I tassi di morbilità e mortalità negli animali da rimonta sono spesso sottovalutati dagli allevatori di vacche da latte, nonostante il loro considerevole impatto sul benessere animale e sui profitti dell’azienda. Il periodo di maggior rischio per la salute dei vitelli si concentra nei primi mesi di vita. Poiché i vitelli nascono praticamente privi di anticorpi, essi devono assumere il colostro per poter acquisire la protezione immunitaria contro gli agenti patogeni. La non corretta somministrazione del colostro può comportare il fallimento del trasferimento dell’immunità passiva (FTPI), che è considerato uno dei principali fattori di rischio per la salute e la sopravvivenza dei vitelli. Nelle aziende di vacche da latte italiane, i tassi di mortalità del giovane bestiame e la prevalenza di FTPI non sono ben noti. Gli obiettivi di questa tesi sono stati la definizione di tali tassi e la valutazione dell’associazione tra diverse pratiche di colostratura e FTPI, e tra immunità passiva e salute dei vitelli. La mediana del tasso di mortalità negli allevamenti di vacche da latte è stata di 5% per gli animali di età <12 mesi, e di 0% per le manze tra i 12 e i 24 mesi di vita. Tuttavia, l’ampia variabilità tra le aziende (n = 95) ha rivelato, per entrambe le categorie di età, tassi di mortalità elevati in circa un terzo degli allevamenti. La percentuale complessiva dei vitelli con FTPI è stata del 41%, con una prevalenza aziendale generalmente elevata (>20% nel 71% dei 21 allevamenti indagati). Le pratiche di colostratura, in termini di tempo di somministrazione, quantità e qualità del primo pasto dopo la nascita, erano strettamente correlate alla concentrazione sierica di Ig dei vitelli, che aumentava in modo lineare al migliorare della gestione del colostro. La colostratura dei vitelli sotto la madre, con l’assistenza dell’allevatore, è risultata essere il metodo migliore di somministrazione del colostro in termini di trasferimento dell’immunità passiva. Tuttavia, questo metodo comporta un notevole stress alla separazione degli animali. L’uso di prodotti commerciali che integrano il colostro materno potrebbe essere utile per migliorare il trasferimento dell’immunità passiva nei vitelli. Tuttavia, il prodotto testato in questa tesi non è risultato efficace nella prevenzione di FTPI e patologie neonatali. Infine, è stata confermata l’importanza dell’immunità passiva per la salute del vitello, in particolare verso le diarree neonatali. In conclusione, la gestione del vitello neonato nelle aziende di vacche da latte italiane necessita di importanti miglioramenti, a partire dalla corretta somministrazione del colostro.

Management of newborn calves in italian dairy farms

LORA, ISABELLA
2017

Abstract

I tassi di morbilità e mortalità negli animali da rimonta sono spesso sottovalutati dagli allevatori di vacche da latte, nonostante il loro considerevole impatto sul benessere animale e sui profitti dell’azienda. Il periodo di maggior rischio per la salute dei vitelli si concentra nei primi mesi di vita. Poiché i vitelli nascono praticamente privi di anticorpi, essi devono assumere il colostro per poter acquisire la protezione immunitaria contro gli agenti patogeni. La non corretta somministrazione del colostro può comportare il fallimento del trasferimento dell’immunità passiva (FTPI), che è considerato uno dei principali fattori di rischio per la salute e la sopravvivenza dei vitelli. Nelle aziende di vacche da latte italiane, i tassi di mortalità del giovane bestiame e la prevalenza di FTPI non sono ben noti. Gli obiettivi di questa tesi sono stati la definizione di tali tassi e la valutazione dell’associazione tra diverse pratiche di colostratura e FTPI, e tra immunità passiva e salute dei vitelli. La mediana del tasso di mortalità negli allevamenti di vacche da latte è stata di 5% per gli animali di età <12 mesi, e di 0% per le manze tra i 12 e i 24 mesi di vita. Tuttavia, l’ampia variabilità tra le aziende (n = 95) ha rivelato, per entrambe le categorie di età, tassi di mortalità elevati in circa un terzo degli allevamenti. La percentuale complessiva dei vitelli con FTPI è stata del 41%, con una prevalenza aziendale generalmente elevata (>20% nel 71% dei 21 allevamenti indagati). Le pratiche di colostratura, in termini di tempo di somministrazione, quantità e qualità del primo pasto dopo la nascita, erano strettamente correlate alla concentrazione sierica di Ig dei vitelli, che aumentava in modo lineare al migliorare della gestione del colostro. La colostratura dei vitelli sotto la madre, con l’assistenza dell’allevatore, è risultata essere il metodo migliore di somministrazione del colostro in termini di trasferimento dell’immunità passiva. Tuttavia, questo metodo comporta un notevole stress alla separazione degli animali. L’uso di prodotti commerciali che integrano il colostro materno potrebbe essere utile per migliorare il trasferimento dell’immunità passiva nei vitelli. Tuttavia, il prodotto testato in questa tesi non è risultato efficace nella prevenzione di FTPI e patologie neonatali. Infine, è stata confermata l’importanza dell’immunità passiva per la salute del vitello, in particolare verso le diarree neonatali. In conclusione, la gestione del vitello neonato nelle aziende di vacche da latte italiane necessita di importanti miglioramenti, a partire dalla corretta somministrazione del colostro.
1-feb-2017
Inglese
vitello/calf, immunità passiva/passive immunity, colostroo/colostrum, salute/health
GOTTARDO, FLAVIANA
SCHIAVON, STEFANO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/86355
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-86355