Questa tesi è una raccolta di tre saggi sull’economia dell’invecchiamento. L’argomento di ricerca dei primi due capitoli è motivato dalla volontà di studiare gli effetti della recente crisi finanziaria sul comportamento di risparmio delle famiglie e il possibile effetto delle recenti riforme pensionistiche, applicate in varie nazioni europee, sull’assistenza informale. Invece il terzo capitolo utilizza un approccio statistico per trattare il problema dell’errore di misura non classico riscontrato nei dati interessati da problemi di arrotondamento e concentrazione. Nonostante il capitolo non sia strettamente legato al tema dell’economia dell’invecchiamento, l’applicazione di questa tecnica può essere utile per risolvere problemi di errore di misura non classico che si possono riscontrare anche in variabili sulla salute, per esempio il numero riportato di giorni trascorsi in ospedale o le spese sanitarie, valori che possono essere influenzati da questo tipo di arrotondamento. Il primo capitolo titolato “How the Experience in Financial Stock Markets Affect Stockholding and Portfolio Choice” vuole analizzare gli effetti nel lungo periodo delle crisi finanziarie sulla partecipazione nel mercato azionario da parte delle famiglie. Nell’ultima decade i mercati finanziari sono stati interessati da diversi movimenti negativi, ma nel lungo periodo si suppone che i titoli azionari diano un premio rispetto ad altri strumenti finanziari meno rischiosi. Un’analisi sui passati rendimenti dell’indice borsistico tedesco (DAX) conferma quest’idea. Investire nei mercati azionari avrebbe potuto essere una grande opportunità ma molte famiglie europee non partecipano e non hanno mai investito nel mercato. Inoltre se l’aver sperimentato un rendimento negativo del mercato ha effetti nel lungo periodo, possiamo aspettarci una ancor più bassa partecipazione nel mercato di quella che già c’era prima della crisi. Con un approccio di finanza comportamentale, assumo che ci possano essere degli anni finanziari “impressionabili” e considero due tipi di esperienza con i mercati finanziari: un’esperienza potenziale e una attuale. L’esperienza potenziale è definita come il rendimento del mercato finanziario nel periodo in cui si inizia a risparmiare per la pensione come viene predetto dal modello standard sul ciclo vitale (dopo i 40 anni), l’esperienza attuale è definita come il rendimento del mercato finanziario osservato dopo il primo investimento in titoli azionari. Utilizzando dati europei SHARE e SHARELIFE, trovo evidenza riguardo alla presenza di anni finanziari impressionabili. Quando l’esperienza potenziale viene considerata, si trova evidenza empirica anche per la presenza di avversione miope ad una perdita o alla perdita rispetto ad un guadagno certo: gli individui che sono stati interessati da periodi negativi del mercato quando ci si aspetta che avessero iniziato a risparmiare per la pensione hanno maggior probabilità di restare fuori dal mercato. Un comportamento miope viene riscontrato anche per l’esperienza attuale: gli investitori che hanno avuto una buona (cattiva) esperienza con il mercato azionario entro i tre anni successivi al primo investimento hanno una maggiore (minore) probabilità di partecipare nei mercati finanziari più tardi nel corso della vita, mantenendo una quota azionaria nel loro portafoglio. I risultati inoltre suggeriscono che molte famiglie europee potrebbero aver investito in azioni per proteggersi dall’inflazione. Il secondo capitolo titolato “Occupational Choices and Informal Caregiving Among Young Old Europeans” vuole analizzare gli effetti delle scelte occupazionali sull’assistenza informale. Negli ultimi anni molte nazioni europee hanno adottato riforme pensionistiche per posticipare l’età pensionabile. Questo può abbassare il potenziale di assistenza informale fornito dai giovani anziani. Usando dati europei