Scopo di questo progetto è lo studio di provenienza di ceramiche antiche rinvenute in alcuni siti archeologici del Sudan centrale, inteso come analisi sia delle materie prime locali che delle produzioni ceramiche. Nello specifico il lavoro è stato rivolto all’applicazione dell’analisi degli isotopi dello Stronzio (87Sr/86Sr) allo studio di manufatti ceramici che presentano impasti analoghi in termini di composizione petrografica e chimica di bulk, con la possibilità di utilizzare tale metodo per la determinazione della provenienza. I frammenti ceramici oggetto di studio provengono da diversi siti Mesolitici e Neolitici situati lungo il corso del Nilo che attraversa il Sudan centrale e in un’area posta ad ovest di questo, attraversata da uno dei suoi antichi affluenti. Il set di campioni analizzati include sia argille che ceramiche. Un totale di 29 argille è stato campionato tra il 2013 ed il 2014 coprendo una distanza di circa 1600 km, mentre nella campagna del 2015 ne sono state aggiunte sei, per un totale di 35 campioni geologici, tra argille, sabbie e rocce. Per quanto riguarda le ceramiche, dopo un confronto con l’archeologo Sandro Salvatori, per iniziare sono stati selezionati campioni provenienti dai siti di Al Khiday (16-D-5) appartenenti al periodo Mesolitico, decorati secondo uno stile ben distribuito nell’arco spazio-temporale relativo al Sudan Centrale (Rocker stamp dotted zigzag e Rocker stamp plain zigzag) e caratterizzati da impasto temperato a quarzo. Successivamente il set di campioni è stato ampliato aggiungendo ceramiche, sempre temperate a quarzo, appartenenti al periodo Neolitico provenienti sia dal medesimo sito di Al Khiday (16-D-5) che da altre zone in cui è stato rinvenuto lo stesso tipo di ceramica decorata con il medesimo motivo: la regione di Wadi Soba lungo il Nilo Blu, nello specifico i siti di Sheikh Mustafa e Al Mahalab; i siti della regione di Wadi Howar nel nord-ovest del Sudan, più precisamente dall’Ennedi Erg. Infine il quadro è stato completato con lo studio degli esemplari di ceramica temperata a feldspato potassico rinvenuta in numerosi siti archeologici, compreso quello di Al Khiday. Da questi impasti è stata meccanicamente prelevata unicamente la matrice fine e sono stati rimossi gli inclusi di feldspato potassico, la cui presenza determina delle importanti variazioni composizionali rispetto a quelle dell’argilla utilizzata. L’ipotesi della provenienza di questo smagrante è ancora dibattuta: si trova principalmente abbinato a specifici motivi decorativi (incised wavy line, rocker stamp dotted zigzag packed, alternating pivoted stamp) ma la sua origine geologica è imputabile ad affioramenti di rocce di tipo granitico che si trovano solo in determinate aree a molti chilometri di distanza (almeno 80-100 km) dai siti di Al Khiday. Questa parte del lavoro è stata rivolta alla risoluzione della questione se il feldspato venisse importato nei centri produttivi e mescolato con le argille locali di queste aree, o se i manufatti ceramici venissero prodotti in vicinanza delle zone di affioramento del feldspato e poi diffuse regionalmente. Pertanto, circolazione di una materia prima o di prodotti finiti? La risposta a questo quesito rappresenta un elemento importante nella definizione delle relazioni e della struttura sociale delle comunità di cacciatori-raccoglitori-pescatori Mesolitici. Per quel che riguarda i materiali ceramici, la presenza di markers minero-petrografici in produzioni ad impasto grossolano e specifici caratteri geochimici riferibili a gruppi di riferimento, cioè a produzioni di sicura origine locale (scarti di cottura, materiali di fornaci) o a materiali argillosi per le produzioni ad impasto fine, costituiscono il miglior vincolo nella definizione delle aree di approvvigionamento delle materie prime, e pertanto della provenienza. In molti casi però, l’assenza di elementi peculiari, siano essi litologici o geochimici, impedisce di risolvere importanti problematiche di provenienza delle ceramiche. Negli impasti presi in esame, inoltre, la predominanza di smagrante quarzoso determina anche un forte effetto di diluizione degli elementi in traccia, che quindi non consente di fornire indicazioni sulla provenienza delle argille. Per