La psicologia dei costrutti personali (PCP), formulata da George Kelly nel 1955, non prevede, nella sua formulazione originaria una teoria sistematica dello sviluppo. Vari autori si sono occupati di fornire delle elaborazioni sul tema (Walker, 2009; Jablonski & Lester, 2008; Mancuso, 2003; Chiari et al, 1998; Adams-Webber & Neff, 1996; Vaughn & Pfenninger, 1994; Salmon, 1970/1984), ma pochi si sono concentrati, in particolare, sul periodo dell’adolescenza. Si ipotizza che alcune caratteristiche della PCP possano rendere particolarmente interessante l’applicazione di questo approccio nell’ambito della psicologia dello sviluppo e del lavoro con gli adolescenti. La presente ricerca si propone di apportare un contributo al dibattito sulle applicazioni della PCP all’adolescenza, proponendosi, nello specifico, di formulare una possibile costruzione dell’adolescenza in termini PCP e di esplorare risorse e limiti di questo approccio nel lavoro con gli adolescenti. Sono individuati due livelli di analisi. Il primo fa riferimento ad una costruzione PCP dell’adolescenza, intesa come età della vita in generale. Tramite una scheda online vengono raccolti i contributi sul tema di 109 professionisti, clinici e ricercatori, formati secondo l’approccio della PCP. Le risposte fornite vengono sistematizzate tramite analisi tematica (Braun & Clarke, 2006) e riassunte in due modelli che suggeriscono una costruzione PCP dell’adolescenza e dei processi di costruzione del sé, aspetto comunemente considerato cruciale in questa età della vita (Palmonari, 2011, de Wit & van der Veer, 1993). Le risposte dei partecipanti evidenziano, inoltre, quali sono, a loro avviso, le caratteristiche della teoria che rappresentano dei limiti e delle risorse nel lavorare con gli adolescenti. Il secondo livello di analisi si interessa, invece, di esplorare processi di costruzione del sé degli adolescenti in un contesto particolare, quali le comunità socio-educative. Sono prese in considerazione tre strutture residenziali per adolescenti: una maschile, una femminile e una mista. Qui vengono condotte 44 interviste (18 accolti, 26 operatori) secondo la tecnica delle Griglie di repertorio (Kelly, 1955). I costrutti emersi dalle interviste vengono codificati tramite una versione adattata del Sistema di Categorie di Contenuto dei Costrutti personali (Feixas, Pizzonia & Dada, 2010). Dai risultati emersi si evidenziano alcuni aspetti distintivi di ciascun contesto e se ne ipotizzano le implicazioni sul tipo di sperimentazioni, relative alla propria costruzione del sé, che gli accolti scelgono di intraprendere. Alla luce di quanto emerso nella prima parte della ricerca, si sottolinea, in particolare, il ruolo delle dimensioni di dipendenza e del grado di lassità o strettezza del sistema di costrutti della comunità. Vengono quindi evidenziati alcuni risvolti applicativi, i limiti della ricerca e le ipotesi per futuri sviluppi
Psicologia dei costrutti personali e adolescenza: Sviluppi teorici e analisi empiriche
BRIDI, SUSAN
2016
Abstract
La psicologia dei costrutti personali (PCP), formulata da George Kelly nel 1955, non prevede, nella sua formulazione originaria una teoria sistematica dello sviluppo. Vari autori si sono occupati di fornire delle elaborazioni sul tema (Walker, 2009; Jablonski & Lester, 2008; Mancuso, 2003; Chiari et al, 1998; Adams-Webber & Neff, 1996; Vaughn & Pfenninger, 1994; Salmon, 1970/1984), ma pochi si sono concentrati, in particolare, sul periodo dell’adolescenza. Si ipotizza che alcune caratteristiche della PCP possano rendere particolarmente interessante l’applicazione di questo approccio nell’ambito della psicologia dello sviluppo e del lavoro con gli adolescenti. La presente ricerca si propone di apportare un contributo al dibattito sulle applicazioni della PCP all’adolescenza, proponendosi, nello specifico, di formulare una possibile costruzione dell’adolescenza in termini PCP e di esplorare risorse e limiti di questo approccio nel lavoro con gli adolescenti. Sono individuati due livelli di analisi. Il primo fa riferimento ad una costruzione PCP dell’adolescenza, intesa come età della vita in generale. Tramite una scheda online vengono raccolti i contributi sul tema di 109 professionisti, clinici e ricercatori, formati secondo l’approccio della PCP. Le risposte fornite vengono sistematizzate tramite analisi tematica (Braun & Clarke, 2006) e riassunte in due modelli che suggeriscono una costruzione PCP dell’adolescenza e dei processi di costruzione del sé, aspetto comunemente considerato cruciale in questa età della vita (Palmonari, 2011, de Wit & van der Veer, 1993). Le risposte dei partecipanti evidenziano, inoltre, quali sono, a loro avviso, le caratteristiche della teoria che rappresentano dei limiti e delle risorse nel lavorare con gli adolescenti. Il secondo livello di analisi si interessa, invece, di esplorare processi di costruzione del sé degli adolescenti in un contesto particolare, quali le comunità socio-educative. Sono prese in considerazione tre strutture residenziali per adolescenti: una maschile, una femminile e una mista. Qui vengono condotte 44 interviste (18 accolti, 26 operatori) secondo la tecnica delle Griglie di repertorio (Kelly, 1955). I costrutti emersi dalle interviste vengono codificati tramite una versione adattata del Sistema di Categorie di Contenuto dei Costrutti personali (Feixas, Pizzonia & Dada, 2010). Dai risultati emersi si evidenziano alcuni aspetti distintivi di ciascun contesto e se ne ipotizzano le implicazioni sul tipo di sperimentazioni, relative alla propria costruzione del sé, che gli accolti scelgono di intraprendere. Alla luce di quanto emerso nella prima parte della ricerca, si sottolinea, in particolare, il ruolo delle dimensioni di dipendenza e del grado di lassità o strettezza del sistema di costrutti della comunità. Vengono quindi evidenziati alcuni risvolti applicativi, i limiti della ricerca e le ipotesi per futuri sviluppiFile | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/85138
URN:NBN:IT:UNIPD-85138