Si propone in questa sede l’edizione critica di un inedito e integrale volgarizzamento dell’Achilleide di Stazio, noto, ad oggi, soltanto attraverso due testimoni, custoditi l’uno a Firenze, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, e l’altro a Modena, presso la Biblioteca Estense. Di un volgarizzamento dell’incompiuto poema staziano non si rintraccia alcuna notizia, con l’eccezione di tre contributi che recano soltanto isolata menzione dell’esistenza del testo. In entrambe le copie alla quasi completa traduzione dell’opera classica si aggiungono un proemio, un’esposizione dell’opera e, per l’esemplare estense, un’excursus inerente la genealogia delle divinità pagane e una breve descrizione delle singole religioni antecedenti il cristianesimo; la traduzione della lettera è a volte seguita, nei passi in cui il testo sembra presentare maggiori esigenze di chiarimento, da una sintetica illustrazione del significato del testo stesso. I due manoscritti recano una differente versione del volgarizzamento: la prima, in volgare fiorentino; la seconda (più completa e ricca), in volgare veneziano. La differente ampiezza della trattazione e la fisionomia linguistica, unite alle sostanziali e numerose differenze che intercorrono fra le due versioni dell’opera, hanno portato alla decisione di offrire due distinte edizioni, entrambe corredate da un apparato che, oltre a rendere notizia di quanto attestato dai manoscritti, per i singoli loci critici, propone il confronto con l’altro esemplare e, in ulteriore fascia, informazioni di carattere lessicale e lo studio della traduzione e del rapporto con l’originale latino. Nell’Introduzione si propongono le prime sintetiche e necessarie informazioni inerenti i caratteri testuali e la datazione dei testi, la ricostruzione sintetica della fortuna medievale e umanistica dell’Achilleide, lo studio del rapporti tra il nostro testo e la tradizione manoscritta dell’incompiuto poema staziano. Segue poi un capitolo dedicato a un minuto confronto tra le due versioni del testo; si esaminano pertanto, in chiave sinottica, i singoli indici, la presenza /assenza di capitoli o paragrafi dedicati a excursus storici o mitologici, le rispettive aggiunte o variazioni (corrispondenti o meno all’originale latino), i singoli errori in rapporto al testo staziano e, infine, le comuni omissioni. Si aggiungono alcuni approfondimenti in merito allo studio delle relazioni col testo dell’Achilleide, agli interventi traduttivi, alle variazioni e alle rese amplificate, rimandando all’apparato delle singole edizioni, che reca più dettagliata notizia di ogni singolo legame fra i testi. La certezza di un comune ascendente è proposta attraverso uno studio degli errori che concede, per la presenza di due coincidenti e significative lacune, di ipotizzare l’esistenza di un archetipo. A uno spazio dedicato allo studio di altri errori comuni (poligentici e non) seguono due tavole che riportano tutte quelle variae lectiones che si configurano come errate lezioni o omissioni singolari dei due manoscritti (scelta non necessaria, ma dettata dall’esigenza di favorire un più agile confronto tra due esemplari minutamente differenti nella loro parentela). La necessità di stabilire una ipotetica datazione della genesi e della stesura dei due testi ha condotto a due studi linguistici esemplati sul modello delle più recenti edizioni di testi volgarizzati. In particolare, per la versione tradita dal codice fiorentino, si è deciso di condurre un’analisi strutturando le indagini e l’esposizione in chiave diacronica, quindi esaminando i singoli fenomeni linguistici non appena in relazione alla loro natura fonetica, morfologica o sintattica, ma in rapporto al loro periodo di sviluppo e diffusione. All’informazione bibliografica e alla nota al testo segue, infine, un glossario redatto sulla base del testo veneziano, scelta dettata dalla minore diffusione di studi e repertori lessicali inerenti l’area veneto-veneziana e dalla presenza, nel testo volgare, di voci non ancora attestate.

