Lo scopo e la struttura di questo lavoro sono duplici: un'analisi generale dello stato attuale del programma di ricerca evoluzionistico servirà come cornice concettuale per un'indagine in alcuni aspetti specifici di un campo di studi molto dibattuto: l'evoluzione del linguaggio. Questo caso di studio fungerà da arena di prova per testare gli strumenti esplicativi del programma di ricerca evoluzionistico per mostrare quale cornice concettuale sia più adatta a trattare alcuni problemi irrisolti associati al caso di studio selezionato. Questo lavoro sarà caratterizzato da un continuo rimbalzo tra tematiche specifiche riguardanti il livello esplicativo della biologia evoluzionistica (quali processi evolutivi sono all'opera, quali adattamenti morfologici, comportamentali e cognitivi) e un'analisi teorica di pertinenza del meta-livello d'analisi della filosofia della scienza (analisi terminologica e concettuale, meccanismi causali in gioco, evoluzione del programma di ricerca). Nella Prefazione tentiamo di delimitare la portata del lavoro, poiché il caso di studio scelto è caratterizzato da una forte interdisciplinarità. Nell'Introduzione forniamo una basilare ricostruzione storica del dibattito intorno all'evoluzione del linguaggio, partendo dai tempi di Darwin e Wallace e identificando alcuni concetti chiave che risulteranno utili nell'esplorazione del dibattito contemporaneo. Dopodiché ci spostiamo a identificare la struttura esplicativa comune di alcune ipotesi sull'evoluzione del linguaggio che sono state proposte nel corso degli anni mettendo in luce alcune limitazioni. Discutiamo anche la necessità di fornire una definizione adeguata dela facoltà del linguaggio, per potervi associare un'adeguata analisi evolutiva; prendiamo in considerazione la distinzione FLB – FLN e pure ne mettiamo in evidenza alcune limitazioni. In particolare mostriamo la difficoltà della cornice concettuale della Teoria Evoluzionistica Standard (TES) nell'integrare la dimensione culturale nelle spiegazioni per l'evoluzione del linguaggio. Sottolineiamo quindi l'importanza e la necessità di operare questo tipo di integrazione e sosteniamo che la cornice concettuale della Sintesi Evoluzionistica Estesa (SEE) fornisce una serie di strumenti esplicativi che sono meglio equipaggiati per affrontare questa problematica. Mostriamo quindi che un modello coevolutivo tra linguaggio e cultura cumulativa può risultare un percorso di ricerca promettente per integrare processi evolutivi biologici e culturali, cercando di appoggiare la nostra argomentazione a risultati di studi coevolutivi comparativi (l'ipotesi della spinta culturale). I tre capitoli centrali di questo lavoro sono costituiti da articoli indipendenti tra loro che sono stati scritti in stadi differenti. Ognuno di essi approfondisce uno specifico aspetto ma tutti e tre condividono l'intento comune di mostrare come la cornice concettuale della Sintesi Estesa possa venire messa all'opera adeguatamente. Il primo capitolo è dedicato a un'esplorazione dell'ipotesi dell'Auto-addomesticazione nell'evoluzione umana attraverso un'analisi di una selezione di esempi chiave che risultino rilevanti per l'evoluzione del linguaggio, avvenuti ne corso dell'evoluzione del genere Homo, come l'evoluzione dei tratti relativi ai tempi di sviluppo, l'allargamento delle dimensioni del gruppo sociale, un aumento della cooperazione tra individui, modifiche comportamentali e innovazioni (come l'uso del fuoco), modifiche eterocroniche che hanno condotto a un aumento della plasticità sinaptica. Viene sostenuto che un rilassamento delle pressioni selettive causato da attività di costruzione di nicchia può aver giocato un ruolo fondamentale sia nell'evoluzione umana sia nell'evoluzione del linguaggio. Nel secondo capitolo, gli esempi chiave presentati nel primo capitolo vengono analizzati attraverso le lenti della cornice concettuale della Sintesi Estesa. L'evoluzione del linguaggio è trattata come un problema aperto nel programma di ricerca evoluzionistico e viene mostrato come quattro fattori (costruzione di nicchia, ereditarietà inclusiva, plasticità fenotipica, bias di sviluppo) e due concetti (causalità reciproca, sviluppo costruzionista) possono venire sfruttati per ottenere una migliore comprensione dell'evoluzione umana e del linguaggio. Il terzo capitolo esplora uno specifico problema teorico associato al dibattito intorno alla SEE, ovvero la necessità di riconsiderare la distinzione tra cause prossime e cause remote nell'evoluzione. Infatti, si può alternativamente assumere che la trasmissione culturale, che opera al livello intermedio tra il