SHARE studio l’effetto delle scelte occupazionali sull’assistenza informale, sia in termini probabilistici che di tempo, tenendo in considerazione la possibilità della formazione di un nucleo familiare tra fornitore di assistenza e potenziale ricevente. Quattro diversi tipi di destinatari di assistenza sono individuati: i genitori, i nipoti, i figli adulti e altre persone che vivono al di fuori del nucleo familiare. Le scelte occupazionali sono considerate come binarie: partecipazione o non nel mercato del lavoro. Le donne che non hanno mai lavorato sono distinte da quelle che hanno lavorato in passato, perché la scelta di non entrare mai nel mercato del lavoro è una decisione fatta in un lontano passato per donne con più di 50 anni e la scelta è più legata a preferenze familiari. L’endogeneità delle scelte occupazionali è controllata usando la potenziale idoneità a ricevere una pensione pubblica basandosi sulle riforme pensionistiche. I risultati mostrano che c’è un effetto positivo dell’essere non occupato nel risiedere con un genitore o con i figli maggiorenni, nel fornire assistenza informale, specialmente da parte delle donne e per badare ai nipoti. Il problema dell’endogeneità è particolarmente rilevante per le donne, come è importante considerare la possibilità di risiedere con il potenziale assistito come una scelta alternativa rispetto al fornire assistenza informale al di fuori del proprio nucleo familiare. Inoltre, le famiglie con una donna che non ha mai lavorato forniscono più assistenza all’interno della famiglia e le donne sono solitamente coloro che si specializzano in questo tipo di compito. Una simulazione di una riforma pensionistica che considera l’incremento di un anno dell’età pensionabile, basata sui parametri stimati, suggerisce che la domanda di assistenza formale potrebbe aumentare parecchio, ma in misura inferiore in quegli stati europei che adottano e permettono maggiormente l’utilizzo di politiche d’orario flessibili per i giovani anziani. Il terzo capitolo si intitola “Estimating the Intertemporal Elasticity of Substitution on error-ridden micro data” ed è basato su un lavoro congiunto con Guglielmo Weber. Nello studio stimiamo l’Elasticità di Sostituzione Intertemporale (ESI) utilizzando dati italiani SHIW (Banca d’Italia). I dati sul consumo nell’indagine SHIW sono raccolti con domande di richiamo che sono affette da problemi di arrotondamento e concentrazione. L’errore di misura non è classico. Per trattare il problema di arrotondamento e concentrazione applichiamo una tecnica di imputazione multipla proposta da Heitjan e Rubin (1990), seguendo Battistin et al.(2003), per modellare il processo di arrotondamento e imputare la vera spesa per il consumo. Riguardo alla tecnica, proponiamo anche un’estensione per considerare la caratteristica longitudinale dei dati. L’equazione di Eulero è poi stimata con quattro diversi stimatori: una versione log-linearizzata, il classico stimatore GMM, e due stimatori GMM proposti da Alan et al. (2009) che considerano entrambi un errore di misura classico, il primo più efficiente (GMM-K) e il secondo più robusto (GMM-D). Nei modelli stimati mostriamo che gli stimatori EGMM e GMM-K producono stime non plausibili dell’ESI quando vengono utilizzati i dati riportati. Invece quando vengono usate le imputazioni multiple sul consumo non durevole, lo stimatore GMM-K produce stime plausibili, in linea con la recente letteratura basata sui dati micro (nell’intervallo 0.5-0.8), e i vincoli di sovraidentificazione non vengono rifiutati, almeno se si considera solamente un campione di coppie. Le stime dei parametri utilizzando la versione log-linearizzata e lo stimatore GMM-D si rivelano simili rispetto a ciò che viene ottenuto utilizzando il metodo precedente, però in modo meno preciso, e a prescindere dall’utilizzo dei valori riportati o imputati sul consumo.