Un inedito volgarizzamento dell'Achilleide di Stazio. Edizione critica e commento

SEGATO, MARIA
2016

Abstract

Si propone in questa sede l’edizione critica di un inedito e integrale volgarizzamento dell’Achilleide di Stazio, noto, ad oggi, soltanto attraverso due testimoni, custoditi l’uno a Firenze, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, e l’altro a Modena, presso la Biblioteca Estense. Di un volgarizzamento dell’incompiuto poema staziano non si rintraccia alcuna notizia, con l’eccezione di tre contributi che recano soltanto isolata menzione dell’esistenza del testo. In entrambe le copie alla quasi completa traduzione dell’opera classica si aggiungono un proemio, un’esposizione dell’opera e, per l’esemplare estense, un’excursus inerente la genealogia delle divinità pagane e una breve descrizione delle singole religioni antecedenti il cristianesimo; la traduzione della lettera è a volte seguita, nei passi in cui il testo sembra presentare maggiori esigenze di chiarimento, da una sintetica illustrazione del significato del testo stesso. I due manoscritti recano una differente versione del volgarizzamento: la prima, in volgare fiorentino; la seconda (più completa e ricca), in volgare veneziano. La differente ampiezza della trattazione e la fisionomia linguistica, unite alle sostanziali e numerose differenze che intercorrono fra le due versioni dell’opera, hanno portato alla decisione di offrire due distinte edizioni, entrambe corredate da un apparato che, oltre a rendere notizia di quanto attestato dai manoscritti, per i singoli loci critici, propone il confronto con l’altro esemplare e, in ulteriore fascia, informazioni di carattere lessicale e lo studio della traduzione e del rapporto con l’originale latino. Nell’Introduzione si propongono le prime sintetiche e necessarie informazioni inerenti i caratteri testuali e la datazione dei testi, la ricostruzione sintetica della fortuna medievale e umanistica dell’Achilleide, lo studio del rapporti tra il nostro testo e la tradizione manoscritta dell’incompiuto poema staziano. Segue poi un capitolo dedicato a un minuto confronto tra le due versioni del testo; si esaminano pertanto, in chiave sinottica, i singoli indici, la presenza /assenza di capitoli o paragrafi dedicati a excursus storici o mitologici, le rispettive aggiunte o variazioni (corrispondenti o meno all’originale latino), i singoli errori in rapporto al testo staziano e, infine, le comuni omissioni. Si aggiungono alcuni approfondimenti in merito allo studio delle relazioni col testo dell’Achilleide, agli interventi traduttivi, alle variazioni e alle rese amplificate, rimandando all’apparato delle singole edizioni, che reca più dettagliata notizia di ogni singolo legame fra i testi. La certezza di un comune ascendente è proposta attraverso uno studio degli errori che concede, per la presenza di due coincidenti e significative lacune, di ipotizzare l’esistenza di un archetipo. A uno spazio dedicato allo studio di altri errori comuni (poligentici e non) seguono due tavole che riportano tutte quelle variae lectiones che si configurano come errate lezioni o omissioni singolari dei due manoscritti (scelta non necessaria, ma dettata dall’esigenza di favorire un più agile confronto tra due esemplari minutamente differenti nella loro parentela). La necessità di stabilire una ipotetica datazione della genesi e della stesura dei due testi ha condotto a due studi linguistici esemplati sul modello delle più recenti edizioni di testi volgarizzati. In particolare, per la versione tradita dal codice fiorentino, si è deciso di condurre un’analisi strutturando le indagini e l’esposizione in chiave diacronica, quindi esaminando i singoli fenomeni linguistici non appena in relazione alla loro natura fonetica, morfologica o sintattica, ma in rapporto al loro periodo di sviluppo e diffusione. All’informazione bibliografica e alla nota al testo segue, infine, un glossario redatto sulla base del testo veneziano, scelta dettata dalla minore diffusione di studi e repertori lessicali inerenti l’area veneto-veneziana e dalla presenza, nel testo volgare, di voci non ancora attestate.
28-lug-2016
Italiano
Stazio, Achilleide, volgarizzamento, Andrea da Barberino / Statius, Achilleid, medieval vernacular translation
BALDASSARRI, GUIDO
Università degli studi di Padova
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/87056
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-87056