livello ontogenetico e il livello filogenetico, possa essere o un meccanismo prossimo o un meccanismo remoto, ottenendo predizioni diverse con assunzioni diverse. Noi sosteniamo che assumere l'una o l'altra posizione conduce a due differenti prospettive su come l'evoluzione biologica e l'evoluzione culturale interagiscono. Sosteniamo una prospettiva integrazionista che permette di riconoscere il ruolo di causa ultima della cultura, in accordo con la cornice concettuale della SEE. Discutiamo anche le conseguenze di questo cambiamento concettuale e mostriamo come ciò possa gettar luce sul dibattito intorno ai ritmi dell'evoluzione del linguaggio (puntuazionismo e gradualismo). Nelle Conclusioni avanziamo qualche ulteriore proposta, due in particolare: prima trattiamo il linguaggio come una forma di insegnamento verbale e riesaminiamo l'ipotesi, presentata nei capitoli precedenti, secondo cui il linguaggio potrebbe essersi evoluto come forma di trasmissione culturale di alta precisione; poi discutiamo la proposta secondo cui il linguaggio può venire inteso come una transizione fondamentale dell'evoluzione e in particolare proponiamo di dividere questa transizione in due parti: la prima riguarda l'evoluzione delle capacità per la cultura cumulativa, la seconda riguarda l'evoluzione del linguaggio; queste due parti potrebbero condividere un comune processo evolutivo alla loro base e suggeriamo che questo possa venire identificato nella versione estesa del principio di “assimilazione-allungamento”, che presentiamo nelle conclusioni, discutendone anche possibili future direzioni. Infine, concludiamo sostenendo che i modelli di coevoluzione geni-culutra stanno rivelando la loro fecondità non solo nel gettare luce sull'evoluzione umana, ma anche su altre specie sociali, e la cornice concettuale della SEE fornisce un insieme di strumenti esplicativi che risultano appropriati per trattare queste problematiche.

An updated evolutionary research programme for the co-evolution of language and cumulative culture

SUMAN, FRANCESCO
2017

Abstract

Lo scopo e la struttura di questo lavoro sono duplici: un'analisi generale dello stato attuale del programma di ricerca evoluzionistico servirà come cornice concettuale per un'indagine in alcuni aspetti specifici di un campo di studi molto dibattuto: l'evoluzione del linguaggio. Questo caso di studio fungerà da arena di prova per testare gli strumenti esplicativi del programma di ricerca evoluzionistico per mostrare quale cornice concettuale sia più adatta a trattare alcuni problemi irrisolti associati al caso di studio selezionato. Questo lavoro sarà caratterizzato da un continuo rimbalzo tra tematiche specifiche riguardanti il livello esplicativo della biologia evoluzionistica (quali processi evolutivi sono all'opera, quali adattamenti morfologici, comportamentali e cognitivi) e un'analisi teorica di pertinenza del meta-livello d'analisi della filosofia della scienza (analisi terminologica e concettuale, meccanismi causali in gioco, evoluzione del programma di ricerca). Nella Prefazione tentiamo di delimitare la portata del lavoro, poiché il caso di studio scelto è caratterizzato da una forte interdisciplinarità. Nell'Introduzione forniamo una basilare ricostruzione storica del dibattito intorno all'evoluzione del linguaggio, partendo dai tempi di Darwin e Wallace e identificando alcuni concetti chiave che risulteranno utili nell'esplorazione del dibattito contemporaneo. Dopodiché ci spostiamo a identificare la struttura esplicativa comune di alcune ipotesi sull'evoluzione del linguaggio che sono state proposte nel corso degli anni mettendo in luce alcune limitazioni. Discutiamo anche la necessità di fornire una definizione adeguata dela facoltà del linguaggio, per potervi associare un'adeguata analisi evolutiva; prendiamo in considerazione la distinzione FLB – FLN e pure ne mettiamo in evidenza alcune limitazioni. In particolare mostriamo la difficoltà della cornice concettuale della Teoria Evoluzionistica Standard (TES) nell'integrare la dimensione culturale nelle spiegazioni per l'evoluzione del linguaggio. Sottolineiamo quindi l'importanza e la necessità di operare questo tipo di integrazione e sosteniamo che la cornice concettuale della Sintesi Evoluzionistica Estesa (SEE) fornisce una serie di strumenti esplicativi che sono meglio equipaggiati per affrontare questa problematica. Mostriamo quindi che un modello coevolutivo tra linguaggio e cultura cumulativa può risultare un percorso di ricerca promettente per integrare processi evolutivi biologici e culturali, cercando di appoggiare la nostra argomentazione a