Introduzione: lo scopo dell’ablazione transcatetere del nodo atrioventricolare (AV) è quello di creare una lesione del tessuto di conduzione a livello del nodo AV - fascio di His provocando il blocco AV completo. Per tale motivo è necessario un successivo impianto di pacemaker definitivo. La tecnica viene utilizzata per controllare la frequenza cardiaca in pazienti con fibrillazione atriale ad elevata risposta ventricolare, fortemente sintomatica, refrattaria alla terapia medica. Casistica di ablazione della giunzione atrioventricolare Nella Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Mestre, nell’intervallo di tempo compreso tra Gennaio 2005 e Dicembre 2014, sono stati trattati con questa tecnica 62 pazienti. Le caratteristiche cliniche della popolazione presa in esame erano: un’età media di 71±5 anni, sesso maschile nel 55% (34 pz) dei casi, storia di cardiopatia ischemica nell’81% (50 pz) dei casi, fibrillazione atriale permanente nel 94% (58 pz) dei casi, 3% (2 ) dei pz presentavano una precedente ablazione inefficace delle vene polmonari, 9% (5 pz) erano in classe NYHA II, 77% (48 pz) in classe NYHA III, 14% (9 pz) in classe NYHA IV con una FE media del 29 ± 12, infine il 76% (47) dei pazienti erano portatori di ICD o CRTD. La tecnica è risultata efficace in tutti i casi esaminati, con un tempo medio di procedura di 21±18 min. In nessun caso si sono verificate complicanze maggiori, mentre nel 5% (3 pz) si sono verificate complicanze minori (in tutti e tre i casi si trattava di ematoma in sede di puntura venosa di femorale dx). Nel 69% (43 pz) dei casi si è ottenuto un ritmo giunzionale di scappamento. Nel 87% dei casi il blocco AV completo si è ottenuto con meno di 10 erogazioni di radiofrequenza sulla giunzione AV, mentre nel 13% (8 pz) dei casi sono state necessarie più di 15 erogazioni. Esame istologico del tessuto di conduzione in quattro casi di ablazione della giunzione atrioventricolare In uno dei quattro casi esaminati lo studio istologico seriato del tessuto di conduzione a livello della giunzione atrioventricolare, eseguito su un cuore appartenente a paziente trattato con ablazione del NAV, mostrava che la presenza di continuità anatomica tra il lembo settale ed il lembo anteriore della tricuspide aveva creato una protezione anatomica al fascio di His. Questa aveva comportato l’esecuzione di numerose lesioni ablative sia sul nodo AV che sulle branche discendenti del fascio di His (con approccio sinistro, retro aortico) prima di ottenere l’abolizione della conduzione AV. Esame morfologico della commissura anterosettale della valvola tricuspide Per valutare la variabilità anatomica della tricuspide (in termini di presenza o assenza di continuità tra lembo settale e lembo anteriore della valvola) abbiamo analizzato 100 cuori appartenenti all’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Padova, valutando nello specifico mediante esame macroscopico la morfologia della valvola tricuspide. La presenza di continuità tra i due lembi è stata quantificata misurando la stessa in mm. Nel 98% (98 cuori) dei casi vi era la presenza di continuità tra lembo settale e lembo anteriore della tricuspide. La misurazione media della stessa è stata di 3,8±2,9 mm. In dettaglio, la continuità tra i due lembi è stata quantificata in ≥ 1 mm nel 98% dei casi, ≥ 2 mm nel 93%, ≥ 3 mm nel 79%, ≥ 4 mm nel 66%, ≥ 5 mm nel 36%, ≥ 6 mm nel 26%, ≥ 7 mm nel 17%, ≥ 8 mm nel 12% e ≥ 9 mm nel 6% dei casi. Conclusioni: L’ablazione della giunzione AV ha ancora un ruolo di rilievo nel trattamento di pazienti con fibrillazione atriale sia per il controllo della frequenza cardiaca nei pazienti fortemente sintomatici sia per l’ottimizzazione della resincronizzazione nei pazienti con scompenso cardiaco sottoposti ad impianto di pacemaker biventricolare. L’intervento è efficace nel 100% dei pazienti, con una incidenza di complicanze molto bassa (generalmente complicanze minori) La variabilità anatomica della commissura tra i lembi anteriore e settale della valvola tricuspide sembra avere una importanza cruciale sull'efficacia della ablazione della giunzione atrioventricolare. La continuità' tra i due lembi e' quasi sempre presente e quando tale continuità' e' marcata può coprire e proteggere il fascio di His al punto da rendere difficile o inefficace la procedura di ablazione mediante approccio da destra. Nei casi di inefficacia diventa necessario l'approccio sinistro retro artico per ottenere il blocco AV completo
Transcatheter atrioventricular junction ablation: current indications and anatomo-clinical correlations
CORRADO, ANDREA
2015
Abstract
