Introduzione La leucemia mieloide cronica (LMC) è una neoplasia mielodisplastica che rappresenta circa il 15% di tutti i casi di leucemia negli adulti. Il trattamento della LMC è principalmente basato sui farmaci inibitori della tirosin chinasi (TKI); in particolare, i TKI attualmente approvati per il trattamento dei pazienti di nuova diagnosi sono l'imatinib e i TKI di seconda generazione quali dasatinib e nilotinib. Complessivamente, questi farmaci hanno radicalmente modificato la naturale progressione della patologia, prolungando significativamente la sopravvivenza di questi pazienti. Alla luce della progressiva cronicizzazione della LMC, i dati provenienti da trials clinici condotti su brevi periodi di studio risultano inadeguati nella valutazione di outcome a lungo termine. All'alba della commercializzazione dell'imatinib generico, questa tesi si propone di esaminare il management della LMC nella reale pratica clinica, focalizzando l'attenzione sull'effectiveness dei trattamenti, sull'occorrenza di switch terapeutici e sugli effetti avversi (EA). Metodi E'stato condotto uno studio di coorte retrospettivo sui pazienti affetti da LMC e seguiti presso l'Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, distretto di Treviso (Regione del Veneto, Italia), nel periodo compreso tra il 2005 e il 2015. I dati sono stati ottenuti integrando i flussi amministrativi e le informazioni contenute nei diari clinici di reparto. Il pattern terapeutico è stato valutato separatamente a seconda della fase di esordio della LMC, considerando il trattamento di prima linea, l'eventuale occorrenza di switch terapeutici e la relativa motivazione. Per i pazienti esorditi in fase cronica (FC), è stata inoltre valutata l'effectiveness dei diversi TKI prescritti in prima linea, impiegando un approccio intention-to-treat, e considerando il raggiungimento della risposta ematologica completa, citogenetica completa, e molecolare maggiore e completa. Il verificarsi di EAs è stato comparato tra i diversi TKI prescritti in prima linea. Tutte le analisi statistiche sono state condotte impiegando il software STATA versione 14. Risultati La coorte in esame comprendeva 119 soggetti affetti da LMC. La maggior parte era esordita in FC (n=97). Il 60% dei soggetti risultava asintomatico al momento della diagnosi; anche quando presenti, i sintomi erano principalmente aspecifici. L'imatimib era il farmaco di prima linea maggiormente usato nei soggetti in CP (n=73), mentre tra i TKI di seconda generazione solamente il nilotinib era impiegato in prima linea. Il nilotinib risultava più efficace dell'imatinib sia nell'indurre il raggiungimento di risposte profonde sia in termini di switch. Infatti, 28 pazienti esorditi in FC e trattati con imatinib erano andati incontro ad uno switch terapeutico, principalmente a causa di intolleranza al trattamento. Al contrario, non si riscontravano casi di switch tra i pazienti in FC trattati con nilotinib in prima linea. Gli EAs erano comuni; in particolare, il dolore osteoarticolare risultava significativamente più frequente nei soggetti in FC trattati con imatinib rispetto a nilotinib (50 su 73 soggetti in imatinib vs 2 su 8 soggetti in nilotinib, rispettivamente; p=0.02). Conclusioni Nonostante l'esigua coorte di soggetti in esame, questo studio ha messo in luce l'importanza di un'accurata scelta del trattamento farmacologico nei soggetti con nuova diagnosi di LMC, al fine di garantire un rapido controllo della patologia. I risultati di questo studio indicano una superiorità del nilotinib come terapia di prima linea nei soggetti con LMC in FC, in termini di effectiveness, di switch terapeutici, e di occorrenza di EAs. Nonostante questi dati siano a favore di un maggior uso di nilotinib in prima linea, i risultati di questo studio mostrano un ruolo ancora centrale dell'imatinib come trattamento di prima scelta nei soggetti in FC, riservando la terapia con nilotinib ai casi di intolleranza o resistenza all'imatinib. Inoltre, questo studio evidenzia come gli EAs rimangono un problema centrale nella gestione dei soggetti con LMC, sottolineando l'importanza di un attento monitoraggio di questi pazienti. Un'accurata valutazione economica risulta di cruciale importanza al fine di determinare il pattern di trattamento più costo-efficace, alla luce dell'alto costo di questi farmaci.