Three Essays in Economics of Ageing

FIUME, ALESSIO
2014

Abstract

Questa tesi è una raccolta di tre saggi sull’economia dell’invecchiamento. L’argomento di ricerca dei primi due capitoli è motivato dalla volontà di studiare gli effetti della recente crisi finanziaria sul comportamento di risparmio delle famiglie e il possibile effetto delle recenti riforme pensionistiche, applicate in varie nazioni europee, sull’assistenza informale. Invece il terzo capitolo utilizza un approccio statistico per trattare il problema dell’errore di misura non classico riscontrato nei dati interessati da problemi di arrotondamento e concentrazione. Nonostante il capitolo non sia strettamente legato al tema dell’economia dell’invecchiamento, l’applicazione di questa tecnica può essere utile per risolvere problemi di errore di misura non classico che si possono riscontrare anche in variabili sulla salute, per esempio il numero riportato di giorni trascorsi in ospedale o le spese sanitarie, valori che possono essere influenzati da questo tipo di arrotondamento. Il primo capitolo titolato “How the Experience in Financial Stock Markets Affect Stockholding and Portfolio Choice” vuole analizzare gli effetti nel lungo periodo delle crisi finanziarie sulla partecipazione nel mercato azionario da parte delle famiglie. Nell’ultima decade i mercati finanziari sono stati interessati da diversi movimenti negativi, ma nel lungo periodo si suppone che i titoli azionari diano un premio rispetto ad altri strumenti finanziari meno rischiosi. Un’analisi sui passati rendimenti dell’indice borsistico tedesco (DAX) conferma quest’idea. Investire nei mercati azionari avrebbe potuto essere una grande opportunità ma molte famiglie europee non partecipano e non hanno mai investito nel mercato. Inoltre se l’aver sperimentato un rendimento negativo del mercato ha effetti nel lungo periodo, possiamo aspettarci una ancor più bassa partecipazione nel mercato di quella che già c’era prima della crisi. Con un approccio di finanza comportamentale, assumo che ci possano essere degli anni finanziari “impressionabili” e considero due tipi di esperienza con i mercati finanziari: un’esperienza potenziale e una attuale. L’esperienza potenziale è definita come il rendimento del mercato finanziario nel periodo in cui si inizia a risparmiare per la pensione come viene predetto dal modello standard sul ciclo vitale (dopo i 40 anni), l’esperienza attuale è definita come il rendimento del mercato finanziario osservato dopo il primo investimento in titoli azionari. Utilizzando dati europei SHARE e SHARELIFE, trovo evidenza riguardo alla presenza di anni finanziari impressionabili. Quando l’esperienza potenziale viene considerata, si trova evidenza empirica anche per la presenza di avversione miope ad una perdita o alla perdita rispetto ad un guadagno certo: gli individui che sono stati interessati da periodi negativi del mercato quando ci si aspetta che avessero iniziato a risparmiare per la pensione hanno maggior probabilità di restare fuori dal mercato. Un comportamento miope viene riscontrato anche per l’esperienza attuale: gli investitori che hanno avuto una buona (cattiva) esperienza con il mercato azionario entro i tre anni successivi al primo investimento hanno una maggiore (minore) probabilità di partecipare nei mercati finanziari più tardi nel corso della vita, mantenendo una quota azionaria nel loro portafoglio. I risultati inoltre suggeriscono che molte famiglie europee potrebbero aver investito in azioni per proteggersi dall’inflazione. Il secondo capitolo titolato “Occupational Choices and Informal Caregiving Among Young Old Europeans” vuole analizzare gli effetti delle scelte occupazionali sull’assistenza informale. Negli ultimi anni molte nazioni europee hanno adottato riforme pensionistiche per posticipare l’età pensionabile. Questo può abbassare il potenziale di assistenza informale fornito dai giovani anziani. Usando dati europei SHARE studio l’effetto delle scelte occupazionali sull’assistenza informale, sia in termini probabilistici che di tempo, tenendo in considerazione la possibilità della formazione di un nucleo