Il medulloblastoma e' il piu' frequente tumore cerebrale maligno del bambino. Nonostante miglioramenti importanti, la prognosi dei pazienti e' ancora sfavorevole, soprattutto in caso di metastasi, progressione o recidiva di malattia. Inoltre, la prognosi dei lungo-sopravviventi e' pesantemente condizionata dagli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, che includono un progressivo declino delle funzioni cognitive, problemi endocrinologici e neurosensoriali, insorgenza di secondi tumori. Abbiamo studiato l'effetto della molecola Nutlin-3, in combinazione con chemioterapici di uso comune, quali Etoposide, Cisplatino e Vincristina, e con il trattamento radiante su linee cellulari di medulloblastoma, allo scopo di verificare se la somministrazione combinata determini una migliore risposta terapeutica rispetto ai trattamenti singoli tradizionali. P53 e' una proteina espressa ubiquitariamente in tutte le cellule, che sovrintende al mantenimento dell'integrita' del patrimonio genetico, al controllo del ciclo cellulare, all'induzione di processi di differenziazione, senescenza e apoptosi. Nei tumori pediatrici, come il medulloblastoma, p53 viene espressa allo stato nativo ma viene inattivata da meccanismi post-traduzionali. Nutlin-3 e' in grado di favorire l'apoptosi liberando la proteina p53 dal suo principale inibitore, MDM2 (ubiquitina ligasi). MDM2 e' un'ubiquitina ligasi di tipo E3 che forma un dimero con p53 e procede alla sua ubiquitinazione, fino a condurla a degradazione proteosomale. Nutlin-3, antagonizzando questo processo, libera e stabilizza p53, che puo' quindi indurre apoptosi con effetto nettamente piu' intenso. I risultati dimostrano che Nutlin-3, da sola, mediante stabilizzazione e attivazione di p53, e' in grado di indurre apoptosi. La somministrazione combinata di Nutlin-3 con chemioterapici convenzionali o con radioterapia incrementa l'efficacia dei singoli trattamenti. In particolare, la co-somministrazione di Nultin-3 determina una significativa riduzione della vitalita' cellulare e una piu' intensa apoptosi, anche con dosi estremamente ridotte di chemioterapici convenzionali o di radiazioni ionizzanti. Abbiamo dimostrato che tale azione e' p53-dipendente, mediante studio dell'espressione dei target molecolari di p53 e di una proteina bersaglio dei meccanismi di apoptosi. Inoltre, nel nostro modello cellulare l'effetto si manifesta precocemente, gia' dopo 16 ore di esposizione, generando una risposta apoptotica molto significativa alle 72 ore.
Nutlin-3 sensibilizza le cellule di medulloblastoma all'apoptosi indotta da agenti chemioterapici attraverso la stabilizzazione di p53 mediante inibizione di Mdm2.
ZIN, ANGELICA
2012
Abstract
Il medulloblastoma e' il piu' frequente tumore cerebrale maligno del bambino. Nonostante miglioramenti importanti, la prognosi dei pazienti e' ancora sfavorevole, soprattutto in caso di metastasi, progressione o recidiva di malattia. Inoltre, la prognosi dei lungo-sopravviventi e' pesantemente condizionata dagli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, che includono un progressivo declino delle funzioni cognitive, problemi endocrinologici e neurosensoriali, insorgenza di secondi tumori. Abbiamo studiato l'effetto della molecola Nutlin-3, in combinazione con chemioterapici di uso comune, quali Etoposide, Cisplatino e Vincristina, e con il trattamento radiante su linee cellulari di medulloblastoma, allo scopo di verificare se la somministrazione combinata determini una migliore risposta terapeutica rispetto ai trattamenti singoli tradizionali. P53 e' una proteina espressa ubiquitariamente in tutte le cellule, che sovrintende al mantenimento dell'integrita' del patrimonio genetico, al controllo del ciclo cellulare, all'induzione di processi di differenziazione, senescenza e apoptosi. Nei tumori pediatrici, come il medulloblastoma, p53 viene espressa allo stato nativo ma viene inattivata da meccanismi post-traduzionali. Nutlin-3 e' in grado di favorire l'apoptosi liberando la proteina p53 dal suo principale inibitore, MDM2 (ubiquitina ligasi). MDM2 e' un'ubiquitina ligasi di tipo E3 che forma un dimero con p53 e procede alla sua ubiquitinazione, fino a condurla a degradazione proteosomale. Nutlin-3, antagonizzando questo processo, libera e stabilizza p53, che puo' quindi indurre apoptosi con effetto nettamente piu' intenso. I risultati dimostrano che Nutlin-3, da sola, mediante stabilizzazione e attivazione di p53, e' in grado di indurre apoptosi. La somministrazione combinata di Nutlin-3 con chemioterapici convenzionali o con radioterapia incrementa l'efficacia dei singoli trattamenti. In particolare, la co-somministrazione di Nultin-3 determina una significativa riduzione della vitalita' cellulare e una piu' intensa apoptosi, anche con dosi estremamente ridotte di chemioterapici convenzionali o di radiazioni ionizzanti. Abbiamo dimostrato che tale azione e' p53-dipendente, mediante studio dell'espressione dei target molecolari di p53 e di una proteina bersaglio dei meccanismi di apoptosi. Inoltre, nel nostro modello cellulare l'effetto si manifesta precocemente, gia' dopo 16 ore di esposizione, generando una risposta apoptotica molto significativa alle 72 ore.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/83879
URN:NBN:IT:UNIPD-83879