Valutazione del management del paziente affetto da leucemia mieloide cronica nella pratica clinica dell'Azienda ULSS 2 marca trevigiana, distretto di Treviso Evaluation of the management of patients affected by chronic myeloid leukemia in the clinical practice of the Health Authority n.2 Marca Trevigiana, Distric of Treviso

BETTIOL, ALESSANDRA
2018

Abstract

Introduzione La leucemia mieloide cronica (LMC) è una neoplasia mielodisplastica che rappresenta circa il 15% di tutti i casi di leucemia negli adulti. Il trattamento della LMC è principalmente basato sui farmaci inibitori della tirosin chinasi (TKI); in particolare, i TKI attualmente approvati per il trattamento dei pazienti di nuova diagnosi sono l'imatinib e i TKI di seconda generazione quali dasatinib e nilotinib. Complessivamente, questi farmaci hanno radicalmente modificato la naturale progressione della patologia, prolungando significativamente la sopravvivenza di questi pazienti. Alla luce della progressiva cronicizzazione della LMC, i dati provenienti da trials clinici condotti su brevi periodi di studio risultano inadeguati nella valutazione di outcome a lungo termine. All'alba della commercializzazione dell'imatinib generico, questa tesi si propone di esaminare il management della LMC nella reale pratica clinica, focalizzando l'attenzione sull'effectiveness dei trattamenti, sull'occorrenza di switch terapeutici e sugli effetti avversi (EA). Metodi E'stato condotto uno studio di coorte retrospettivo sui pazienti affetti da LMC e seguiti presso l'Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, distretto di Treviso (Regione del Veneto, Italia), nel periodo compreso tra il 2005 e il 2015. I dati sono stati ottenuti integrando i flussi amministrativi e le informazioni contenute nei diari clinici di reparto. Il pattern terapeutico è stato valutato separatamente a seconda della fase di esordio della LMC, considerando il trattamento di prima linea, l'eventuale occorrenza di switch terapeutici e la relativa motivazione. Per i pazienti esorditi in fase cronica (FC), è stata inoltre valutata l'effectiveness dei diversi TKI prescritti in prima linea, impiegando un approccio intention-to-treat, e considerando il raggiungimento della risposta ematologica completa, citogenetica completa, e molecolare maggiore e completa. Il verificarsi di EAs è stato comparato tra i diversi TKI prescritti in prima linea. Tutte le analisi statistiche sono state condotte impiegando il software STATA versione 14. Risultati La coorte in esame comprendeva 119 soggetti affetti da LMC. La maggior parte era esordita in FC (n=97). Il 60% dei soggetti risultava asintomatico al momento della diagnosi; anche quando presenti, i sintomi erano principalmente aspecifici. L'imatimib era il farmaco di prima linea maggiormente usato nei soggetti in CP (n=73), mentre tra i TKI di seconda generazione solamente il nilotinib era impiegato in prima linea. Il nilotinib risultava più efficace dell'imatinib sia nell'indurre il raggiungimento di risposte profonde sia in termini di switch. Infatti, 28 pazienti esorditi in FC e trattati con imatinib erano andati incontro ad uno switch terapeutico, principalmente a causa di intolleranza al trattamento. Al contrario, non si riscontravano casi di switch tra i pazienti in FC trattati con nilotinib in prima linea. Gli EAs erano comuni; in particolare, il dolore osteoarticolare risultava significativamente più frequente nei soggetti in FC trattati con imatinib rispetto a nilotinib (50 su 73 soggetti in imatinib vs 2 su 8 soggetti in nilotinib, rispettivamente; p=0.02). Conclusioni Nonostante l'esigua coorte di soggetti in esame, questo studio ha messo in luce l'importanza di un'accurata scelta del trattamento farmacologico nei soggetti con nuova diagnosi di LMC, al fine di garantire un rapido controllo della patologia. I risultati di questo studio indicano una superiorità del nilotinib come terapia di prima linea nei soggetti con LMC in FC, in termini di effectiveness, di switch terapeutici, e di occorrenza di EAs. Nonostante questi dati siano a favore di un maggior uso di nilotinib in prima linea, i risultati di questo studio mostrano un ruolo ancora centrale dell'imatinib come trattamento di prima scelta nei soggetti in FC, riservando la terapia con nilotinib ai casi di intolleranza o resistenza all'imatinib. Inoltre, questo studio evidenzia come gli EAs rimangono un problema centrale nella gestione dei soggetti con LMC, sottolineando l'importanza di un attento monitoraggio di questi pazienti. Un'accurata valutazione economica risulta di cruciale importanza al fine di determinare il pattern di trattamento più costo-efficace, alla luce dell'alto costo di questi farmaci.
12-gen-2018
Inglese
leucemia mieloide cronica; reale pratica clinica; imatinib; nilotinib chronic myeloid leukemia; real clinical practice; imatinib; nilotinib
GIUSTI, PIETRO
Università degli studi di Padova
111
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/85739
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-85739