risultati di studi coevolutivi comparativi (l'ipotesi della spinta culturale). I tre capitoli centrali di questo lavoro sono costituiti da articoli indipendenti tra loro che sono stati scritti in stadi differenti. Ognuno di essi approfondisce uno specifico aspetto ma tutti e tre condividono l'intento comune di mostrare come la cornice concettuale della Sintesi Estesa possa venire messa all'opera adeguatamente. Il primo capitolo è dedicato a un'esplorazione dell'ipotesi dell'Auto-addomesticazione nell'evoluzione umana attraverso un'analisi di una selezione di esempi chiave che risultino rilevanti per l'evoluzione del linguaggio, avvenuti ne corso dell'evoluzione del genere Homo, come l'evoluzione dei tratti relativi ai tempi di sviluppo, l'allargamento delle dimensioni del gruppo sociale, un aumento della cooperazione tra individui, modifiche comportamentali e innovazioni (come l'uso del fuoco), modifiche eterocroniche che hanno condotto a un aumento della plasticità sinaptica. Viene sostenuto che un rilassamento delle pressioni selettive causato da attività di costruzione di nicchia può aver giocato un ruolo fondamentale sia nell'evoluzione umana sia nell'evoluzione del linguaggio. Nel secondo capitolo, gli esempi chiave presentati nel primo capitolo vengono analizzati attraverso le lenti della cornice concettuale della Sintesi Estesa. L'evoluzione del linguaggio è trattata come un problema aperto nel programma di ricerca evoluzionistico e viene mostrato come quattro fattori (costruzione di nicchia, ereditarietà inclusiva, plasticità fenotipica, bias di sviluppo) e due concetti (causalità reciproca, sviluppo costruzionista) possono venire sfruttati per ottenere una migliore comprensione dell'evoluzione umana e del linguaggio. Il terzo capitolo esplora uno specifico problema teorico associato al dibattito intorno alla SEE, ovvero la necessità di riconsiderare la distinzione tra cause prossime e cause remote nell'evoluzione. Infatti, si può alternativamente assumere che la trasmissione culturale, che opera al livello intermedio tra il livello ontogenetico e il livello filogenetico, possa essere o un meccanismo prossimo o un meccanismo remoto, ottenendo predizioni diverse con assunzioni diverse. Noi sosteniamo che assumere l'una o l'altra posizione conduce a due differenti prospettive su come l'evoluzione biologica e l'evoluzione culturale interagiscono. Sosteniamo una prospettiva integrazionista che permette di riconoscere il ruolo di causa ultima della cultura, in accordo con la cornice concettuale della SEE. Discutiamo anche le conseguenze di questo cambiamento concettuale e mostriamo come ciò possa gettar luce sul dibattito intorno ai ritmi dell'evoluzione del linguaggio (puntuazionismo e gradualismo). Nelle Conclusioni avanziamo qualche ulteriore proposta, due in particolare: prima trattiamo il linguaggio come una forma di insegnamento verbale e riesaminiamo l'ipotesi, presentata nei capitoli precedenti, secondo cui il linguaggio potrebbe essersi evoluto come forma di trasmissione culturale di alta precisione; poi discutiamo la proposta secondo cui il linguaggio può venire inteso come una transizione fondamentale dell'evoluzione e in particolare proponiamo di dividere questa transizione in due parti: la prima riguarda l'evoluzione delle capacità per la cultura cumulativa, la seconda riguarda l'evoluzione del linguaggio; queste due parti potrebbero condividere un comune processo evolutivo alla loro base e suggeriamo che questo possa venire identificato nella versione estesa del principio di “assimilazione-allungamento”, che presentiamo nelle conclusioni, discutendone anche possibili future direzioni. Infine, concludiamo sostenendo che i modelli di coevoluzione geni-culutra stanno rivelando la loro fecondità non solo nel gettare luce sull'evoluzione umana, ma anche su altre specie sociali, e la cornice concettuale della SEE fornisce un insieme di strumenti esplicativi che risultano appropriati per trattare queste problematiche.
31-gen-2017
Inglese
language evolution; evolutionary research programme; Evolutionary Extended Synthesis; gene-culture co-evolution; cultural evolution; Self-domestication hypothesis; relaxed selection; niche construction; reciprocal causation. evoluzione del linguaggio; programma di ricerca evoluzionistico; Sintesi Estesa; coevoluzione geni-cultura; evoluzione culturale; ipotesi dell'Auto-addomesticazione; selezione rilassata; costruzione di nicchia; causalità reciproca
PIEVANI, DIETELMO
BERNARDI, PAOLO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/86731
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-86731