questo motivo il territorio del Sudan centrale preso in esame rappresenta una zona adatta per sperimentare questa indagine scientifica e, proprio in questo caso, l’analisi dei rapporti isotopici dello stronzio potrebbe rivelarsi decisiva; nei casi in cui viene utilizzato uno smagrante quarzoso, il quale non contiene quantità significative di Rb o Sr, la composizione isotopica dello stronzio nella ceramica è derivata per lo più dalla frazione argillosa/limosa. Il confronto tra l’impronta isotopica delle argille deposte dal Nilo lungo il suo corso attraverso il Sudan centrale e quella delle ceramiche provenienti dai siti sopracitati ha fornito una chiave di lettura per definire la provenienza di manufatti nei quali l’assenza di markers petrografici ne impedisce invece la collocazione. Alcune aree di approvvigionamento sono state escluse mentre altre sono risultate essere più plausibili. Tuttavia, lo studio del rapporto isotopico dello Sr in manufatti ceramici deve fare i conti con il fatto che questi oggetti erano parte integrante della vita quotidiana di queste popolazioni ed erano legati alla preparazione e alla consumazione del cibo, sia solido che liquido. Il confronto dei rapporti isotopici dello Sr di argille e ceramiche ha fornito informazioni sia riguardo ai processi di mescolamento dei sedimenti lungo il corso del Nilo nel Sudan centrale che ad alcune possibili zone di approvvigionamento di materie prime per la produzione delle ceramiche prese in esame. Ma, a causa della contaminazione dei frammenti ceramici, la quale si manifesta principalmente nell'analisi del contenuto in Sr, è possibile abbozzare solo alcune ipotesi sulla provenienza di queste ceramiche, sulla unica base isotopica. Tuttavia queste informazioni hanno contribuito in modo considerevole alla ricostruzione della cultura materiale delle popolazioni Mesolitiche e Neolitiche del Sudan centrale.

Tracing Provenance of Mesolithic and Neolithic Pottery Along the Nile River by Trace Elements and Sr Isotope Analysis

GRAVAGNA, ELISA
2017

Abstract

Scopo di questo progetto è lo studio di provenienza di ceramiche antiche rinvenute in alcuni siti archeologici del Sudan centrale, inteso come analisi sia delle materie prime locali che delle produzioni ceramiche. Nello specifico il lavoro è stato rivolto all’applicazione dell’analisi degli isotopi dello Stronzio (87Sr/86Sr) allo studio di manufatti ceramici che presentano impasti analoghi in termini di composizione petrografica e chimica di bulk, con la possibilità di utilizzare tale metodo per la determinazione della provenienza. I frammenti ceramici oggetto di studio provengono da diversi siti Mesolitici e Neolitici situati lungo il corso del Nilo che attraversa il Sudan centrale e in un’area posta ad ovest di questo, attraversata da uno dei suoi antichi affluenti. Il set di campioni analizzati include sia argille che ceramiche. Un totale di 29 argille è stato campionato tra il 2013 ed il 2014 coprendo una distanza di circa 1600 km, mentre nella campagna del 2015 ne sono state aggiunte sei, per un totale di 35 campioni geologici, tra argille, sabbie e rocce. Per quanto riguarda le ceramiche, dopo un confronto con l’archeologo Sandro Salvatori, per iniziare sono stati selezionati campioni provenienti dai siti di Al Khiday (16-D-5) appartenenti al periodo Mesolitico, decorati secondo uno stile ben distribuito nell’arco spazio-temporale relativo al Sudan Centrale (Rocker stamp dotted zigzag e Rocker stamp plain zigzag) e caratterizzati da impasto temperato a quarzo. Successivamente il set di campioni è stato ampliato aggiungendo ceramiche, sempre temperate a quarzo, appartenenti al periodo Neolitico provenienti sia dal medesimo sito di Al Khiday (16-D-5) che da altre zone in cui è stato rinvenuto lo stesso tipo di ceramica decorata con il medesimo motivo: la regione di Wadi Soba lungo il Nilo Blu, nello specifico i siti di Sheikh Mustafa e Al Mahalab; i siti della regione di Wadi Howar nel nord-ovest del Sudan, più precisamente dall’Ennedi Erg. Infine il quadro è stato completato con lo studio degli esemplari di ceramica temperata a feldspato potassico rinvenuta in numerosi siti archeologici, compreso quello di Al Khiday. Da questi impasti è stata meccanicamente