I sistemi avanzati di assistenza alla guida o ADAS sono progettati per assistere il guidatore. Gli ADAS monitorano precisi parametri di guida come, ad esempio, la velocità del veicolo guidato. Quando questi parametri superano certe soglie (e.g., la velocità supera il limite), alcuni allarmi vengono presentati al guidatore. Tali allarmi hanno lo scopo di informare chi guida del fatto che determinate manovre devono essere eseguite per evitare che si verifichino incidenti. Sebbene gli allarmi presentati dagli ADAS siano capaci di ridurre gli incidenti del 20%, se tali allarmi non sono ben progettati, questi possono in realtà disturbare la guida e, di conseguenza, rallentare le risposte dei guidatori. Lo scopo della mia tesi di dottorato è quello di misurare l’impatto prodotto sulla guida da una serie di allarmi e di creare un allarme in grado di velocizzare le risposte dei guidatori e di non produrre alcun effetto negativo sul loro carico soggettivo. Per l’esecuzione dei sette esperimenti (4 esperimenti di laboratorio e 3 alla guida) contenuti nella tesi, ho considerato il fenomeno del redundancy gain. Ho identificato quattro allarmi differenti: visivi unimodali, acustici unimodali, vibrotattili unimodali e multimodali (acustici + vibrotattili). I risultati mostrano come gli allarmi multimodali siano in grado di ridurre i tempi di risposta dei guidatori anche durante l’esecuzione di un compito di telefonata e durante la guida in condizioni di traffico denso. Inoltre, nessun trade-off tra tempi di risposta e carico soggettivo è stato osservato. Questi risultati sono utili alle aziende automobilistiche interessate a migliorare l’interazione tra gli ADAS e il guidatore e, in maniera più ampia, per l’intera area di ricerca interessata ai veicoli automatizzati.
Advanced Driver Assistance Systems: Multimodal, redundant warnings enhance road safety.
BIONDI, FRANCESCO
2014
Abstract
I sistemi avanzati di assistenza alla guida o ADAS sono progettati per assistere il guidatore. Gli ADAS monitorano precisi parametri di guida come, ad esempio, la velocità del veicolo guidato. Quando questi parametri superano certe soglie (e.g., la velocità supera il limite), alcuni allarmi vengono presentati al guidatore. Tali allarmi hanno lo scopo di informare chi guida del fatto che determinate manovre devono essere eseguite per evitare che si verifichino incidenti. Sebbene gli allarmi presentati dagli ADAS siano capaci di ridurre gli incidenti del 20%, se tali allarmi non sono ben progettati, questi possono in realtà disturbare la guida e, di conseguenza, rallentare le risposte dei guidatori. Lo scopo della mia tesi di dottorato è quello di misurare l’impatto prodotto sulla guida da una serie di allarmi e di creare un allarme in grado di velocizzare le risposte dei guidatori e di non produrre alcun effetto negativo sul loro carico soggettivo. Per l’esecuzione dei sette esperimenti (4 esperimenti di laboratorio e 3 alla guida) contenuti nella tesi, ho considerato il fenomeno del redundancy gain. Ho identificato quattro allarmi differenti: visivi unimodali, acustici unimodali, vibrotattili unimodali e multimodali (acustici + vibrotattili). I risultati mostrano come gli allarmi multimodali siano in grado di ridurre i tempi di risposta dei guidatori anche durante l’esecuzione di un compito di telefonata e durante la guida in condizioni di traffico denso. Inoltre, nessun trade-off tra tempi di risposta e carico soggettivo è stato osservato. Questi risultati sono utili alle aziende automobilistiche interessate a migliorare l’interazione tra gli ADAS e il guidatore e, in maniera più ampia, per l’intera area di ricerca interessata ai veicoli automatizzati.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/83768
URN:NBN:IT:UNIPD-83768