familiare tra fornitore di assistenza e potenziale ricevente. Quattro diversi tipi di destinatari di assistenza sono individuati: i genitori, i nipoti, i figli adulti e altre persone che vivono al di fuori del nucleo familiare. Le scelte occupazionali sono considerate come binarie: partecipazione o non nel mercato del lavoro. Le donne che non hanno mai lavorato sono distinte da quelle che hanno lavorato in passato, perché la scelta di non entrare mai nel mercato del lavoro è una decisione fatta in un lontano passato per donne con più di 50 anni e la scelta è più legata a preferenze familiari. L’endogeneità delle scelte occupazionali è controllata usando la potenziale idoneità a ricevere una pensione pubblica basandosi sulle riforme pensionistiche. I risultati mostrano che c’è un effetto positivo dell’essere non occupato nel risiedere con un genitore o con i figli maggiorenni, nel fornire assistenza informale, specialmente da parte delle donne e per badare ai nipoti. Il problema dell’endogeneità è particolarmente rilevante per le donne, come è importante considerare la possibilità di risiedere con il potenziale assistito come una scelta alternativa rispetto al fornire assistenza informale al di fuori del proprio nucleo familiare. Inoltre, le famiglie con una donna che non ha mai lavorato forniscono più assistenza all’interno della famiglia e le donne sono solitamente coloro che si specializzano in questo tipo di compito. Una simulazione di una riforma pensionistica che considera l’incremento di un anno dell’età pensionabile, basata sui parametri stimati, suggerisce che la domanda di assistenza formale potrebbe aumentare parecchio, ma in misura inferiore in quegli stati europei che adottano e permettono maggiormente l’utilizzo di politiche d’orario flessibili per i giovani anziani. Il terzo capitolo si intitola “Estimating the Intertemporal Elasticity of Substitution on error-ridden micro data” ed è basato su un lavoro congiunto con Guglielmo Weber. Nello studio stimiamo l’Elasticità di Sostituzione Intertemporale (ESI) utilizzando dati italiani SHIW (Banca d’Italia). I dati sul consumo nell’indagine SHIW sono raccolti con domande di richiamo che sono affette da problemi di arrotondamento e concentrazione. L’errore di misura non è classico. Per trattare il problema di arrotondamento e concentrazione applichiamo una tecnica di imputazione multipla proposta da Heitjan e Rubin (1990), seguendo Battistin et al.(2003), per modellare il processo di arrotondamento e imputare la vera spesa per il consumo. Riguardo alla tecnica, proponiamo anche un’estensione per considerare la caratteristica longitudinale dei dati. L’equazione di Eulero è poi stimata con quattro diversi stimatori: una versione log-linearizzata, il classico stimatore GMM, e due stimatori GMM proposti da Alan et al. (2009) che considerano entrambi un errore di misura classico, il primo più efficiente (GMM-K) e il secondo più robusto (GMM-D). Nei modelli stimati mostriamo che gli stimatori EGMM e GMM-K producono stime non plausibili dell’ESI quando vengono utilizzati i dati riportati. Invece quando vengono usate le imputazioni multiple sul consumo non durevole, lo stimatore GMM-K produce stime plausibili, in linea con la recente letteratura basata sui dati micro (nell’intervallo 0.5-0.8), e i vincoli di sovraidentificazione non vengono rifiutati, almeno se si considera solamente un campione di coppie. Le stime dei parametri utilizzando la versione log-linearizzata e lo stimatore GMM-D si rivelano simili rispetto a ciò che viene ottenuto utilizzando il metodo precedente, però in modo meno preciso, e a prescindere dall’utilizzo dei valori riportati o imputati sul consumo.
28-lug-2014
Inglese
stock market participation, recession, scarring effect, myopic behaviour, informal care, occupational choices, pension eligibility, caregiving to parents, caregiving to grandchildren, intertemporal substitution of consumption, multiple imputations, heaping and rounding, non-classical measurement error
WEBER, GUGLIELMO
BRUNELLO, GIORGIO
Università degli studi di Padova
206
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-84736