prelevata unicamente la matrice fine e sono stati rimossi gli inclusi di feldspato potassico, la cui presenza determina delle importanti variazioni composizionali rispetto a quelle dell’argilla utilizzata. L’ipotesi della provenienza di questo smagrante è ancora dibattuta: si trova principalmente abbinato a specifici motivi decorativi (incised wavy line, rocker stamp dotted zigzag packed, alternating pivoted stamp) ma la sua origine geologica è imputabile ad affioramenti di rocce di tipo granitico che si trovano solo in determinate aree a molti chilometri di distanza (almeno 80-100 km) dai siti di Al Khiday. Questa parte del lavoro è stata rivolta alla risoluzione della questione se il feldspato venisse importato nei centri produttivi e mescolato con le argille locali di queste aree, o se i manufatti ceramici venissero prodotti in vicinanza delle zone di affioramento del feldspato e poi diffuse regionalmente. Pertanto, circolazione di una materia prima o di prodotti finiti? La risposta a questo quesito rappresenta un elemento importante nella definizione delle relazioni e della struttura sociale delle comunità di cacciatori-raccoglitori-pescatori Mesolitici. Per quel che riguarda i materiali ceramici, la presenza di markers minero-petrografici in produzioni ad impasto grossolano e specifici caratteri geochimici riferibili a gruppi di riferimento, cioè a produzioni di sicura origine locale (scarti di cottura, materiali di fornaci) o a materiali argillosi per le produzioni ad impasto fine, costituiscono il miglior vincolo nella definizione delle aree di approvvigionamento delle materie prime, e pertanto della provenienza. In molti casi però, l’assenza di elementi peculiari, siano essi litologici o geochimici, impedisce di risolvere importanti problematiche di provenienza delle ceramiche. Negli impasti presi in esame, inoltre, la predominanza di smagrante quarzoso determina anche un forte effetto di diluizione degli elementi in traccia, che quindi non consente di fornire indicazioni sulla provenienza delle argille. Per questo motivo il territorio del Sudan centrale preso in esame rappresenta una zona adatta per sperimentare questa indagine scientifica e, proprio in questo caso, l’analisi dei rapporti isotopici dello stronzio potrebbe rivelarsi decisiva; nei casi in cui viene utilizzato uno smagrante quarzoso, il quale non contiene quantità significative di Rb o Sr, la composizione isotopica dello stronzio nella ceramica è derivata per lo più dalla frazione argillosa/limosa. Il confronto tra l’impronta isotopica delle argille deposte dal Nilo lungo il suo corso attraverso il Sudan centrale e quella delle ceramiche provenienti dai siti sopracitati ha fornito una chiave di lettura per definire la provenienza di manufatti nei quali l’assenza di markers petrografici ne impedisce invece la collocazione. Alcune aree di approvvigionamento sono state escluse mentre altre sono risultate essere più plausibili. Tuttavia, lo studio del rapporto isotopico dello Sr in manufatti ceramici deve fare i conti con il fatto che questi oggetti erano parte integrante della vita quotidiana di queste popolazioni ed erano legati alla preparazione e alla consumazione del cibo, sia solido che liquido. Il confronto dei rapporti isotopici dello Sr di argille e ceramiche ha fornito informazioni sia riguardo ai processi di mescolamento dei sedimenti lungo il corso del Nilo nel Sudan centrale che ad alcune possibili zone di approvvigionamento di materie prime per la produzione delle ceramiche prese in esame. Ma, a causa della contaminazione dei frammenti ceramici, la quale si manifesta principalmente nell'analisi del contenuto in Sr, è possibile abbozzare solo alcune ipotesi sulla provenienza di queste ceramiche, sulla unica base isotopica. Tuttavia queste informazioni hanno contribuito in modo considerevole alla ricostruzione della cultura materiale delle popolazioni Mesolitiche e Neolitiche del Sudan centrale.
30-gen-2017
Inglese
Pottery, Provenance, Nile River, Geochemistry, Isotope analysis, Production technology
MARITAN, LARA
ROMANI, VITTORIA
Università degli studi di Padova
190
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/87597
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-87597