quanto artefatto di mediazione che genera significati condivisi. Il corpus dei dati consiste perciò nella raccolta di materiale discorsivo nei seguenti contesti: - sei interviste semi-strutturate con i testimoni privilegiati che a diverso titolo prestano servizio presso il Nuovo Complesso Penitenziario di Sollicciano (FI) - cinque interviste in profondità con le detenute transgender recluse presso lo stesso istituto - sette interviste in profondità con persone transgender in contesti privati e lavorativi - tre diari scritti da persone transgender, contattati presso associazioni socio-politiche nel centro e nord Italia. Questi dati testuali sono stati studiati attraverso due prospettive metodologiche: Analisi critica della matrice ideologica del discorso, in riferimento alla produzione di significati impliciti. I repertori simbolici sono stati associati a macro-categorie concettuali, tramite il software per l’indagine computer assisted delle strutture discorsive Transana Analisi quali-quantitativa del contenuto semantico e dell’organizzazione lessicale con il programma per l’elaborazione di dati testuali Alceste Dai risultati è emerso che gli elementi costituenti la produzione discorsiva (lessico, semantica, semiotica) generano repertori narrativi simili nella struttura ed affini rispetto alla rappresentazione di sé e dell’altro. Queste unità di significato rispondono alla domanda conoscitiva della presente ricerca, focalizzata su posizionamento di genere e (con)testo. È stata, pertanto, individuata l’intersezionalità sequenziale tra le seguenti variabili: Dualismo di genere ➔ Asimmetria di poter ➔ Disuguaglianza ➔ Discriminazione ➔ Rappresentazione di genere reificata. Da questo processo sono emerse differenti pratiche normative, strutturali e d’interazione, le quali, attraverso universi di senso e sistemi d’azioni socialmente condivisi, culturalmente legittimati e discorsivamente istituzionalizzati, producono significati ed idealtipi genderizzati, annidati entro orizzonti temporali, scenari relazionali e ribalte contestuali. Per quanto riguarda il contesto carcerario i margini di posizionamento sono relegati entro i parametri istituzionali del sistema penitenziario. Il linguaggio, in particolare, assume una funzione reificante dal momento che le categorie semantiche definiscono i vincoli normativi tra sé e contesto. L’identità di genere, pertanto, risulta essere circoscritta da precisi confini discorsivi. Rispetto alle realtà famigliari e lavorative, le rappresentazioni di sé come transgender variano a seconda delle coordinate simboliche situate nel qui ed ora. Le sovrastrutture normative permeano il discorso a livello per lo più implicito. L’agency nel processo di affermazione della propria identità di genere dipende dalla specificità del contesto e dalle diverse modalità di posizionamento tra sé e l’altro
Talking Gender: La costruzione con-testuale delle Identità di Genere
HOCHDORN, ALEXANDER
2013
Abstract
L’argomento della presente ricerca è incentrato sul posizionamento discorsivo tra attori sociali, la cui identità di genere si discosta da una prospettiva dicotomica dei sessi, e contesti caratterizzati da accezioni prevalentemente eteronormative. Sono stati indagati i margini di agency, entro cui una persona in transizione tra i generi rivendica una rappresentazione di sé, rispetto alle peculiari strutture simboliche e normative di specifici contesti d’interazione. Al fine di cogliere i processi, attraverso cui si sviluppa una rappresentazione di sé come identità genderizzata, è stato analizzato il grado di agentitvità rispetto alle pratiche di posizionamento in tre contesti: realtà carceraria, mondo del lavoro ed ambiente famigliare. L’obbiettivo dello studio è di comprendere quanto le/i transgender riproducono certi idealtipi genderizzati, rispetto alle coordinate simboliche del contesto, alla situatività delle interazioni quotidiane, nonché alla specificità dei meta-artefatti linguistici che circoscrivono zone di significati declinati al femminile o al maschile. Le rappresentazioni di sé e dell’altro, in un ottica socio-costruzionista, sono articolate lungo produzioni discorsive tra interazioni quotidiane e sovrastrutture culturali e normative. Il discorso secondo questa prospettiva è inteso in quanto artefatto di mediazione che genera significati condivisi. Il corpus dei dati consiste perciò nella raccolta di materiale discorsivo nei seguenti contesti: - sei interviste semi-strutturate con i testimoni privilegiati che a diverso titolo prestano servizio presso il Nuovo Complesso Penitenziario di Sollicciano (FI) - cinque interviste in profondità con le detenute transgender recluse presso lo stesso istituto - sette interviste in profondità con persone transgender in contesti privati e lavorativi - tre diari scritti da persone transgender, contattati presso associazioni socio-politiche nel centro e nord Italia. Questi dati testuali sono stati studiati attraverso due prospettive metodologiche: Analisi critica della matrice ideologica del discorso, in riferimento alla produzione di significati impliciti. I repertori simbolici sono stati associati a macro-categorie concettuali, tramite il software per l’indagine computer assisted delle strutture discorsive Transana Analisi quali-quantitativa del contenuto semantico e dell’organizzazione lessicale con il programma per l’elaborazione di dati testuali Alceste Dai risultati è emerso che gli elementi costituenti la produzione discorsiva (lessico, semantica, semiotica) generano repertori narrativi simili nella struttura ed affini rispetto alla rappresentazione di sé e dell’altro. Queste unità di significato rispondono alla domanda conoscitiva della presente ricerca, focalizzata su posizionamento di genere e (con)testo. È stata, pertanto, individuata l’intersezionalità sequenziale tra le seguenti variabili: Dualismo di genere ➔ Asimmetria di poter ➔ Disuguaglianza ➔ Discriminazione ➔ Rappresentazione di genere reificata. Da questo processo sono emerse differenti pratiche normative, strutturali e d’interazione, le quali, attraverso universi di senso e sistemi d’azioni socialmente condivisi, culturalmente legittimati e discorsivamente istituzionalizzati, producono significati ed idealtipi genderizzati, annidati entro orizzonti temporali, scenari relazionali e ribalte contestuali. Per quanto riguarda il contesto carcerario i margini di posizionamento sono relegati entro i parametri istituzionali del sistema penitenziario. Il linguaggio, in particolare, assume una funzione reificante dal momento che le categorie semantiche definiscono i vincoli normativi tra sé e contesto. L’identità di genere, pertanto, risulta essere circoscritta da precisi confini discorsivi. Rispetto alle realtà famigliari e lavorative, le rappresentazioni di sé come transgender variano a seconda delle coordinate simboliche situate nel qui ed ora. Le sovrastrutture normative permeano il discorso a livello per lo più implicito. L’agency nel processo di affermazione della propria identità di genere dipende dalla specificità del contesto e dalle diverse modalità di posizionamento tra sé e l’altroFile | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/83409
URN:NBN:IT:UNIPD-83409