In questa tesi sono stati descritti tre studi finalizzati ad indagare il ruolo delle emozioni nel guidare le decisioni in dilemmi morali in cui si deve decidere se sacrificare la vita di una persona per salvarne un numero maggiore (scelta utilitaristica) o lasciar morire le persone in pericolo (scelta non utilitaristica). Gli studi presentati nella tesi avevano lo scopo di testare il modello del doppio processo del giudizio morale (Greene et al., 2001, 2004), secondo il quale l'elaborazione emozionale, in competizione con il ragionamento razionale, svolge un ruolo causale nel guidare il giudizio morale e la decisione nei dilemmi morali. Inoltre, si è indagato come l’intenzionalità attribuita all’azione interagisce con l’elaborazione emozionale nell’influenzare la decisione. Infine, in questo contesto sono stati rilevati, in due dei tre studi presentati, i correlati neurali del processo decisionale, tramite la registrazione di potenziali evento-relati. I risultati del primo studio hanno mostrato che tenere in considerazione ipotetiche ripercussioni legali dell’azione durante la risoluzione di dilemmi morali non influenza né le scelte dei partecipanti. Inoltre, a prescindere dalla considerazione di conseguenze legali, quando il sacrificio di una persona era intenzionale i partecipanti hanno compiuto un minor numero di scelte utilitaristiche rispetto a quando il sacrificio di una persona era una conseguenza non voluta del salvare le persone in pericolo. Tuttavia, tenere in considerazione conseguenze legali riduce l'impatto emozionale durante la decisione e produce facilitazione corticale e maggiore prontezza all’esecuzione dell'azione corrispondente all'opzione scelta, suggerendo un minor conflitto tra le due opzioni (utilitaristica e non utilitaristica). I risultati del secondo studio hanno mostrato che la condizione di iporeattività emozionale che caratterizza individui con alti tratti di psicopatia riduce la spiacevolezza esperita durante la decisione e aumenta il numero di scelte utilitaristiche, a prescindere dall’intenzionalità con cui il sacrificio viene compiuto. I risultati dell’ultimo studio hanno mostrato che le decisioni nei dilemmi morali sono guidate dal tentativo di ridurre le emozioni negative che ci si aspetta di esperire dopo la scelta, e che il conflitto emozionale tra le due opzioni non influenza l’attività corticale che precede immediatamente l’azione. Complessivamente, i risultati di questo lavoro di tesi suggeriscono che l'intenzionalità attribuita all’azione influenza la decisione indipendentemente dall’impatto emozionale e da considerazioni di carattere legale. Parallelamente, questi dati sono in linea con il modello del doppio processo nel mostrare come l’emozione influenzi la decisione nei dilemmi morali, in particolare tramite l'anticipazione delle conseguenze emozionali delle alternative disponibili.
The role of emotion and intentionality in moral dilemma resolution: Subjective, behavioral, and electrophysiological data
PLETTI, CAROLINA
2016
Abstract
In questa tesi sono stati descritti tre studi finalizzati ad indagare il ruolo delle emozioni nel guidare le decisioni in dilemmi morali in cui si deve decidere se sacrificare la vita di una persona per salvarne un numero maggiore (scelta utilitaristica) o lasciar morire le persone in pericolo (scelta non utilitaristica). Gli studi presentati nella tesi avevano lo scopo di testare il modello del doppio processo del giudizio morale (Greene et al., 2001, 2004), secondo il quale l'elaborazione emozionale, in competizione con il ragionamento razionale, svolge un ruolo causale nel guidare il giudizio morale e la decisione nei dilemmi morali. Inoltre, si è indagato come l’intenzionalità attribuita all’azione interagisce con l’elaborazione emozionale nell’influenzare la decisione. Infine, in questo contesto sono stati rilevati, in due dei tre studi presentati, i correlati neurali del processo decisionale, tramite la registrazione di potenziali evento-relati. I risultati del primo studio hanno mostrato che tenere in considerazione ipotetiche ripercussioni legali dell’azione durante la risoluzione di dilemmi morali non influenza né le scelte dei partecipanti. Inoltre, a prescindere dalla considerazione di conseguenze legali, quando il sacrificio di una persona era intenzionale i partecipanti hanno compiuto un minor numero di scelte utilitaristiche rispetto a quando il sacrificio di una persona era una conseguenza non voluta del salvare le persone in pericolo. Tuttavia, tenere in considerazione conseguenze legali riduce l'impatto emozionale durante la decisione e produce facilitazione corticale e maggiore prontezza all’esecuzione dell'azione corrispondente all'opzione scelta, suggerendo un minor conflitto tra le due opzioni (utilitaristica e non utilitaristica). I risultati del secondo studio hanno mostrato che la condizione di iporeattività emozionale che caratterizza individui con alti tratti di psicopatia riduce la spiacevolezza esperita durante la decisione e aumenta il numero di scelte utilitaristiche, a prescindere dall’intenzionalità con cui il sacrificio viene compiuto. I risultati dell’ultimo studio hanno mostrato che le decisioni nei dilemmi morali sono guidate dal tentativo di ridurre le emozioni negative che ci si aspetta di esperire dopo la scelta, e che il conflitto emozionale tra le due opzioni non influenza l’attività corticale che precede immediatamente l’azione. Complessivamente, i risultati di questo lavoro di tesi suggeriscono che l'intenzionalità attribuita all’azione influenza la decisione indipendentemente dall’impatto emozionale e da considerazioni di carattere legale. Parallelamente, questi dati sono in linea con il modello del doppio processo nel mostrare come l’emozione influenzi la decisione nei dilemmi morali, in particolare tramite l'anticipazione delle conseguenze emozionali delle alternative disponibili.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/83698
URN:NBN:IT:UNIPD-83698