Introduzione: lo scopo dell’ablazione transcatetere del nodo atrioventricolare (AV) è quello di creare una lesione del tessuto di conduzione a livello del nodo AV - fascio di His provocando il blocco AV completo. Per tale motivo è necessario un successivo impianto di pacemaker definitivo. La tecnica viene utilizzata per controllare la frequenza cardiaca in pazienti con fibrillazione atriale ad elevata risposta ventricolare, fortemente sintomatica, refrattaria alla terapia medica. Casistica di ablazione della giunzione atrioventricolare Nella Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Mestre, nell’intervallo di tempo compreso tra Gennaio 2005 e Dicembre 2014, sono stati trattati con questa tecnica 62 pazienti. Le caratteristiche cliniche della popolazione presa in esame erano: un’età media di 71±5 anni, sesso maschile nel 55% (34 pz) dei casi, storia di cardiopatia ischemica nell’81% (50 pz) dei casi, fibrillazione atriale permanente nel 94% (58 pz) dei casi, 3% (2 ) dei pz presentavano una precedente ablazione inefficace delle vene polmonari, 9% (5 pz) erano in classe NYHA II, 77% (48 pz) in classe NYHA III, 14% (9 pz) in classe NYHA IV con una FE media del 29 ± 12, infine il 76% (47) dei pazienti erano portatori di ICD o CRTD. La tecnica è risultata efficace in tutti i casi esaminati, con un tempo medio di procedura di 21±18 min. In nessun caso si sono verificate complicanze maggiori, mentre nel 5% (3 pz) si sono verificate complicanze minori (in tutti e tre i casi si trattava di ematoma in sede di puntura venosa di femorale dx). Nel 69% (43 pz) dei casi si è ottenuto un ritmo giunzionale di scappamento. Nel 87% dei casi il blocco AV completo si è ottenuto con meno di 10 erogazioni di radiofrequenza sulla giunzione AV, mentre nel 13% (8 pz) dei casi sono state necessarie più di 15 erogazioni. Esame istologico del tessuto di conduzione in quattro casi di ablazione della giunzione atrioventricolare In uno dei quattro casi esaminati lo studio istologico seriato del tessuto di conduzione a livello della giunzione atrioventricolare, eseguito su un cuore appartenente a paziente trattato con ablazione del NAV, mostrava che la presenza di continuità anatomica tra il lembo settale ed il lembo anteriore della tricuspide aveva creato una protezione anatomica al fascio di His. Questa aveva comportato l’esecuzione di numerose lesioni ablative sia sul nodo AV che sulle branche discendenti del fascio di His (con approccio sinistro, retro aortico) prima di ottenere l’abolizione della conduzione AV. Esame morfologico della commissura anterosettale della valvola tricuspide Per valutare la variabilità anatomica della tricuspide (in termini di presenza o assenza di continuità tra lembo settale e lembo anteriore della valvola) abbiamo analizzato 100 cuori appartenenti all’Istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Padova, valutando nello specifico mediante esame macroscopico la morfologia della valvola tricuspide. La presenza di continuità tra i due lembi è stata quantificata misurando la stessa in mm. Nel 98% (98 cuori) dei casi vi era la presenza di continuità tra lembo settale e lembo anteriore della tricuspide. La misurazione media della stessa è stata di 3,8±2,9 mm. In dettaglio, la continuità tra i due lembi è stata quantificata in ≥ 1 mm nel 98% dei casi, ≥ 2 mm nel 93%, ≥ 3 mm nel 79%, ≥ 4 mm nel 66%, ≥ 5 mm nel 36%, ≥ 6 mm nel 26%, ≥ 7 mm nel 17%, ≥ 8 mm nel 12% e ≥ 9 mm nel 6% dei casi. Conclusioni: L’ablazione della giunzione AV ha ancora un ruolo di rilievo nel trattamento di pazienti con fibrillazione atriale sia per il controllo della frequenza cardiaca nei pazienti fortemente sintomatici sia per l’ottimizzazione della resincronizzazione nei pazienti con scompenso cardiaco sottoposti ad impianto di pacemaker biventricolare. L’intervento è efficace nel 100% dei pazienti, con una incidenza di complicanze molto bassa (generalmente complicanze minori) La variabilità anatomica della commissura tra i lembi anteriore e settale della valvola tricuspide sembra avere una importanza cruciale sull'efficacia della ablazione della giunzione atrioventricolare. La continuità' tra i due lembi e' quasi sempre presente e quando tale continuità' e' marcata può coprire e proteggere il fascio di His al punto da rendere difficile o inefficace la procedura di ablazione mediante approccio da destra. Nei casi di inefficacia diventa necessario l'approccio sinistro retro artico per ottenere il blocco AV completoFile | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
corrado_andrea_tesi.pdf
accesso aperto
Dimensione
4.04 MB
Formato
Adobe PDF
|
4.04 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/83755
URN:NBN:IT:UNIPD-83755